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Battelli

di Cristiano D'Adamo


Attività Operativa

1940

Il 10 giugno 1940, all'inizio delle ostilità, il sottomarino Morosini era già in posizione a largo di Capo Palos in Spagna. La notte del 15 giugno individuò una nave di modeste dimensioni, possibilmente di nazionalità francese, la quale fu attaccata senza successo. Il giorno seguente, l’equipaggio avvistò un convoglio di notevoli dimensioni scortato da unità navali che non potette essere attaccato a causa della notevole distanza tra il battello e l’ obbiettivo. Il 21, il Morosini avvistò un piroscafo di medie dimensioni contro il quale lanciò un siluro a distanza ravvicinata mancando il bersaglio probabilmente a causa dei marosi; in Atlantico, si scoprirà molto presto che i siluri avevano difficoltà ad operare con il mare agitato.


Nel mese di luglio, il Morosini prese nuovamente il mare per un’altra missione di ricognizione tra Capo di Gata (Almeria) e Capo Tres Forcas (Marocco). Dopo il rientro, il battello fu assegnato in arsenale per lavori in preparazione per il trasferimento alla nuova base atlantica di Betasom (Bordeaux). Il Morosini faceva parte del II Gruppo, XII Squadriglia di base a Napoli alla quale appartenevano anche il Bargarigo, Emo, Marconi e Da Vinci. Il battello, al comando del C.C. Alfredo Criscuolo, partì da Napoli il 25 ottobre raggiungendo lo Stretto di Gibilterra cinque giorni più tardi. L’attraversamento avvenne in immersione in condizioni atmosferiche buone, e malgrado gli idrofoni di bordo avessero rilevato la presenza di vascelli britannici, il battello non fu rilevato dalle unità nemiche.
Poco a largo di Tangeri, il battello perse controllo e si appruò rapidamente raggiungendo la profondità di 130 metri, ma senza causare alcun danno (la massima profondità di collaudo era 100 metri). Questo fenomeno si ripetette a bordo di vari battelli italiani ed era probabilmente causato dalle forti correnti presenti in zona. Completato l’attraversamento, il sommergibile si diresse a settentrione raggiungendo il 3 novembre la zona sua d’agguato a largo di Oporto (Portogallo). Il 16, il comandante Criscuolo ricevette ordini da Betasom di trasferirsi in posizione 20 00 W poiché l’alleato germanico aveva fatto pervenire informazioni riguardanti la presenza di traffico marittimo britannico proveniente da Gibilterra e la Spagna e diretto verso il Regno Unito. Il 20, un altro segnale diede avviso della presenza nel settore di un convoglio che, malgrado l’intensa ricerca, non fu individuato. Eventualmente, il Morosini rimase nel settore fino al 26 di novembre per poi raggiungere Bordeaux il 28, così completando la prima missione Atlantica.

1941

Il Morosini rimase a Bordeaux fino a gennaio per poi partire da La Pallice, vicino La Rochelle, il 22 gennaio 1941 per una missione a largo delle coste irlandesi. Il 29, dopo aver raggiunto il settore originalmente assegnatogli, il battello fu immediatamente trasferito ancora più a ponente. Durante questa operazione, il comandante Criscuolo ricevette due marconigrammi che lo informavano della presenza di traffico nemico, ma dopo una ricognizione del settore, furono rintracciate solamente due lance di salvataggio piene di naufraghi. Poco dopo, il battello proseguì versa la nuova zona di ricognizione incontrando durante il trasferimento i sommergibili baracca e Dandolo, anche loro assegnati allo stesso settore.

Il 7 febbraio alle ore 22.08, il Morosini avvistò una nave da guerra isolata ed in ottemperanza con le norme ricevute non effettuò nessuna azione offensiva. Durante questo periodo, i comandanti di sommergibile italiani avevano ricevuto precisi ordini di evita azioni contro navi da guerra per il evitare il pericolo che queste fossero incrociatori ausiliari tedeschi o navi da loro catturate. L’8, il Morosini avvistò il Dandolo e poco dopo un piroscafo contro il quale lanciò tre siluri che, probabilmente a causa dei marosi, fallirono di colpire il bersaglio. L’equipaggio percepì un esplosione e, credendo di aver colpito il piroscafo, si allontanò. Documentazione del periodo non da riscontri di questo episodio ed è possibile ipotizzare che uno dei siluri sia semplicemente esploso. La notte del 17, mentre le intemperie persistevano, le vedette identificarono una nave mercantile di notevoli dimensioni che fu poi persa di vista e che, malgrado le ricerche, non fu più rintracciata. Il 24, senza aver incontrano nessun altro piroscafo, il Morosini rientrò a Bordeaux così completando la seconda missione atlantica alla fine della quale il C.C. Criscuolo fu sostituito dal C.C. Athos Fraternale.

