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Affondamento
del
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Il libro "Il Vero Traditore", uno dei testi più importanti sul tema dellULTRA, scritto dal Professor Alberto Santoni, ha sulla copertina una fotografia degli incrociatori Da Barbiano e Di Giussano; questa non è una coincidenza. Dopo la battaglia di Gaudo e Matapan, lo scontro notturno del 13 Dicembre 1941 fu uno
dei disastri navali più grandi della Marina, e come la famosa battaglia, fu causato dagli
effetti micidiali della superiorità tecnica inglese. Lunica differenza fu il
servizio informazioni inglese che a Matapan fu vago, ma in questo caso micidialmente
accurato. |
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| Alla fine del 1941, la situazione nellAfrica
Settentrionale era disastrosa e le forze inglesi stavano avanzando sotto limpeto
delloperazione "Cruisader" (Crociato). Il carburante era quasi
finito; i
veicoli dellAsse non potevano operare, gli aerei assegnati alla difesa di Tripoli
non potevano volare e la disfatta appariva inevitabile. Ancora una volta, la Marina fu
chiamata a consegnare scorte alla colonia assediata. Dicembre fu une mese terribile. Con larrivo della forza B a Malta il 29 Novembre al comando dellAmmiraglio Rawling e forte degli incrociatori Ajax e Neptune e dei cacciatorpediniere Kimberly e Kingstone, gli inglesi asserirono il controllo sul Mediterraneo centrale. Dopo larrivo della M/n Veniero il 1 dicembre, le susseguenti navi (Capo Faro, Adriatico e Mantovani) furono tutte affondate con gran perdita di materiale e personale. Fu allora deciso di scortare I convogli utilizzando la corazzata Duilio che avrebbe dovuto provvedere alla sorveglianza del Mediterraneo Centrale. Purtroppo, appena la Duilio rientrò in porto, gli inglesi riapparvero. In casi disperati si usano misure disperate e così il 4 dicembre fu deciso di usare navi militari per il trasporto dei vettovagliamenti per la Libia. Lincrociatore Cadorna riuscì a consegnare carburante e personale da Taranto a Bengasi e 11 dicembre il Da Barbiano e Di Giussano lasciarono Palermo diretti a Tripoli. Nel frattempo, grazie agli intercettamenti di ULTRA, gli inglesi erano perfettamente al corrente dei piani italiani. Dopo essere stati avvistati da aerei inglesi, I due incrociatori al comando
dellammiraglio Toscano rientrarono in porto. Con il previsto arrivo di un grande
convoglio per la Libia, la Regia Aeronautica era in disperata necessità di
carburante. Fu
così che I due incrociatori, nuovamente carichi di carburante in gran parte sistemato in
coperta in bidoni (100 t. di benzina, 250 t. di diesel, 600 t. di nafta, 900 t. di
vettovaglie e 135 militari) lasciarono Palermo il 12 dicembre. Lincrociatore Bande
Nere, a causa di una avaria, non potette partire con il convoglio e fu invece mandata la
torpediniera Cigno. |
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| Nel frattempo, I cacciatorpediniere Sikh, Legion,
Maori e Isaac Sweers, quest'ultimo olandese, lasciarono la forza K di
Gibilterra per unirsi alla forza B all comando del Capitano Stroke. La formazione inglese
fu avvistata da un Cant.Z.1007bis (1), ma velocità e direzione diedero a
Supermarina leffimera illusione che i due incrociatori avessero abbastanza margine
per evitare gli inglesi. Nel frattempo, sotto le guide di ULTRA, gli inglesi aumentarono
la velocità allo scopo di raggiungere gli italiani. |
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| Alle 3.15 del 14 dicembre, con laiuto del Radar e
completamente di nascosto, gli inglesi manovrarono in posizione di lancio e lanciarono
dieci siluri. Il Di Giussano fu in grado di sparare tre salve prima di essere
affondato,
mentre il Da Barbiano fu immediatamente trasformato in un inferno di fiamme. Il Cigno si
oppose, ma senza nessun risultato. Le unità inglesi sparirono così velocemente come
erano arrivate. Il Cigno riuscì a salvare 500 naufraghi, altri raggiunsero la costa ed
altri ancora furono salvati da M.A.S. italiani. Più di 900 uomini (2),
tra cui lammiraglio Toscano, perirono. Lunico errore inglese fu nel credere che il Bande Nere fu presente allo scontro, ma questo fu probabilmente causato dal fatto che lordine per la sostituzione della scorta al il Cigno non fu trasmessa via radio e quindi non potette essere intercettata. |
| (1) James J. Sadkovich "The Italian
Navy in World War II" (2) James J. Sadkovich asserisce che le casualità furono 1225. (3) Alberto Santoni, "Il Vero Traditore" |
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