I Battelli
Della Classe Bragadin

di Cristiano D'Adamo

Armamenti

Siluri

I “Bragadin” avevano quattro tubi lanciasiluri a prua. I tubi erano armati alla partenza dalla base, ed altri due siluri erano stivati nei compartimenti di lancio per un totale di 6 armi. I siluri erano introdotti nello scafo attraverso uno speciale portello e la manovra di carico risultava molto laboriosa e complessa. In mare, i siluri potevano essere rimossi dai tubi per la manutenzione ordinaria (aggiungere il carburante). La distanza, la velocità e la direzione dell’arma erano configurabili mentre il siluro si trovava già nel tubo di lancio. I lanciasiluri potevano accomodare una varietà di siluri da 21 pollici (533 m) prodotti sia che dalla Whitehead di Fiume che dal Siluruficio Italiano di Pozzuoli. Come nel caso della Royal Navy, la Marina Italiana non ebbe gli enormi problemi con i siluri che afflissero sia la U.S. Navy che la Kriesgmarine. I siluri italiani erano affidabili, ma lasciavano una scia alquanto vistosa facilitandone l’avvistamento.
 

Mine

I "BRgadin" era in grado di trasportare 24 mine sistemate su quattro apposite ferroguide, due per lato. Le mine erano imbarcate attraverso un portellone. La bassa velocità del sommergibile in immersione e l’abilità dell’equipaggio di misurare distanza e direzione con accuratezza permettevano di collocare le mine con precisione, in apposite configurazioni. L’impianto di traffico e lancio delle mine, il quale, nonostante i numerosi interventi correttivi, non divenne mai pienamente soddisfacente. Tant’è che risulta essere stato effettivamente utilizzato una sola volta, proprio dal "Bragadin".
 

Le ferroguide per le mine.

Armi leggere

Ogni battello aveva un piccolo arsenale di fucili e pistole.
 

Cannone

I “Bragadin” vennero equipaggiati con un cannone da 100 mm, calibro 47 di produzione O.T.O (Modello 1931, 1935 e 1938). Queste armi avevano una gettata massima di 14,5 km ma la portata pratica, a causa dell’arretratezza tecnica dei congegni di puntamento, risultava assai minore.
 

I cannoni dei “Bragadin” erano dotati di proietti AP da 22 kg o proietti convenzionali da 13,8 kg. I ”Bragadin” avevano una riserva di 168 proietti.

La velocità iniziale del proietto (di circa 730 m/s) venne poi aumentata a 840 m/s. Un gruppo di addestrati artiglieri era in grado di sparare fino a otto proietti al minuto. I proietti erano caricati dai magazzini ai compartimenti principali e da qui spinti attraverso un tubo sul ponte di calpestio. I cannonieri avevano anche accesso a piccoli magazzini stagni ubicati nella falsa torre.
 

Mitragliatrici

I “Bragadin” erano equipaggiati con due delle famose mitragliatrici antiaeree Breda Modello 1931 da 13.2 mm. . Queste armi erano mondate su un supporto singolo. Le armi erano istallate su supporti retrattili a scomparsa (o a “candeliere”) che recedevano in tubi protetti da un portello stagno. Dopo l’emersione, i cannonieri aprivano il portello, estraevano le armi, inserivano il caricatore ed erano pronti al fuoco. I caricatori contenevano 30 cartucce e le armi erano in grado di sparare 400 colpi al minuto ad una distanza di 2.000 metri. La riserva era di 3.000. Durante il conflitto si scoprì che le armi da 13,2 mm non erano sufficientemente potenti per abbattere i grandi bombardieri americani dotati da blindature di ragguardevole spessore.
 

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