MISSIONI DEL GRUPPO BIANCHI

Estratto da "Sommergibili negli Oceani"
U.S.M.M.

Nel corso della prima decade di febbraio Betasom, presi i soliti accordi col B.d.U., fece partire un altro gruppo di unità: il Bianchi (comandante, capitano di corvetta Adalberto Giovannini) il 5 febbraio, l'Otaria (comandante, capitano di corvetta Giuseppe Vocaturo) ed il Marcello (comandante, capitano di corvetta Alberto Teppati) il giorno 6 ed il Barbarigo (comandante, capitano di corvetta Giulio Ghiglieri) il giorno 10 coll'ordine di raggiungere nell'area settentrionale le zone contrassegnate colla lettera « A » nel grafico 18. L'Otaria arrivò in zona il 13, il Bianchi il 14 ed il Barbarigo il 16, mentre non è noto se il Marcello, affondato nel corso di circostanze rimaste tuttora sconosciute, abbia mai raggiunto la sua zona. Cosicché il 16, coll'arrivo del Barbarigo nella zona, lo schieramento « A » fu completato.

L'Otaria ed il Barbarigo non effettuarono alcun avvistamento; il Bianchi invece, già pochi minuti dopo il suo arrivo, avvistò nell'oscurità notturna, attenuata dalla luce lunare, il piroscafo da carico britannico Belcrest da 4517 t.s.l., isolato (1), che successivamente fu affondato con due siluri. Il 18 febbraio Betasom, informato dal B.d.U. della rarefazione del traffico nella parte meridionale dell'area operativa, dispose che i sommergibili assumessero uno schieramento più adatto alla nuova situazione, prendendo posizione al più presto nelle zone indicate colla lettera « B » nel grafico citato. L'Otaria, in agguato nell'estremo sud dell'area, a differenza degli altri tre, non fu spostato e ricevette invece l'ordine di attaccare un piroscafo in avaria che però il battello non riuscì a rintracciare. Lo schieramento « B » integrava e completava il dispositivo di attacco al traffico costituito dai sommergibili tedeschi lungo il meridiano 20°00'W e doveva coprire, nel senso della latitudine, l'ampia zona compresa fra il parallelo 57°00'N e l'estremità sud dell'Islanda. L'avvistamento, effettuato da aerei tedeschi il 19 febbraio, di un convoglio di una trentina di navi con 5 unità di scorta (2), proveniente dall'Inghilterra e che si spostava verso ponente a 7 nodi lungo il parallelo 59°00'N, fece prevedere la possibilità di un sollecito ed efficace impiego di questo schiera mento in una operazione complessa, nella quale anche i sommergibili italiani avrebbero potuto essere efficacemente impiegati. Un primo schieramento lungo il meridiano 12°00'W di 5 sommergibili tedeschi, distanziati di 20-25 miglia fra loro, realizzato.


Il piroscafo Belcrest era una unità dispersa del convoglio « SC.21 » (da Halifax all'Inghilterra). (2) Probabilmente il convoglio e OB. 288 ». entro il 20 febbraio ed al quale parteciparono il Bianchi e presumibilmente anche il Marcello, restò inattivo, perché nessun sommergibile, ne italiano ne tedesco, avvistò il convoglio. Il giorno seguente il B.d.U. dispose allora un altro schieramento più a ponente del precedente, all'incirca lungo il meridiano 17°00'W, nel quale poté essere inserito anche il Barbarigo, e contemporaneamente dette ordine a tutte le unità di rastrellare ad 8 nodi la zona con rotta NE. Finalmente il pomeriggio del 22 un sommergibile tedesco riuscì a prendere contatto col convoglio ma purtroppo soltanto per breve tempo. Il mattino de 22 il Bianchi, avvistò in 57°55'N, J7°40'W il – periscopio di un sommergibile, ed immersosi subito a sua volta, udì dalle 16.00 alle 21.15 scoppi lontani, una quarantina in tutto, nel corso di una azione di ricerca e di caccia antisommergibile svolta dalle unità sottili di scorta al convoglio. E poiché fu accertato che in quella zona si trovavano unità subacque tedesche, l'episodio fu messo in relazione con una ipotetica azione antisommergibile durante la quale si sarebbe verificata la perdita del Marcello. Secondo la documentazione storica postbellica è stato infatti possibile assodare che, press'a poco nello stesso periodo di tempo indicato dal Bianchi, tre unità sottili britanniche, i cacciatorpediniere Montgomery ed Hurricane e la corvetta Perwincle, attaccarono con bombe tre diversi sommergibili immersi senza però ottenere prove sicure degli affondamenti. Scartate le azioni dell'Hurricane e della Perwincle, perché avvenute a troppo forte distanza dalla posizione presunta del sommergibile, è da ritenere probabile che l'attacco del Montgomery-^ al Marcello, all'incirca nel punto 59°00'N, 17°00'W, abbia avuto una tragica conclusione per il nostro sommergibile. Riprendendo l'interrotta descrizione dell'azione di ricerca a rastrello del convoglio segnalato, bisogna registrare che il 22 gennaio il B.d.U. ordinò un nuovo spostamento dei sommergibili, compresi Bianchi e Barbarigo verso posizioni ancora più a ponente delle precedenti, posizioni da raggiungere il mattino seguente. Lo spostamento ordinato dal B.d.U. si dimostrò appropriato perché l'indomani mattino lo stesso sommergibile tedesco, che il 22 aveva preso contatto col convoglio, riavvistò il convoglio una seconda volta, dando così modo ai sommergibili italiani e tedeschi dello schieramento di attaccare nel corso della notte fra il 23 ed il 24. Mentre il Barbarigo non incontrò alcuna nave del convoglio, il Bianchi nelle ore serali del 23 poté invece attaccare, contemporaneamente al sommergibile tedesco U. 107, e colpire con un siluro il piroscafo da carico requisito dalla Royal Navy, Manistee e, nelle prime ore del successivo 24, affondare con tre siluri il piroscafo da carico britannico Waynegate di 4260 t.s.l. facente parte del convoglio .

