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Cavallini:
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Sistemi Aria |
Aria Compressa |
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Il sistema dell’aria compressa era uno dei più importanti sul sommergibile ed era utilizzato per svuotare le casse d’immersione, lanciare i siluri, e per far partire i motori termici. Senza l’aria compressa, il sommergibile diventava inutilizzabile. I moli d’attracco erano infatti provvisti di impianti da aria compressa ad alta pressione in modo da evitare al sommergibile di doverla produrre in proprio. Le bombole dell’aria compressa tendevano ad accumulare acqua di condensazione e quindi dovevano essere svuotate regolarmente. Sui “Mameli” ed i “Settembrini” il compressore principale, costruito dalla Giorgio, era istallato nella camera di manovra ed era capace di produrre 9 litri al minuto, ad una pressione di 210 atmosfere. Il compressore era alimentato da un motore elettrico da 50 HP. Vi erano anche due super compressori anch’essi di produzione San Giorgio e capaci di comprimere 9 litri d’aria al minuto da 70 a 225 atmosfere. Questi super compressori, alimentati da motori elettrici da 10 HP, ricevevano l’aria dai compressori incorporati nei due motori diesel e servivano ad alimentare tre grosse bombole per un totale di 4.580 litri. Sugli “Archimede” la riserva d’aria fu aumentata a 8.000 litri e la pressione ridotta a 200 atmosfere. Sui “Brin” venne mantenuta la stessa configurazione, mentre i “Liuzzi” furono equipaggiato con cinque bomboloni per una capacità totale di 10.000 litri. Quest’aria era usata per svuotare le casse di compensazione solamente in caso d’emergenza. Solitamente, queste casse venivano svuotate utilizzando compressori rotanti del tipo Reavel-Cerpelli, capaci di produrre 30 metri cubi d’aria al minuto ad una pressione di 1,6~1,8 atmosfere. Ciascun compressore assorbiva 60 HP a ed operava a circa 1.600 rpm. E ciò era possibile soltanto quando il sommergibile aveva almeno la torre fuori dell’acqua, in modo da poterlo aprire per immettere l’aria necessaria. Gli “Archimede” avevano quattro pompe, due da 50 tonnellate a 150 metri e due da 30 tonnellate sempre a 150 metri. Vi erano anche due soffiatori a bassa pressione (meno di due atmosfere) capaci di generare 30 m3 d’aria. I soffiatori usavano gli stessi motori elettrici delle pompe. In caso d’emergenza, vi erano delle pompe azionate da aria a bassa pressione o manualmente.
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Sistema per la Rimozione dell’Anidride Carbonica. |
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Gli “Archimede”, così come probabilmente gli altri battelli delle varie classi del tipo Cavallini, erano provvisti di un sistema di filtraggio per la rimozione dell’anidride carbonica. In aggiunta, vi erano 48 bombole dell’ossigeno cariche fino a 150 atmosfere ed usate per ossigenare l’ambiente. Inoltre, i battelli erano equipaggiati con valvole a connessione esterna per consentire, in caso di avaria, il rifornimento d’aria da parte di altre unità. Queste potevano essere usate per l’aria respirabile o per svuotare le casse. |
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