La terza missione atlantica cominciò il 30 aprile ed includeva l’azione coordinata del Morosini, Bianchi (C.C. Franco Tosoni Pittoni), Barbarigo (C.C. Giulio Ghiglieri) e dell’Otaria (C.C. Giuseppe Vocaturo). I vari battelli partirono tra la fine di Aprile e l’8 maggio e, seguendo ordini impartiti da B.d.U., andarono a portarsi in posizione da il 61° ed il 58° parallelo nord ed il 25 meridiano west, con il Morosini leggermente più a sud tra il 54°ed il 53° parallelo nord , e tra il 25° ed il 30° meridiano west. La zona di mare tra l’America settentrionale e le Isole Britanniche era stata suddivisa in settori; a ponente del 34 meridiano operavano le unità di superficie tedesche, più a levante i sommergibili italiani ed in fine gli U-Boot tedeschi. Ai battelli italiani fu assegnata una zona più distante tenendo in considerazione la maggiore stazza ed autonomia rispetto ai sommergibili tedeschi. Il 9 maggio, Betasom informò il gruppo della presenza di un convoglio in posizione 54° 30 N 28° 30 W e diretto a ponente. Il Morosini fu l’unico battello già in zona e fu in grado di attaccare la petroliera britannica Vancouver di 5.729 tonnellate con il cannone per poi scadere rispetto al bersaglio a causa della scarsa velocità. Il Barbarico ed il Bianchi continuarono la caccia ma non riuscirono ad individuare la petroliera.

Il 14 maggio, Betasom inviò un altro messaggio avvisando il gruppo della presenza di un convoglio circa 20 o 30 navi scortato da cacciatorpediniere in posizione 55° 45’ N 13° 15’ W che si stava muovendo in direzione SW ad una velocità di 8 nodi. Lo stesso giorno, il Morosini attaccò un’altra nave britannica, questa volta il Manchester Port di 5469 t.s.l., ma il piroscafo riuscì a dileguarsi. Il 15th, la stessa nave fu attaccata dal Barbarico che, malgrado l’avesse colpita con un siluro, non potette continuare l’inseguimento a causa di una avaria ad uno dei due motori termici. A questo punto, con l’arrivo del Malaspina, il numero di battelli italiani in zona era salito a cinque; una buona concentrazione. Nei giorni a seguire, ci furono vari attacchi aerei, uno dei quali, il giorno 15, contro il Morosini. Eventualmente, avendo esaurito la scorta di carburante, il battello cominciò il viaggio di ritorno verso la base arrivando il 20 maggio.

Dopo il cambio generale di zona d’operazioni dall’atlantico settentrionale a quello centrale, il Morosini salpò dalla base il 28 giugno 1941 con destinazione le Azzorre. Allo stesso tempo, altri sommergibili italiani erano stazionati in zona, inclusi il Da Vinci, Baracca, Malaspina, Cappellini, Torelli, Bianchi, Bagnolini ed il Barbarigo. Eventualmente, solamente un numero inferiore di battelli fu in grado di condurre la caccia al traffico britannico. Il 14 luglio, il Morosino intercettò il piroscafo isolato britannico Rupens de Larringa di 5.358 t.s.l. che fu affondato con il siluro. Questa nave apparteneva alla " Larringa Steamship Co. LTD " di Liverpool, ed era stata costruita nel 1930 dai cantieri "Lithgows, Ltd" di Port Glasgow. Tutti i 44 membri dell'equipaggio ebbero modo di salvarsi. Il giorno seguente, 15 luglio, fu la volta del “Ocean Boarding Vessel” (Nave mista passeggeri) Lady Somers di 8.194 t.s.l. Questa nave, al servizio della Royal Navy, apparteneva alla " Lady Somers LTD ", ed era stata costruita nel 1929 dai cantieri " Cammell Laird & Co " di Birkenhead. Tutti i 175 membri dell'equipaggio e passeggeri furono salvarsi. Il 19, avendo esaurito la riserva carburante, il Morosini cominciò il viaggio di ritorno e, malgrado la data d’arrivo non sia conosciuta, si presuppone che sia stata intorno alla fine del mese.

