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LA MARINA MERCANTILE ITALIANA
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di Achille Rastelli |
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Navi da sbarco |
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Altre unità furono requisite per un'operazione che il Governo aveva deciso in occasione della guerra contro la Grecia: erano state costituite le Forze Navali Speciali, con l'intenzione di eseguire uno sbarco nell'isola di Corfù. Questa missione non venne più eseguita e per le Forze Navali Speciali si cominciò a studiare lo sbarco nell'isola di Malta, anche questo mai eseguito. Vennero però requisite per questa esigenza alcune navi di tipo particolare, come i motoscafi e i vaporetti di proprietà dell'A.C.N.I.L. di Venezia cioè quelli della navigazione lagunare e decine di bragozzi dell'Adriatico. Oltre a queste unità, abbastanza anomale per uno sbarco su coste fortemente difese (anche se alle imbarcazioni erano state apportate modifiche per renderle più protette), vennero utilizzati anche motopescherecci e vaporetti già utilizzati per la vigilanza e il dragaggio foraneo. |
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Venne quindi costituita una flotta raccogliticcia, quasi certamente non adatta per uno sbarco a Malta, anche se condotta da marinai coraggiosi. Lo sbarco a Malta venne rimandato sine
die, sfortunatamente per le sorti della guerra, fortunatamente per coloro che avrebbero dovuto parteciparvi su motoscafi, vaporetti e bragozzi requisiti. Molte di queste unità vennero però utilizzate nel novembre 1942 per un'operazione relativamente più tranquilla, cioè lo sbarco in Corsica. I motoscafi e i vaporetti requisiti restarono ad operare sulla costa della Provenza e vennero travolti dalla crisi dell'8 settembre 1943. |
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