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I Battelli
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PropulsionE |
Motori Termici |
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I “Bragadin” avevano due motori diesel Tosi K6 a sei cilindri capaci di
erogare 1.500 cavalli. Questi motori erano a quattro tempi e l’albero motore
era collegato attraverso bielle agli stantuffi (pistoni). Il ciclo di questi
motori non era reversibile (in pratica potevano procedere solamente in una
direzione).
I motori erano collegati direttamente a dei compressori a quattro fasi per
la produzione d’aria compressa a circa 70 atmosfere, ed erano inoltre usati
(soffiando aria) per far partire i motori. |
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L’usura da servizio prolungata e il naturale invecchiamento dei battelli,
ridussero tuttavia la capacità dei battelli a raggiungere le velocità
stimate in sede progettuale. In superficie i motori diesel erano collegati agli assi principali a mezzo di un giunto, mentre l’asse era connesso all’asse delle eliche attraverso un ingranaggio. Il giunto ad ingranaggi poteva essere disinnescato dall’asse delle eliche e connesso ai motori elettrici che svolgevano la funzione di dinamo generando corrente continua. In immersione, i giunti erano completamente disinnescati. I due motori diesel ricevevano l’aria d’aspirazione attraverso un valvolone posizionato sopra il ponte di coperta ed entro la falsa torre. Il manifoldo era protetto da una valvolone che, durante l’immersione del battello, ne sigillava l’accesso esterno. |
Motori Elettrici |
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Sui “Bragadin” i due motori elettrici (a doppia induzione
con doppia armatura coassiale) erano stati prodotti dalla ditta Marelli ed erano capaci di erogare
416 HP ciascuno. |
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I motori dei “Bragadin” erano alimentati dal corrente
continua a 55, 110 o 220 volt. Questi potevano operare a velocità massima
(500 HP) per circa un’ora,
a 416 hp per tre ore e a 66 hp in moto continuo. I “Bragadin” potevano solo percorrere 7
miglia a virca 7 nodi. |
Accumulatori |
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Sui “Bragadin” c’erano due sezioni di 60
accumulatori ciascuno e si trattava di accumulatori del tipo 27 M.A.S. 825-5 prodotti dalla SGIAE di Melzo (Milano)
del peso di 750 kg ciascuna, per un totale di 84 tonnellate. Gli
accumulatori erano in grado di produrre 4.750 ampere in un’ora, o 9.030
ampere in dieci ore (903 ampere/ora), o 9,780 ampere in 20 ore (489ampere/ora). |
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Ciascun accumulatore era composto di molteplici piaste negative e positive
in piombo ai quali erano attaccati i terminali separati da isolanti. Le
piastre erano immerse in una soluzione elettrolitica composta di acqua
distillata ed acido solforico ad un livello di gravità specifica del 1.25%
(quando l’accumulatore era carico). Ciascun accumulatore produceva circa 2
volt ed era collegato in serie ad un gruppo. Ciascun gruppo poteva essere
operato indipendentemente o in parallelo con altri. |
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