Introduzione
Battaglia di Punta Stilo aveva lasciato molta insoddisfazione nell'alto
comando della Royal Navy; l'ammiraglio Cunningham si era reso conto che due delle sue
corazzate, le vecchie Royal Sovereign e Ramillies, erano troppo lente e
costituivano un'ostacolo alle operazioni che la Mediterranean Fleet doveva svolgere:
infatti a Punta Stilo la Royal Sovereign non era riuscità a raggiungere la zona
del combattimento, inoltre la Regia Marina era molto superiore per numero, e in certi casi
anche per la qualità, di incrociatori, in particolare non vi era nel Mediterraneo nessuna
nave inglese armata con cannoni da 203 mm. Così richiese che gli venisse mandato di
rinforzo almeno un'altra nave da battaglia tipo Warspite, qualche incrociatore
pesante e una nave portaerei, più moderna dell' Eagle, per fronteggiare meglio
gli attacchi in massa della Regia Aereonautica ( sebbene le navi britanniche non
riportarono gravi danni gli inglesi rimasero molto impressionati dal numero e dalla
precisione dei nostri aerei ).
L'ammiragliato accolse le richieste dell'ammiraglio Cunningham e dispose il
trasferimento dall'Oceano Indiano ad Alessandria dell' Ip Kent; mentre
dall'Inghilterra sarebbero giunte la Nb Valiant, la moderna portaerei Illustrious
e due incrociatori c.a. muniti di radar il Calcutta e il Conventry; inoltre, in previsione
di un'offensiva terrestre in Africa del Nord da parte dell'eserito italiano, furono
inviati rinforzi per l'esercito su alcuni piroscafi veloci con la scorta dell'Ip
York
e dell'Il Ajax, che si sarebbero aggiunti alla Mediterranean Fleet. Questo
convoglio sarebbe stato fatto passare per la più lunga e sicura via del Capo di Buona
Speranza. Approfittando di tutti questi movimenti la flotta di stazza ad Alessandria
avrebbe in quei giorni scortato un convoglio di tre piroscafi diretto a Malta e
successivamente sarebbe andata incontro alle navi provenienti da Gibilterra. Questa
complessa operazione ebbe il nome in codice di Hats.
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Le Prime Mosse
La complessa operazione ebbe inizio nel pomeriggio del 29 agosto quando i tre
piroscafi, scortati da 4 Ct, diretti a Malta salparono da Alessandria. Il giorno dopo
salparono invece da Gibilterra la forza B composta dalla Nb Renown, la Np Ark
Royal, l'incrociatore leggero Sheffield e 12 Ct con il compito di scortare
fino al canale di Sicilia la forza F composta dalle unità destinate a rinforzare la
Mediterranean Fleet. Lo stesso giorno salparono da Alessandria le Nb Warspite e
Malaya,
l'Ip Kent, gli Il Orion, Sydney, Gloucester, Liverpool
e 13 Ct con il duplice compito di proteggere il convoglio e di scortare le unità
provenienti da Gibilterra, con cui in al ritorno avrebbero effettuato alcuni bombardamenti
su aereoporti italiani.
Supermarina avute, durante il giorno 30, varie notizie sull'attività navale nemica
ordinò che salpassero:
Da Taranto (alle 06:00 del giorno 31) la 9° Div ( Nb Littorio, Vittorio
Veneto ), la 5° Div ( Nb Cavour, Cesare, Duilio ), la 1° Div ( Ip Pola,
Zara, Fiume, Gorizia ), l'8° Div ( Duca degli Abruzzi. Garibaldi ) con le
relative Sq di Ct,in tutto 27.
Da Brindisi la 7° Div ( Il Eugenio di Savoia, Duca d'Aosta, Montecuccoli,
Attendolo) con 4 Ct
Da Messina la 3 Div ( Ip Trento, Trieste, Bolzano ) con 8 Ct.
