Alessandretta e Mersina
Operazione "Stella"

di Cristiano D'Adamo

Gli attacchi contro i porti di Alessandretta e Mersina in Turchia, sono, da vari punti di vista, un perfetto esempio della caratteristica guerra "dei poveri" condotta così brillantemente dagli uomini della Xa MAS. I requisiti erano semplici: ingegnosità, armi piccole e coraggio.

Da informazioni pervenute dalla Turchia fu rilevato che questo paese neutrale stava fornendo del cromo, materiale questo d’importanza bellica, all’Inghilterra. Fu quindi deciso d’interferire con questo traffico marittimo utilizzando un uomo "gamma". Considerando le caratteristiche geografiche del porto di Alessandretta, dove i piroscafi dovevano ancorare in rada a circa due o tremila metri dalla sponda, si pensò che un nuotatore potesse facilmente trasportare dei bauletti esplosivi fino alle navi.

L’uomo gamma selezionato per quest’operazione fu il sottotenente Luigi Ferraro, noto nuotatore e graduato dell’Accademia dell’educazione fisica, originario di Tripoli ed appartenente alla Milmart (1). Senza dare nell’occhio, Ferraro fu mandato in Turchia sotto falsa copertura diplomatica con alcune valigie piene di mine per assumere la carica di funzionario presso il consolato Italiano di Alessandretta.

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Luigi Ferraro
Il console, Marchese Ignazio di San Felice, non era al corrente della missione, ma Ferraro ottenne la necessaria collaborazione da parte di un altro impiegato consolare, Giovani Roccardi, che in realtà era un tenente dei servizi segreti della Marina. Dopo il suo arrivo in giugno, Ferraro si aggiustò alla vita del posto riuscendo anche a convincere il personale consolare straniero che egli non sapesse nuotare.

La notte del 30 giugno, la calma vita di questa città di 12.000 abitanti in gran parte arabi era nel procinto di cambiare. Dopo aver raggiunto la spiaggia in compagnia del Roccardi, Ferraro indosso la tuta di gomma, le pinne e la maschera con il respiratore e nuotò 2,300 metri fino a raggiungere il piroscafo greco Orion (2) di 4,798 tonnellate che era nel corso di essere caricato di cromo. I bauletti esplosivi (3) usati nell’attacco erano stati modificati per essere innescati dal movimento della nave. Una settimana dopo, quando la nave era carica, questi lasciò il Golfo di Alessandretta per poi essere affondata in mare da un esplosione che fu attribuita ad un siluro.
 

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Kaitura 
Avendo ricevuto informazioni che il piroscafo Kaituna di 4,907 tonnellate era alla rada in Mersina, Roccardi e Ferraro partirono, senza essere notati, la sera del 9 luglio per ragioniere questo porto non troppo lontano. Il Kaituna (4) lasciò la rada il 19 ed una delle due mine istallate dal Ferraro espose costringendo le autorità Inglesi ad arenare la nave sulle non distanti spiagge cipriote. Qui, la seconda mina fu scoperta; ma era troppo tardi.

Di nuovo in Alessandretta, il Sicilian Prince di 5,000 tonnellate fu salvato da un’ispezione subacquea, così come la motonave norvegese Fernplant (5) di 5,274 tonnellate (6). Dato che tutti i bauletti esplosivi erano stati utilizzati, Ferraro convenientemente contrasse la malaria e fu rimpatriato dopo aver affonda varie tonnellate di naviglio nemico.

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Fernplant
Il tonnellaggio delle navi riferito da J.V. Borghese nel suo libro "Xa Flottiglia MAS" non è lo stesso di quello pubblicato dai Lloyds di Londra ed usato da Roger Jordan nel libro "The World’s Merchant Fleet – 1939". Va anche detto che le navi menzionate da Borghese non sono elencate tra quelle affondate, ma non è possibile stabilire se è un errore di stampa o se le navi furono semplicemente danneggiate.

1) Milizia Marittima
2) Costruita nel 1909 dalla C. Connel & Co. Ltd, questa nave era precedentemente nota come il Glenshiel (1922) e Highland Prince (1936). Apparteneva alla compagnia di navigazione greca Polychronis Lyras. La stazza lorda era di 7,727 tonnellate.
3) Questa mina quasi sferica conteneva 12 Kg. d'esplosivo nepulit ed era innescata dal movimento della nave che azionava un’elichetta che, alla velocità di 5 nodi, rilasciava l’innesco
4) Il Kaituna, costruita nel 1938 nei cantieri Eriksberg Mekaniske di Ghothenburg in Svezia aveva una stazza lorda di 9,165 tons ed apparteneva alla compagnia di navigazione New Zealand Shipping Company
5) Costruita nel 1939 da i cantieri B&W, e con stazza lorda di 8,000 tonnellate.
6)  Borghese, nel libro"Decima Flottiglia MAS" erroneamente asserisce che questa nave fosse stata affondata.
 

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