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Battelli

Ammiraglio Attilio Duilio Ranieri


L’ASCIANGHI era uno dei 17 battelli della serie “ADUA” (detta “l’Africana”), che costituiva una delle serie in cui era suddivisa la più ampia classe “600” di sommergibili costieri. I nomi assegnati a questi battelli, realizzati in diversi cantieri italiani negli anni fra il 1936 e il ’38, erano quelli di luoghi e vicende della guerra d’Etiopia appena conclusa (1935-36), guerra che aveva portato alla costituzione dell’A.O.I. (Africa Orientale Italiana).
L’ASCIANGHI era stato costruito nei cantieri O.T.O. di Muggiano (La Spezia): impostato il 20 gennaio del ‘37, varato il 5 dicembre dello stesso anno, consegnato alla Marina il 25 marzo del ’38 e subito dislocato nella base di Lero (Egeo).

All’entrata dell’Italia in guerra (10 giugno ’40) il battello risulta assegnato al 1° GRUPSOM (15ª Squadriglia) alla Spezia, ma dislocato a Cagliari; e da questa base, al comando del T.V. Ugo GELLI, parte per la sua prima missione, dal 20 al 28 giugno, nelle acque delle Baleari. Nella notte del 22, alle ore 01.25, avvista un grosso piroscafo armato, contro il quale lancia quattro siluri che, però, non colpiscono anche a causa del mare grosso. Allora continua l’attacco col cannone, mettendo a segno qualche colpo, ma la precisa e violenta reazione dell’artiglieria del piroscafo lo costringe a desistere.

Seguono poi numerose altre missioni di agguato e pattugliamento un po’ per tutto il Mediterraneo, ma senza fatti salienti, fino all’agosto 1941. Passato al comando del T.V. Olinto DI SERIO, durante un pattugliamento al largo di Beiruth dal 20 al 24 settembre, il giorno 21 intercetta e affonda la petroliera polacca (al servizio degli inglesi) ANTAR di 389 t, ma non prima di aver fatto mettere in salvo l’equipaggio.
Le missioni si susseguono fino al luglio del ’42, quando il battello passa dapprima al comando del T.V. Rodolfo BOMBIG, che lo terrà per breve tempo, e poi del T.V. Rino ERLER. La prima missione del Com.te ERLER, ai primi di novembre 1942, consiste nel trasporto di 20 t di munizioni da Messina a Tobruk. Durante la navigazione, il giorno 3, in pieno mare aperto avvista e raccoglie un ventina di naufraghi: sono militari tedeschi il cui aereo è stato abbattuto.


Pochi giorni dopo, dall’11 al 16 novembre, l’ASCIANGHI è di nuovo in agguato lungo le coste algerine. Il giorno 15, mentre svolge un’incursione nella baia di Bougie, alle 03.39 avvista e attacca una formazione di tre unità in uscita dal porto; unità che il Com.te ERLER apprezza essere un incrociatore e due caccia di scorta. La prima coppiola di siluri va a vuoto; della seconda coppiola, invece, lanciata alle 03.46, entrambi i siluri colpiscono a prora e al centro la terza unità della formazione, che affonda rapidamente. Risulterà poi essere il dragamine veloce di squadra inglese ALGERINE di 1.040 t. Assicuratosi dell’esito del lancio, il battello si disimpegna subito in immersione e riesce a sottrarsi alla caccia delle altre unità.

Qualche mese più tardi, durante un agguato nel golfo della Sirte, nella notte fra il 2 e il 3 marzo 1943, l’ASCIANGHI avvista e attacca con tre siluri una grossa formazione avversaria. Dopo il lancio, per non essere speronato da una delle unità di scorta, il battello è costretto ad immergersi immediatamente e non può quindi verificare l’esito dell’attacco. Ma dopo alcune decine di secondi vengono udite distintamente due esplosioni che fanno ritenere di aver colpito. Tuttavia, dalla documentazione inglese resa disponibile nel dopoguerra, ciò non risulterà.

Dopo questa missione il battello si ferma per un periodo di lavori in arsenale e durante la sosta il comando passa dal Com.te ERLER al S.T.V. Mario FIORINI. E con il nuovo, giovane comandante l’ASCIANGHI, il 16 luglio del ’43, parte da Napoli per portarsi, insieme con altri battelli, nelle acque sud-orientali della Sicilia, nell’estremo tentativo di contrastare le operazioni di sbarco degli Alleati, ormai già in atto.

Nel primo pomeriggio del 23 luglio, durante un pattugliamento in immersione ad una decina di miglia al largo di Augusta, l’ASCIANGHI avvista una formazione nemica di incrociatori e cacciatorpediniere e si porta decisamente all’attacco di una delle unità maggiori. Lancia due siluri (ai quali gli inglesi attribuiranno poi il grave danneggiamento dell’Incr. pesante NEWFOUNDLAND di 8.000 t; successivamente, però, un riesame dei fatti indurrà a ritenere che il danneggiamento sia opera del sommergibile tedesco U 407, presente in quelle acque), ma viene subito fatto segno a violenta caccia con bombe di profondità, che producono gravi danni e cospicue entrate d’acqua.

Appesantito, il battello perde inesorabilmente quota, superando anche quella massima strutturalmente consentita. Allora il Com.te FIORINI decide di emergere e di accettare l’impari combattimento in superficie e poi autoaffondare il battello. Ma, appena emerso, viene subito centrato dal preciso fuoco di artiglieria dei cacciatorpediniere inglesi LAFOREY e ECLIPSE; fuoco che, da distanza ravvicinata, non lascia alcuna possibilità di reazione.

Crivellato di colpi, già abbondantemente allagato, il battello affonda in pochi minuti, portando con sé 23 della 50 persone dell’equipaggio. I 27 superstiti sono raccolti dalle navi inglesi. Nella sua vita, l’ASCIANGHI ha compiuto 22 missioni di guerra, 1 missione di trasporto munizioni e 24 trasferimenti, percorrendo in totale 28.923 miglia.


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