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Il
Bombardamento
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| All'inizio di 1941, il governo britannico cercò di favorire
la caduta del morale italiano per costringere così la più debole delle potenze
dellAsse ad una pace separata. Allinizio del 1941, dopo il fruttuoso arrivo
della Luftwaffe in Italia e l'affondamento dell'incrociatore Southampton, gli
inglesi avevano un bisogno disperato di ristabilire il loro controllo sul Mediterraneo. La
stessa azione che portò alla distruzione del Southampton, inoltre causò seri
danni all'incrociatore Gloucester ed alla portaerei Illustrious. |
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Gli inglesi studiarono una nuova azione che contemplava il bombardamento di Genova, dove si credeva vi fossero delle corazzate, ferme per lavori. Tuttavia, anche dopo aver accertato che le navi da guerra non erano in porto e che erano invece alla Spezia, si decise di mantenere Genova come obiettivo principale dellattacco. Il comando in mare delloperazione fu assegnato ad Ammiraglio Sommerville,
comandante della forza H basata a Gibilterra. L'azione era molto audace, e richiedeva ad
una grande forza navale di navigare le 700 miglia tra Gibilterra e la costa Ligure per poi
bombardare il porto ed installazioni industriali di Genova. |
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L'operazione fu programmata per la fine di Gennaio, e la forza H lasciò Gibilterra il 31. Le condizioni atmosferiche arano avverse e quando le navi erano già arrivate vicino alla Sardegna, il comandante fu dissuaso dal continuare l'azione. Nel frattempo, gli aeroplani dell'Ark Royal tentarono, senza successo, di silurare la diga sul fiume di Tirso, in Sardegna. La forza britannica prese il mare nuovamente il 6 febbraio. L8, fu avvisata da
varie fonti, che la flotta italiana, comprendente la Vittorio Veneto, Cesare e Doria aveva
lasciato La Spezia con la scorta di 8 cacciatorpediniere. Più tardi, tre incrociatori
dellVIII Squadra e due altri cacciatorpediniere si congiunsero nella ricerca delle
navi italiane. |
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Inosservata, la forza britannica arrivò vicino a Genova il 9 e cominciò un bombardamento navale intorno alle 8.15 che durò un'ora e 30 minuti. La Malaya concentrò il fuoco sui bacini, mentre la Renown ed il Sheffield
si concentrano sull'area industriale. Lo Sheffield sparò 782 salve, mentre le
corazzate spararono 272 colpi da 15 pollici e 400 da 4.5. Quattro navi mercantili ed una
nave da addestramento furono affondate, mentre altre 18 furono danneggiate. Gli italiani
soffrirono 144 vittime, molte tra la popolazione locale. Gli inglesi persero un Swordfish dellArk
Royal. |
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Mentre le forze britanniche stavano lasciando il Tirreno, lammiraglio Jachino stava navigando da Sud su una rotta di 330 che lo avrebbe portato in contatto con gli inglesi intorno alle 15:00. Purtroppo, a causa distruzioni errate impartite da Supermarina, la forza cambiò rotta in direzione dellItalia (30 gradi) Gli italiani erano così sicuri dellimminente battaglia che il Vittorio Veneto aveva i cannoni da 381mm carichi e pronti al fuoco. Così fu persa una grande opportunità specialmente considerando che gli inglesi non erano al corrente della presenza della forza italiana. La ricognizione aerea fu pressoché inesistente ed avvistamenti erronei causarono
ritardi alla flotta italiana. Alle 12.00, un aeroplano italiano avvistò la formazione
britannica ma prima che potesse dare la sua posizione, fu abbattuto. Il suo equipaggio fu
raccolto più tardi dalla torpediniera Masa ma solamente alle 17.55 fu finalmente
dato l'allarme; troppo in ritardo per consentire agli italiani di acciuffare gli inglesi
in fuga. Dopo avere dato la caccia ad un convoglio francese scambiato per gli inglesi in
ritirata, la flotta italiana ritornò in porto |
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| I danni materiali non furono troppo seri, ma il fatto che la
flotta britannica potesse venire alla soglia dell'Italia senza essere intercettata era
più che un fastidio. In conclusione, il bombardamento di Genova fu un'umiliazione che
ulteriormente destabilizzò il controllo del partito fascista sull'Italia.
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| Va menzionato che Antonio Trizzino, nel suo libro "Navi
e Poltrone" asserisce che la ragione principale dellazione era
nellintenzione inglese di mandare un messaggio agli spagnoli in vista della riunione
tra Mussolini e Franco che doveva tenere a Bordighera l11 Febbraio. |
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