Malta: 
"Un fallimento glorioso"
25-26 luglio 1941

Dopo il successo a Suda, la Xa MAS diresse la sua attenzione su Malta. La mancata cattura di queste isole fu indubbiamente dovuta all’assenza di piani di guerra sin dall’inizio del conflitto. Malgrado il fatto che Malta avesse una posizione strategicamente unica nel Mediterraneo centrale, non c'era nessuno piano italiano di iniziare l’occupare delle isole. Da parte loro, gli inglesi stavano considerando di cedere il bastione per evitare disagi indebiti alla popolazione civile.

Nella primavera del 1941, pressoché un anno dopo l’inizio della guerra, la situazione era cambiata. Il potere dell’arma aerea italiana aveva già dimostrato le sue deficienze, e inglesi, sotto pressione da Winston Churchill, avevano deciso di difendere le isole.

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La Valletta
Da parte italiana, Vittorio Mottagatta e Teseo Tesei prepararono un piano di attacco intraprendente e disegnato a provocare grandi distruzioni a La Valletta, il porto principale di Malta. I comandanti Borghese e Giobbe, i capi delle due divisioni all'interno del Xa MAS erano contrari ad alcuna azione contro l'isola, ritenendola troppo pericolosa.
 
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M.T.M.
L'opposizione di Borghese fu forte in quando lui aveva capito il vero potenziale del Xa ed anche le sue debolezze. Malta non aveva in porto nessuna delle navi capitali delle quali la Xa era alla ricerca, ed inoltre non aveva alcun obiettivo di grande importanza militare. In più, l'isola era molto difesa ed ignota agli italiani, era protetta da un’installazione radar fin dall'inizio della guerra. Questo tipo di radar era capace di scoprire naviglio a molte miglia dalla costa.

Il piano di Tesei e Mottagatta era audace: Tesei con il siluro umano avrebbe distrutto le difese esterne del porto, permettendo così ai barchini di Mottagatta di entrare all’interno del porto. L'attacco sarebbe stato proceduto da un bombardamento pesante da parte della Regia Aeronautica.

 

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Teseo Tesei
Vittorio Moccagatta
Mario Giobbe
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Carabelli, Costantini, Pedretti, Falcomatà
Il promesso massiccio bombardamento aereo si materializzò in un unico attacco condotto da un solo aereo italiano. Gli inglesi scoprirono i natanti durante l’avvicinamento al porto ma mantennero il fuoco finché, a poca distanza, riuscirono a distruggere quasi tutti i mezzi d’assalto. Tesei, nonostante avesse capito che la sconfitta era inevitabile, continuò l'attacco perendo così in un tentativo suicida di distruggere le difese esterne. L’esplosione della testata del siluro umano fu così potente che una delle spanne del ponte di S. Anselmo crollò prevenendo completamente l'ingresso al porto ai pochi barchini rimasti.

Tesei morì in quello che molti descrissero come uno spreco eroico della sua vita. la Xa aveva ricevuto un colpo terribile; Giobbe, Mottagatta, Falcomata, e Tesei erano morti.

A seguito della sconfitta schiacciante e con l'intenzione di riattivare rapidamente la Xa quale forza da combattimento, Supermarina promosse Borghese a comandante provvisorio. Era così cominciato un nuovo periodo che vedrà la Xa raggiungere successi clamorosi.

 

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