Operazione  Collar

12 -28 novembre, 1940
di Cristiano D'Adamo

Questo articolo è parte di una serie che include:
L'operazione M.B.9
La Battaglia di Capo Teulada

Genesi
Il convoglio lascia l'Inghilterra
Gibilterra
Il pericolo e` evitato
Conclusione

Genesi

In questo periodo, la portaerei Furious aveva consegnato vari aeroplani del tipo Hurricanes nel porto di Tokoradi e nel Golfo di Guinea. Da qui, dopo la traversata dell’intero continente africano, questi aerei giunsero alle loro basi egiziane. Quello che mancava era materiale aeronautico vario e personale logistico; senza loro, questi  aerei non potevano essere operativi.  Per provvedere allo spiegamento immediato di questo personale dell'aeronautica militare, gli inglese organizzarono l’operazione Collar . Questa operazione contemplava il trasferimento di personale e materiale della R.A.F. attraverso il Mediterraneo a bordo di incrociatori e navi veloci.

Il convoglio lascia l'Inghilterra

L’operazione Collar cominciò il 12 novembre quando gli incrociatori Manchester e Southampton lasciarono la Gran Bretagna insieme alla capiente motonave New Zealand Star. Un altro convoglio lasciò  la Gran Bretagna con il trasporto truppa Franconia ed i mercantili Clan Forbes e Clan Fraser. 
 


La nave Franconia
Queste navi erano capaci di mantenere una velocità di crociera di 16 nodi, così come richiesto dal piano originale. A circa cento miglia da Gibilterra, il Manchester ed il Franconia cambiarono rotta ed arrivarono alla massima velocità alla base britannica, mentre le altre unità seguirono più tardi. Durante questa fase, l’incrociatore Sheffield sostituì il Southampton che arrivò in porto prima del Convoglio

Gibilterra

A Gibilterra, il Manchester ed il Southampton presero a bordo i 1,370 specialisti della R.A.F. originalmente a bordo del Franconia e poi lasciarono il porto per riunirsi con il convoglio. A questo punto, lo Sheffield, che aveva completato la sua missione, ritornò alla base. Il convoglio, ora più piccolo, includeva Clan Forbes e Clan Fraser destinati a Malta e lo New Zealand Star destinato ad Alessandria. Il convoglio fu rinforzato dal cacciatorpediniere Hotspur, e più tardi dalle corvette Peony, Salvia, Gloxinia and Hyacinty le quali erano destinate alla Baia di Suda. Questo gruppo, noto come “Forza F", era al comando del contrammiraglio. L.H. Holland. 

Le quattro corvette erano originalmente capaci di raggiungere una velocità di 16 nodi, che era quella assegnata al convoglio, sfortunatamente l'installazione di attrezzature dragamine causò la diminuzione della velocità massima e durante l'operazione queste unità scadettero rispetto al convoglio. 
 



Il cacciatorpediniere H.M.S. Hotspur

Il 25 novembre, dopo che il convoglio (la Forza F) aveva attraversato lo Stretto di Gibilterra, la Forza H lasciò porto. Come già menzionato, questa forza includeva l'incrociatore della battaglia Renown, la portaerei Ark Royal, gli incrociatori Sheffield e Despatch e nove cacciatorpediniere (Faulknor, Firedrake, Forester, Fury, Encounter, Duncan, Wishrt, Kelvin e Jaguar). Il gruppo Collar avrebbe mantenuto una rotta vicina alla costa africana, mentre forza  B si sarebbe collocata a nord del convoglio.

La presenza delle forze britanniche fu prontamente notificata a Roma dal servizio d’informazioni italiano operante nei pressi di Gibilterra, mentre la presenza del convoglio fu scoperta  molto più tardi. 
 



L'incrociatorte H.M.S. Southampton 
(Foto AMPA)
Naturalmente, il fatto che due unità della scorta, il Manchester ed il Southampton, furono cariche di personale generò molte preoccupazioni. Il problema fu dibattuto lungamente. L'Ammiragliato ordinò il comandante in mare di utilizzare le navi come se non ci fossero gli uomini della R.A.F. a bordo.  Dettagli sullo scambio di messaggi relativi a questo problema possono essere trovati nel Londra Gazette, supplemento N. 38293 datato 5 maggio  1948. 

Il pericolo è evitato

Dopo la battaglia di Spartivento, la forza dell’ Amm. Sommerville continuò verso  Malta fino al tardo pomeriggio del 27, quando, dopo avere invertito direzione, cominciò il viaggio di ritorno a Gibilterra. Il convoglio continuò sotto la scorta delle unità dell’Amm. Holland. A mezzanotte dei 28, il convoglio, passato Capo Bon, si diresse verso un punto d’incontro con le forze Amm. Cunningham. 
 


L'incrociatore H.M.S. York 
(Foto AMPA)
Si dovrebbe ricordare che Cunnigham, dopo aver ricevuto notizie dello scontro tra Sommerville e Campioni aveva inviato gli incrociatori York, Glouchester e Glasgow alla difesa del convoglio, mentre con le sue forze si era trasferito in una zona più vicina al canale di Sicilia come originalmente progettato.

Conclusione

La notte dei 28, il gruppo “Collar” si divise ed il Clan Fraser ed il Clan che Forbes si diressero a Malta, mentre loNew  Zealand Star, sotto scorta dei cacciatorpediniere Hereward e Defender continuò verso Alessandria.. Questo piccolo convoglio fu protetto a  distanza dagli incrociatori Manchester e Southampton.

 

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