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LA MARINA MERCANTILE ITALIANA
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di Achille Rastelli |
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Posamine |
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La posa di mine fu una delle forme di guerra più diffusa in Mediterraneo: tutti i belligeranti posarono sbarramenti sia difensivi sia offensivi. Anche la Regia Marina partecipò a questa forma di guerra, stendendo sbarramenti sia nelle acque costiere sia a protezione di rotte militari, come nel Canale di Sicilia. Buona parte di queste pose di mine venne effettuata dalle unità da guerra (incrociatori e cacciatorpediniere): i binari per queste armi erano infatti presenti su quasi tutte le nostre navi. A questo compito specifico concorsero però anche unità appositamente destinate, cioè navi posamine, navi trasporto e perfino alcune cisterne. Un valido supporto venne dato da unità requisite nella Marina Mercantile: a questo scopo vennero destinati alcuni incrociatori ausiliari [Adriatico, Barletta, Brindisi, Brioni, ecc.), piroscafi del dragaggio foraneo [Andrea Sgarallino ed Elbano Gasperi) e, sopratutto, alcuni traghetti delle Ferrovie dello Stato. Queste ultime unità (Scilla, Cariddi, Villa, Reggio, Asprmonte) erano giudicate particolarmente adatte allo scopo, in quanto presentavano una delle caratteristiche peculiari delle navi posamine, cioè un ponte interamente occupabile dalle mine. Avevano il difetto, essendo unità di piccolo tonnellaggio e di scarso pescaggio, di non reggere bene il mare con tempo cattivo. Le unità requisite prestarono servizio di posamine soprattutto nelle prime settimane di guerra, con la posa di sbarramenti costieri, poi tornarono alle loro funzioni più specifiche: i traghetti tornarono al loro servizio nello Stretto di Messina e le altre unità passarono al servizio scorta o alla sorveglianza foranea. |
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