 

Il rapporto di missione del Bianchi fornisce un chiaro resoconto dell'attacco contro il Manistee :

« 23 febbraio 1941.
« 11.54 - Telegramma di scoperta di un convoglio. Essendo in posizione prodiera si assume rotta parallela.
« 16.45 - Inizio dell'avvicinamento. Nuovo telegramma di scoperta con nuova posizione del convoglio. Rotta di avvicinamento a tutta forza per stabilire il contatto.
« 17.45 - Avvistamento di un piroscafo all'orizzonte. Manovra per tenersi fuori vista in posizione favorevole per attaccare. Si rilevano gli elementi del zigzagamento.
« 17.50 - Avvistamento di un sommergibile germanico da 750 tonn. a distanza 1500 metri.
« 21.22 - Si rallenta per diminuire la distanza. Secondo avvistamento del sommergibile alleato che evidentemente manovra per attaccare lo stesso bersaglio.
« 22.20 - Fine del crepuscolo. Inversione di rotta per l'avvicinamento.
« 22.30 - Avvistamento del bersaglio a distanza 3-4000. Attacco di prora.
« 22.34 - Avvistamento del sommergibile alleato che attacca di prora sullo stesso rilevamento del bersaglio.
« 22.38 - II sommergibile alleato inverte rapidamente la rotta sulla dritta per attaccare di poppa. Inverto la rotta sulla sinistra per non intralciare la sua manovra. Attacco di poppa.
« 22.45 - II sommergibile alleato ha lanciato e colpito il bersaglio il quale non affonda, ma comincia a sbandare e procede a lento moto col timone alla banda.
« 22.56 - Si accosta tutto a dritta. Avvicinamento per attacco di prora, al minimo.


Gli aerei tedeschi attaccarono anch'essi il convoglio ma senza risultati di rilievo.« Da distanza 600 lancio di un siluro da 533 che colpisce a poppa. Il piroscafo aumenta lo sbandamento mentre l'equipaggio scende nelle imbarcazioni. « 23.05 - Allontanamento dalla zona per lasciare libero il sommergibile alleato. Si riprende la ricerca delle altre unità del convoglio ».

La fortuna favorì ancora una volta il Bianchi che, già assai avanzato sulla via del ritorno, ebbe la ventura d'incontrare alle prime ore del 27 tre navi mercantili facenti parte di uno stesso convoglio (1). La prima delle navi avvistate sfuggì all'affondamento perché i siluri furono deviati dal moto ondoso molto ampio, la seconda invece, il piroscafo da carico britannico Baltistan di 6803 t.s.l., colpita dall'unico siluro lanciategli, affondò in pochi istanti; la terza di tipo imprecisato, probabilmente un incrociatore ausiliario, con rapida manovra di avvicinamento, costrinse il sommergibile ad immergersi, impedendogli così di riprendere il contatto.

L'Otaria, che dall'inizio della sua missione era stato inviato in una zona di operazioni più a sud dell'area nella quale si era sviluppato l'attacco al convoglio « OB. 288 », il 24 febbraio lasciò l'agguato senza aver avvistato alcuna nave ne militare ne mercantile. ";

II Barbarigo restò invece nella zona assegnata fino al 1° marzo, ma non poté esplicare alcuna attività perché una violenta tempesta con neve e grandine lo costrinse a tenere la cappa per vari giorni. Le missioni dei sommergibili Otaria, Bianchi e Barbarigo si conclusero col ritorno a Bordeaux rispettivamente il 1°, il 4 ed 8 marzo. Purtroppo il Marcello, come si è detto, suggellò col sacrificio supremo la sua attività bellica in Atlantico. Fu questa la prima volta che il B.d.U. impiegò tre sommergibili italiani in una vasta manovra di attacco ad un convoglio nella quale erano contemporaneamente impegnate 5 unità subacquee tedesche; l'azione offensiva fruttò complessivamente l'affondamento di 8 navi, per un totale di 35.227 t.s.l. Nel corso di questa crociera il Bianchi colò a picco tre piroscafi per un totale di 15.520 t.s.l., raggiungendo un risultato che poteva reggere favorevolmente il confronto con i successi conseguiti dai sommergibili tedeschi nella stessa area e nel medesimo periodo

(1) II convoglio «OB.290», partito da Liverpool.

© 1996-2007 REGIAMARINA (TM) - Terms and Conditions