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Battelli

di Cristiano D'Adamo


Il sommergibile Naiade era uno battelli della classe 600 Sirena costruito dai cantieri C.R.D.A. di Monfalcone nel 1931. Consegnato alla Marina il 16 novembre 1933, all’inizio del conflitto il battello era assegnato al 61 Sq. del VI gruppo di base a Tobruk. Nel giugno del 1940, il Naiade fu parte di uno sbarramento predisposto da Maricosom (Marina Comando Sommergibili) al largo di Solum ed a cui parteciparono anche il Lafolè, Diamante e il Topazio. Durante questa azione, il Diamante fu affondato il 20 giugno a largo di Trobruk dal sommergibile britannico Parthian. Il Naiade, fu posizionato non lontano dal porto di Alessandria d'Egitto a circa 40 NW a ponente di questa base britannica, ed il 12 giugno avvistò un convoglio di pontoni a rimorchio scortato da una singola cannoniera. Il comandante T.V. Luigi Baroni tentò l'attacco in superficie con il cannone, ma le munizioni della riservetta di coperta erano unitilizzabili a causa d'infiltrazioni d'acqua e, avendo cominciato a ricevere il fuoco nemico, il comandante decise di immergersi. La sera stessa, intorno alle 22:00, il Naiade avvistò una petroliera di larga stazza che fu attaccata con il siluto. Delle tre armi lanciate, una ebbe corso irregolare, ma le altre due colpirono il bersaglio causando l'affondamento Orkanger di 8.029 t. battente bandiera norvegese in posizione 31 42 N, 28 50 E.

Questa motopetroliera, costruita nel 1928 dai cantieri Ateliers et Chantiers de la Seinne Maritime Worms in France e di propietà della compagnia di navigazione Westfal-Larsen & Co. di Bergen era stata in precedenza attaccata e colpita dal sommergibile Nereide, al comando del T.V. Mario Spano alle 5.00 di mattina dello stesso giorno con un singolo siluro. Con l’affondamento dell apetroliera scomparsero quatro uomini dell’equipaggio. Dopo una sistematica caccia da parte del nemico, il Naiade rientrò alla base il 15 giugno. Il battello rietrò in azione ad agosto con un pattugliamento a largo di Creta tra il 10 ed il 16 agosto con il Balilla. Entrambe i battelli non effettuaro alcun rilevamento di rilievo e rientrarono alla base.

Nel mese di dicembre al comando del T.V. Pietro Notarbartolo, il Naiade, questa volta di pattuglia con il Neghelli ed il Narvalo, fu nuovamente inviato a largo di Alessandria. Il battello fu poi assegnato ad un settore di circa 45 miglia a largo di Sidi el Barrani dove, il giorno 14, notò intensa attività nemica. Intorno alle 19.40, e quindi durante la notte, il comandante cominciò un attacco con il periscopio dirigendosi verso alcune unità detette con gli idrofoni di bordo. Nel frattempo, le unità britanniche avevano già detetto la presenza del battello italiano grazie all’ASDIC ed erano. Poco dopo, il sommergibile fu centrato da una scarica di bombe di profondità che causarono gravissimi danni a bordo. Impossibilitato a rimanare in immersione, alle 20.30 il battello raggiunse la superficie per poi cominciare le procedure per l'autoaffondamento. Nelle gelide acque circostanti, i cacciatorpediniere britannici Hyperion e Hereward erano già in attesa.
Durante la sua breve vita operativa, il Naiade completò 8 tra missioni di guerra e di addestramento per un totale di 48 giorni a mare, 4.508 miglia in superficie e 818 in immersione.

Durante l’azione perse la vita il marinaio Gaetano Francoforte. Ma diamo la parolo ad uno dei sopravvissuti., il radio telegrafista Artemio Mancini:

Colpiti in pieno, fracassati, al buio più angoscioso spalancammo gli occhi dinnanzi al destino più orrendo che ormai si era impadronito delle nostre anime, inesorabile, sembrava stenderci le sue branche.
Alla luce di un accumulatore guardammo i manometri di profondità; erano spezzati dalla tremenda esplosione! Ma la voce del comandante era ancora ferma, incisiva e ciò ci rianimò: cinquanta mari di sommergibilisti non si impressionano mai, ma quello era troppo.

Il nostro sommergibile colpito in pieno da una save di cinque bombe di profondità filava veloce verso l'abisso. Non ci restava altro da tentare e questo lo compresi pure io che con una mano sul cuore mormorai:"mamma mia" e un nodo mi salì alla gola.

La voce irata del comandante ci riscosse, quando un tremendo sbandamento di prua ci volle far perdere l' ultima speranza:"aria in pieno da tutte le parti".La sua voce velata di pianto e d' ira corse di locale in locale e si perse con una risonanza macabra.

Il sommergibile si impennò, volammo a pallone, e tutto ad un tratto dallo sbandamento ci accorgemmo d' essere in superficie.

Uno ad uno sfilammo per la torretta e quando fummo sulla plancia ci accolse il rabbioso miagolio di una mitragliatrice e le salve dei cannoni dei cacciatorpediniere che ci circondavano.


Il comandante comprese che il suo compito era di aiutare la gente in mare e dopo aver aperto gli sfoghi d' aria venne sopra e cominciò la sua opera di salvataggio. Il sommergibile, lento, lento si inabissava e noi in mare cercammo rifugio presso due scialuppe calate in mare dai caccia. Quella che ci si presentò agli occhi allora fu una scena tremenda: quei marinai da bordo delle scialuppe davano remate e colpi col calcio delle rivoltelle ai mal capitati che si erano accostati; preferisco chiudere questo argomento perchè tutt' ora a ripensarci il cuore mi sussulta e un fremito mi attanaglia la gola.
Per essere più agile nei miei movimenti mi spogliai di tutto e mi restò indosso il solo maglione azzurro. Poco dopo il sommergibile, come a darci l' ultimo saluto, emerse a fuso di poppa e poi si inabissò per sempre.

Delle due unità britanniche involte in questa azione, HMS Hyperion avrà una vita molto breve affondandopochi giorni dopo, il 22 dicembre, a largo di Pantelleria dopo aver urtato una mina, mentre HMS. Hereward fu affondato dall’aviazione tedesca ed italiana a largo di Creta il 29 maggio del 1941.


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