![]()
Cavallini:
|
Progetto e Costruzione |
|
Fino dalla costruzione dei primi sommergibili e fino
all'introduzione dei progetti più d’avanguardia della fine della seconda
guerra mondiale, i sommergibile erano composti da tre distinte sezioni: lo
scafo interno, lo scafo esterno e le sovrastrutture. Lo scafo interno, detto
anche scafo “resistente” era normalmente composto di varie sotto sezioni
cilindriche, sigillate agli estremi da calotte semi sferiche, lungo le quali
trovavano posizione i tubi lanciasiluri. Un’altra sezione cilindrica era
situata nella parte centrale sovrastante la camera di manovra e costituiva
la parte resistente della falsa torre, detta anche torretta. Lo scafo esterno era la parte del battello esposta al mare ed era costruita secondo criteri improntati alla dinamica. Entro lo scafo esterno vi erano dei compartimenti utilizzati per lo stivaggio dei fluidi di bordo (acqua di zavorra e nafta), casse di zavorra. Ben poco spazio risultava inutilizzato. Le sovrastrutture costituivano un guscio che si estendeva oltre la lunghezza dello scafo “resistente”, dando al sommergibile un piano di calpestio, una prora simile a quella di un incrociatore e una poppa piuttosto rotondeggiante. Questa parte dello scafo era generalmente esposta all’azione del mare e l’acqua fluiva attraverso larghe aperture o piccoli orifizi disposti lungo l’intero profilo. I Settembrini, che rappresentarono un’evoluzione dei Mameli, ebbero la forma dello scafo migliorata, al fine di ottenere migliori qualità nautiche. Pur vantando un dislocamento ed una lunghezza maggiori, i Settembrini erano capaci di raggiungere una velocità massima di 18 nodi, contro i 17,2 dei Mameli. E tutto ciò con i medesimi propulsori.
|
|
La costruzione dello scafo resistente del Saint Bon dove
si possono
|
|
Tutti i “Cavallini” appartenevano al tipo di unità a controcarena, detta anche a doppia carena parziale o “saddle tank”. I Mameli avevano uno scafo resistente composto di ordinate perfettamente circolari (travi rinforzate) distanziate di circa 500 mm alle quali erano inchiodate diverse lastre di acciaio a forma di mattonella (ciascuna lastra era posizionata in modo da coprire circa la metà della lastra adiacente). Le piastre erano di acciaio al nichel da 60 Kg/mm2 con innervamento a 42 Kg/mm2. Esse avevano uno spessore di 18 mm verso il centro del battello, e di 16 mm verso le estremità. I due estremi, AV (avanti) e AD (indietro) erano cuneiformi e di conseguenza il diametro delle ordinate più estreme risultava inferiore rispetto a quelle interne. Ciascuna piastra era assicurata da una doppia fila di chiodi, con una contro piastra sistemata internamente ed esternamente alla giuntura. L’intero scafo resistente era suddiviso in cinque compartimenti, più la torretta. Cominciando dalla parte posteriore, il primo compartimento era la camera lanciasiluri AD; spazio nel quale erano alloggiati anche i motori elettrici. Seguiva il vano motori termici, la camera di manovra, l’alloggio ufficiali e il primo compartimento batterie; l’alloggio sottufficiali ed il secondo compatimento batterie, ed infine la camera lanciasiluri AV. La piccola torretta era posizionata sopra la camera di manovra e le camicie dei periscopi facevano parte della struttura resistente dello scafo.
|
|
|
Ciascun compartimento era protetto da una parete stagna capace di sopportare pressioni fino a 40 atmosfere. Modelli successivi ai Mameli ebbero vantarono parametri di resistenza di questa paratia aumentati. Lo scafo esterno era composto da lastre di 7 mm e, come si è già detto, lo spazio tra le due carene era utilizzato per lo stivaggio della nafta e dell’acqua di zavorra. Ciascun lato era suddiviso in due casse acqua di zavorra ed una cassa nafta. Il piano di calpestio era ricoperto da listelli di legno di teak bullonati alla struttura. La forma della prua variò da classe a classe. I Mameli avevano una prua rotondeggiante ed un poppa a scalino. I Settembrini ebbero una prua più geometrica. Lo stesso disegno fu mantenuto sugli Archimede, ma sulle classi susseguenti si ritornò ad una prua più rotondeggiante. I Liuzzi ebbero, invece, una poppa allungata. |
|
|
||
|
|
||
| © 1996-2007 REGIAMARINA (TM) - Terms and Conditions | ||