I Battelli
Della Classe Bragadin

di Cristiano D'Adamo

Sommergibile Posamine

Durante la Prima Guerra Mondiale, come è ben noto, la Regia Marina non disponeva di sommergibili posamine. Nel periodo fra le due guerre mondiali, la Regia Marina decise di dotarsi di sommergibili posamine con prestazioni superiori a quelle dei già esistenti tre battelli della classe “X”. Più precisamente, l’intento era quello di realizzare dei mezzi di medio dislocamento, adatti anche ad operazioni extra-mediterranee, che unissero buone capacità di silurante e di posamine.

Dell’impresa fu incaricato il Gen. (GN) Curio BERNARDIS, valente progettista che firmerà i piani di diverse ottime classi di sommergibili; lo stesso che, anni prima, aveva disegnato i battelli posamine X2 e X3 della succitata classe prendendo a modello di massima l’X1, il primo sommergibile posamine itaiano, ricostruito sul relitto dell’austriaco U24 (già UC 12 tedesco), affondato da una delle mine che stava posando davanti a Taranto il 16 marzo 1916 e recuperato pochi giorni dopo. Il Bernardis, questa volta, derivò il suo nuovo progetto da quello – sempre suo e di poco precedente – della classe “Pisani”, rispetto alla quale doveva risultare migliorato e innovativo per l’aggiunta della funzione posamine.
Il Regio Sommergibile  "Macantonio Bragadin"
(Foto Turrini)
Il Colonnello Curio Bernadis, più tardi promosso al grado di generale, cominciò la progettazione di questa nuova classe di sommergibili incorporando ai concetti del Laurentis idee nuove ed alquanto innovative. Lo scopo era quello di creare battelli capaci di raggiungere profondità maggiori facendo forza sull’integrità della parte strutturale dello scafo quale entità unica invece che sulla grossezza e resistenza dei supporti circolari interni. Il progetto Bernardis aveva una struttura resistente circolare di tipo tradizionale racchiusa ai due estremi da calotte semisferiche, Le casse di compensazione erano posizionate alla fine dello scafo resistente, ma internamente allo scafo rigido c’erano delle casse addizionali che permettevano operazioni a grandi profondità perché potevano essere svuotate sia per mezzo d’aria compressa che pompe.

 

I primi Bernardis, including i Bragadin ed i Bragadin, non furono battelli ben riusciti, ma la loro evoluzione diede vita alle classi Marcello e Marconi, alcune delle migliori classi di costruzione prodotte dalla cantieristica italiana. La classe Bragadin inclusesolo due battelli costruiti tra il 1927 e il 1931. Non appena entrarono il periodo di collaudo a mare, si scoprì un difetto alquanto serio e peraltro gia riscontrato sui Bragadin: il battello tendeva al rullaggio in maniera eccessiva. Per rimediare a questo serio problema, i cantieri aggiunsero delle false carene che risolsero, anche se in maniera parziale il problema, ma che causarono la riduzione della velocità di superficie da 15 a 12 nodi, e quello in immersione da 9 a 7. Per aumentarne la stabilità, parte dei macchinari fu collocato in maniera diversa pur sempre negli stretti limiti posti dal delicato bilanciamento di un’unità sottomarina.


Il "Filippo Corridoni" a Taranto
(Foto Turrini)
Eventualmente, queste carene esterne divennero parte integrale del progetto dipo Bernardis. Sfortunatamente, mentre il problema era ancora in fase di studio sui Bragadin, i Bragadin erano già in fase avanzata di costruzione e quindi anche questi dovettero subire lavori di correzione. Sui Bragadin anche un altro problema dovette essere rimediato: la tendenza del battello di andare giù di prua. Questo problema fu risolto con l’istallazione di una cassa di tipo speciale autorempiente; in superficie questa cassa rimaneva vuota aumentando la galleggiabilità, ma una volta in immersione si riempiva automaticamente. Altre modifiche ai Bandiera ne diedero la prua di tipo molto inusuale che diede ai quattro battelli di questa classe il nomignolo di “nasoni”.


 

Altre classi del tipo Bernardis

Classe Bragadin
Classe Bandiera
Classe Squalo
Classe Marcello
Classe Marconi
Classe "600"
 
 

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