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I Battelli
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Sommergibile Posamine |
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Durante la Prima Guerra Mondiale, come è ben noto, la Regia
Marina non disponeva di sommergibili posamine.
Nel periodo fra le due guerre mondiali, la Regia Marina decise di
dotarsi di sommergibili posamine con prestazioni superiori a quelle dei già
esistenti tre battelli della classe “X”. Più precisamente, l’intento era quello
di realizzare dei mezzi di medio dislocamento, adatti anche ad operazioni
extra-mediterranee, che unissero buone capacità di silurante e di posamine. Dell’impresa fu incaricato il Gen. (GN) Curio BERNARDIS, valente progettista che firmerà i piani di diverse ottime classi di sommergibili; lo stesso che, anni prima, aveva disegnato i battelli posamine X2 e X3 della succitata classe prendendo a modello di massima l’X1, il primo sommergibile posamine itaiano, ricostruito sul relitto dell’austriaco U24 (già UC 12 tedesco), affondato da una delle mine che stava posando davanti a Taranto il 16 marzo 1916 e recuperato pochi giorni dopo. Il Bernardis, questa volta, derivò il suo nuovo progetto da quello – sempre suo e di poco precedente – della classe “Pisani”, rispetto alla quale doveva risultare migliorato e innovativo per l’aggiunta della funzione posamine. |
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Il Colonnello Curio Bernadis, più tardi promosso al grado di
generale, cominciò la progettazione di questa nuova classe di sommergibili incorporando ai concetti
del Laurentis idee nuove ed alquanto innovative. Lo scopo era quello di creare
battelli capaci di raggiungere profondità maggiori facendo forza sull’integrità
della parte strutturale dello scafo quale entità unica invece che
sulla grossezza e resistenza dei supporti circolari interni. Il progetto
Bernardis aveva una struttura resistente circolare di tipo tradizionale
racchiusa ai due estremi da calotte semisferiche, Le casse di compensazione
erano posizionate alla fine dello scafo resistente, ma internamente allo scafo
rigido c’erano delle casse addizionali che permettevano operazioni a grandi
profondità perché potevano essere svuotate sia per mezzo d’aria compressa che
pompe. |
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I primi Bernardis, including i Bragadin ed i Bragadin, non furono battelli ben riusciti, ma la loro evoluzione diede
vita alle classi Marcello e Marconi, alcune delle migliori classi di
costruzione prodotte dalla cantieristica italiana. La classe Bragadin inclusesolo
due battelli costruiti tra il 1927 e il 1931. Non appena entrarono il
periodo di collaudo a mare, si scoprì un difetto alquanto serio e peraltro gia
riscontrato sui Bragadin: il battello
tendeva al rullaggio in maniera eccessiva. Per rimediare a questo serio
problema, i cantieri aggiunsero delle false carene che risolsero, anche se in
maniera parziale il problema, ma che causarono la riduzione della velocità di
superficie da 15 a 12 nodi, e quello in immersione da 9 a 7. Per aumentarne la
stabilità, parte dei macchinari fu collocato in maniera diversa pur sempre
negli stretti limiti posti dal delicato bilanciamento di un’unità sottomarina.
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Eventualmente, queste carene esterne divennero parte integrale del progetto
dipo Bernardis. Sfortunatamente, mentre il problema era ancora in fase di
studio sui Bragadin, i Bragadin erano già in fase avanzata di costruzione e
quindi anche questi dovettero subire lavori di correzione. Sui Bragadin anche
un altro problema dovette essere rimediato: la tendenza del battello di andare
giù di prua. Questo problema fu risolto con l’istallazione di una cassa di tipo
speciale autorempiente; in superficie questa cassa rimaneva vuota aumentando la
galleggiabilità, ma una volta in immersione si riempiva automaticamente. Altre
modifiche ai Bandiera ne diedero la prua di tipo molto inusuale che diede ai
quattro battelli di questa classe il nomignolo di “nasoni”. |
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