Cavallini:
Una famiglia di sommergibili

di Cristiano D'Adamo

Servizi per l'Equipaggio

Alloggio equipaggi

Sui “Mameli” il quadrato ufficiali era dotato di quattro lettini ribaltabili che diventavano divanetti, (similarmente cuccette ??). Gli alloggi per i sottufficiali erano simili, mentre l’equipaggio era sistemato nelle due camere di lancio. Sui “Liuzzi” c’erano 18 cuccette a scomparsa in ciascuna camera di lancio.

Cucine

I battelli erano dotati di due cucine, una elettrica situata nella camera di lancio prodiera, ed una a gasolio sistemata nella falsa torre. Sui “Liuzzi” la cucina interna venne installata nel locale motori elettrici sulla dritta.

 

Gabinetti

I battelli erano dotati di tre servizi nello scafo interno e di altri due nella falsa torre. Naturalmente, le latrine e le docce della falsa torre potevano essere utilizzate soltanto in navigazione di superficie.

 

Acqua Potabile

I sommergibili avevano una riserva d’acqua dolce di 13,2 tonnellate. Sui “Brin” la riserva venne portata a 14,86 tonnellate e suddivisa in quattro casse. Sui “Liuzzi”, la riserva fu aumentata a 15 tonnellate e a bordo venne anche istallato un impianto purificatore ad energia elettrica.

 

Refrigerazione

Stranamente, sugli “Archimede” il sistema di refrigerazione per la produzione del ghiaccio e per la conservazione del cibo fresco era situato nella camera di lancio prodiera ed era prodotto dalla Frigidaire. Sui “Brin” il frigorifero era di produzione nazionale (Bazzi) al cloruro di metile (CH3Cl).  Sui “Liuzzi” fu istallato un sistema costruito dalla ditta Canepa, anche questo al cloruro di metile.

 

Equipaggio

I “Mameli” avevano un equipaggio composto da 5 ufficiali e 44 sottufficali e marinai. Sui “Settembrini” gli ufficiali erano 6 e i sottufficiali e comuni 50 (questi ultimi furono ridotti a 49 sugli “Archimede”). Sui “Brin” gli ufficiali erano 7 e i sottufficiali e comuni 47 (aumentati a 50 sui “Liuzzi”).

 

Sistemi di Sicurezza

I progettisti installarono due garitte di salvataggio del tipo Gerolami-Arata tra le camere di lancio e i compartimenti interni. Questi apparati consistevano in un cilindro galleggiante che poteva raggiungere la superficie e che poteva essere recuperato attraverso un cavo collegato alla sua base e assicurato ad un argano. Quando il cilindro veniva rilasciato, esso poteva trasportare un uomo alla volta in superficie, senza esporlo ai pericoli dell’embolia gassosa e alle alte pressioni degli abissi. Data la presenza di questo apparato, le paratie tra le camere di lancio e quelle interne erano dotate di due portelli.

© 1996-2007 REGIAMARINA (TM) - Terms and Conditions