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Battelli



Il TRITONE fu il primo di una serie di 9 battelli della classe TRITONE (nome del primo battello, eponimo della serie). Il battello fu impostato nei cantieri C.R.D.A. di Monfalcone il 12 maggio del 1940, varato il 3 gennaio dell’anno successivo e consegnato alla marina il 10 ottobre del 1942. Dopo un brevissimo periodo di addestramento e collaudi, il battello fu assegnato alla base di Cagliari.

Gli andamenti negativi della guerra in corso, e l’immediata necessità di ostacolare l’avanzata delle forze alleate, indussero il Comando Sommergibili di disporre del TRITONE per attività operativa ancor quando l’addestramento dell’equipaggio e la preparazione del battello non erano stati ancora completati. Di conseguenza, al comando del C.C. Paolo Monechi, il sommergibile partì da Cagliari il 18 gennaio del 1943 per la sua prima ed ultima missione di guerra. Gli ordini impartiti erano semplici: raggiungere la zona di Bougie dove c’era intenso traffico nemico.

Nel pomeriggio del 19, il convoglio MKS6 era in posizione direzione 250° alla velocità di 7 nodi quando a bordo del H.M.C.S. Port Arthur, una delle unità di scorta, fu preso un leggero contatto con il sonar a circa 1350 metri in direzione 165@. Era il TRITONE che aspettava in agguato che il convoglio passasse. A qual punto, a bordo della corvetta canadese il sottotenente P.R. Cowan prese il controllo del sonar a circa 1150 metri dal contatto facendo aumentare la velocità a 12 nodi. Dopo l’esitazione iniziale, il contatto fu identificato come un sommergibile e la corvetta della classe Flower andò all’attacco. Dopo il lancio delle prime bombe di profondità e a causa delle esplosioni, la corvetta perse l;uso di parte della strumentazione, incluso il sonar e così fu mandato un messaggio al H,M.S. Antelope, un’altra delle unità di scorta, di portarsi in posizione. Senza che il comandante del Port Artur, T.V. E.T. Simmons, lo sapesse, il TRITONE era gia stato colpito mortalmente.

L’attacco continuò e alle 14:23 l’equipaggio del Port Arthur vide il sommergibile in emersione con la poppa a basso e l’equipaggio che saltava dalla torretta in mare a babordo. Malgrado la situazione del battello italiano fosse disperata, H.M.S. Antelope (T.V. Sinclair) aprì il fuoco con il pezzo da 4.7” colpendo lo scafo del TRITONE varie volte e causando gravi danni. Due minuti dopo, il battello affondò di poppa. Dopo l’attacco, Antelope prese in salvo i sopravvissuti. Tra loro c’era il comandante, tre ufficiali, e 22 uomini dell’equipaggio, uno dei quali ferito alla gamba da delle schegge.

Resoconti redatti dopo i fatti indicano che il TRITONE fu gravemente danneggiato da una delle cariche di profondità lanciate dal Port Arthur, e che il comandante Monechi decise di portare il battello in superficie. Una volta completata la manovra, fu dato l’ordine di autoaffondate il sommergibile; nonostante le cannonate alla torretta e allo scafo, la sorte del battello era già stata decretata, ma l’attacco in superficie causò molte vittime. Lo scafo de TRITONE, con a bordo ancora parte dell’equipaggio, affondò su fondali profondi su cui ancora giace. Tra le vittime ci fu un operaio civile, il sig. Bove, che stava completando dei lavori di garanzia.


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