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Nessuno Scontro
I dubbi sulle intenzioni degli inglesi furono caddero definitivamente quando fu
avvistato, nella mattinata del 31, un convoglio di 3 mercantili diretti verso Malta;
questo convoglio fu attaccato da bombardieri che colpirono il P.fo Cornwall, che
colpito da una bomba a poppa, ebbe bloccato il timone e distrutti i suoi due c.a. oltre a
un piccolo incendio. Anche quando era evidente lo scopo del nemico Supermarina non ordinò
di dirigersi verso di esso anzi alle 17:00 di quel giorno ordinava di dirigersi verso
Taranto quando gli incrociatori dell'Amm. Iachino erano a sole 120 miglia dal nemico.In
quel momento la superiorità italiana era schiacciante:
| Regia Marina |
Royal Navy |
| 4 Nb con 18 cannoni da 381 mm e 20 cannoni da 320 mm |
2 Nb con 16 cannoni da 381 mm |
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1 Np con 17 aerei |
| 7 Ip con 54 cannoni da 203 mm |
1 Ip con 6 cannoni da 203 mm |
| 6 Il con 52 cannoni da 152 mm |
4 Il con 32 cannoni da 152 |
| 39 Ct |
17 Ct |
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| Durante la notte l'ammiraglio Campioni ricevette l'ordine,
una volta ricongiuntosi con la Cesare che aveva riparato le sue avarie, di
dirigersi nuovamente a sud per tentare di attaccare il nemico sulla via del ritorno, ma
questo si rivelò impossibile anche perchè il mare peggiorò notevolmente e poichè i
nostri Ct non riuscivano a reggere alle furie del Mediterraneo la nostra flotta rifece
rotte verso casa; durante il viaggio di ritorno i Ct perdettero alcuni uomini in mare e
ebbero notevoli danni alle sovrastrutture mentre l'Inc Duca degli Abruzzi venne
attacato da un sommergibile che gli lanciò due siluri che fortunatamente non colpirono la
nave. Il giorno 2 settembre il convoglio inglese era giunto a Malta, quasi
contemporaneamente alla forza F, la quale scaricò altri rifornmenti sull'isola. Sulla via
del ritorno, con le nuove navi di rinforzo, intrapresero una nuova serie di operazioni: la
scorta ad un convoglio salpato da Nauplia e diretto a Porto Said, il bombardamento navale
del campo di aviazione di Scarpato e un'attacco aereo al campo di aviazione di Rodi.
Queste operazioni si svolsero senza incidenti anche se 4 aerei inglesi furono perduti
durante l'attacco aereo che portò alla distruzzione di 2 Sm 79 e al danneggiamento altri
7 velivoli, mentre durante il bombardamento navale del campo di Scarpato fu affondato il
Mas
537. Il giorno 6 settembre tutte le navi inglesi erano ad Alessandria.
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Considerazioni
Forse la più grossa occasione di infliggere perdite definitive che la guerra navale ci
avrebbe offertò fu fatta sfuggire senza scuse dal nostro comando supremo: la superiorità
numerica era totale e per la prima volta le due modernissime Nb classa Veneto erano in
squadra, avevamo più del doppio di incrociatori e Ct e 17 vecchi biplani non avrebbero
certo potuto influire più di tanto nella battaglia che si sarebbe svolta; invece di
rientrare si poteva attendere in zona il giorno successivo, magari attaccando di notte con
i nostri Ct, per infliggere al nemico perdite definitive.
Gli inglesi avevano commesso una grave imprudenza ma avevano rifornito Malta,
rafforzato la propria flotta, bombardato alcuni nostri aereoporti mentre la regia marina
aveva danneggiato in un fortunale molti dei sui caccia e perduto alcuni uomini ed aveva
consumato inutilmente migliaia di tonnellate di preziosa nafta, il morale degli equipaggi,
che non vedevano l'ora di confrontarsi con gli inglesi, cadde inesorabilmente.
Personalmete ritengo il mancato combattimento del 31 agosto 1940 l'inizio della fine per
la nostra marina.
L'audiacia di Punta Stilo, dove combattemmo in inferiorità numerica, si era
trasformata in paura anche in condizioni di netta superiorità. |