I Sommergibili
della
Classe "600"

di Cristiano D'Adamo


Sistemi di Comunicazione

Apparecchiature radiotrasmittenti e riceventi

La stazione radio era collocata tra il quadrato ufficiali e la camera di manovra. I “600” erano equipaggiati con un radiolocalizzatore istallato sulla falsa torre e controllato dalla sala radio.

R. Smg. Adua nel 1941 con la torretta modificata
e colorazione mimetica.

(Foto gentilmente offerta da Erminio Bagnasco e Achille Rastelli)

Idrofoni

Vi era un sistema d’ascolto idrofonico connesso a due trasmittenti montate sulle paratie esterne laterali. Il sistema era di produzione nazionale e considerato di buona qualità.

Interfono

Tutti i “600” erano equipaggiati con un sistema interfonico. Ciascun compartimento poteva comunicare con la centralina collocata nella sala di manovra attraverso un apparecchio (tipo citofono) con microfono e altoparlante.

Allarmi

I “600” erano dotati di un clacson situato in camera di manovra. Quando si dava l’allarme, tutti i portelli venivano chiusi e i macchinisti cominciavano le manovre d’immersione che includevano l’arresto dei diesel e la chiusura dei valvoloni.

Telefono d’emergenza

I “600” erano stati forniti di due boe situate sul ponte di calpestio ed attaccate ad un argano. Queste boe potevano essere rilasciate, raggiungendo la superficie dando così all’unità un collegamento telefonico con le unità di superficie.

Girobussola

I “600” erano equipaggiati con una girobussola del tipo Anschutz installata nella camera di lancio prodiera e equipaggiata di tre ripetitrici disposte in vari compartimenti e sul ponte di manovra. Vi era inoltre una bussola magnetica istallata in una custodia stagna sul ponte con una ripetitrice nella camera di manovra. La girobussola riceveva le coordinate da un giroscopio rotante ad alta velocità mosso da un motore elettrico. Il funzionamento era basato sulle leggi della meccanica governanti la rotazione dei corpi. Quando un oggetto è in rotazione veloce questi tende a mantenere la posizione.

Il smg. ALAGI in un bacino di carenaggio a Messina nel 1941
Notare l'ottimo profilo della carena.
(Foto gentilmente offerta da Erminio Bagnasco e Achille Rastelli)
La girobussola consiste di un giroscopio rotante orientato verso il nord e affinché il movimento del battello non interferisse con lo strumento, esso era stabilizzato da un peso installato al di sotto degli assi e montato su braccetti a giunto. Un quadratino meccanicamente connesso alla girobussola indicava i punti cardinali e la direzione del battello.

Edizione italiana a cura di Francesco Cestra

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