Nel mese di agosto, il Morosini fu assegnato, con altri battelli, ad una zona a largo dello Stretto di Gibilterra. Durante questa missione, Betasom dispose i sommergibili italiani in a base alle rilevazioni della Luftwaffe. Il 19 alle 8.10, il Morosini avvistò un convoglio di circa 25 piroscafi con scorta nutrita, inclusi alcuni aeroplani. Durante la fase di avvicinamento, uno dei due motori elettrici andò in avaria costringendo il comandante al repentino rientro in base raggiungendo Bordeaux il 20.

Dopo i necessari lavori di raddobbo, il Morosini lascio la base il 18 novembre 1941. Il 13 dicembre, a circa 250 miglia a nord-nord-ovest di Palma, nelle Isole Canarie, il Morosini avvistò un convoglio di 15 piroscafi diretto a ponente, cominciando immediatamente l’attacco. Dopo il tramonto, mente in fase di avvicinamento, il battello fu avvistato dalle unità di scorta che immediatamente reagirono piazzando varie bombe di profondità in prossimità del battello causando danni ingenti e costringendo Il comandante ad abbandonare la missione. Alla fine di questa missione, e con l’entrata in guerra degli Stati Uniti, il settore di operazioni si espanse, eventualmente portando la presenza dei sommergibili italiani fino alle coste americane.

1942

Il 2 febbraio 1942, il Morosini prese il mare diretto ad una zona d’operazioni a nord-est dell’Isola di Guadalupa nelle Antille. Il 23 febbraio, l’equipaggio avvistò in posizione 29° 10’ N, 28° 15’ W il piroscafo britannico Sagaing di 7.968 t.s.l. che fu in grado di eludere l’attacco grazie ad una superiore velocità. Infatti, il Morosini era sopraccarico di nafta e poteva a malapena raggiungere i 13 nodi. I sommergibili della classe Marcello avevano ricevuto delle modifiche, alquanto notevoli, per aumentarne il raggio d’azione. Alcune delle casse di compensazione erano state trasformate in depositi nafta, ed anche le riserve di munizioni e alimenti erano state considerabilmente ampliate. Malgrado l’evidente vantaggio, nei primi giorni di navigazione il battello aveva solamente il 10% di riserva di spinta, ed il profilo era ribassato di circa 22 cm. Inoltre, dopo la riorganizzazione di alcuni compartimenti, la riserva siluri era stata aumentata da 12 a 16.


L’8 marzo, il Morosini ricevette 21 tonnellate di nafta dl Finzi, permettendo così di aumentarne la permanenza a mare. L’11, il battello attaccò una petroliera lanciando due siluri, ma mancando di colpire il bersaglio o scoprirne il nome.


Poco prima del tramonto, il comandante Fraternale intercettò il piroscafo britannico Stangarth di 5.960 t.s.l. affondandolo in posizione 22° 45’ N, 57° 40’ W nelle prime ore del giorno 12. Non ci sono ulteriori informazioni circa questa nave. Dopo l’affondamento, il Morosini si trasferì a sud-ovest della posizione originale intercettando, la notte del 15, la motonave olandese Oscilla (1) di 6.341 t.s.l. che fu affondata con tre siluri ed alcuni proietti da 100 mm. L’Oscilla era stata costruita dalla "Giessn Van der Giessen & Zonen’s Scheepswerven, NV Krimpen " nel 1939 ed apparteneva alla " La Corona’ NV Petroleum Maatschappij ". L'affondamento, causò la morte di 4 membri dell'equipaggio, mentre i rimanenti 51 vennero tratti in salvo.


Continuando il perlustramento, il Morosini incappò nella petroliera britannica Peder Bogen di 9.741 t.s.l. che, la notte del 23, fu colpita con due siluri a circa 70 proietti da 100 mm, ed eventualmente affondò il giorno seguente. Questa nave, costruita nel 1925 dai cantieri olandesi " Dordr NV Scheepswerf Dordrecht ", apparteneva alla " South Georgia Co. Ltd ". L’affondamento avvenne in posizione 24° 53’ N, 57° 30’ W, ed i 53 membri dell'equipaggio vennero tratti in salvo. A questo punto, avendo esaurito i siluri, il sommergibile cominciò il lungo viaggio di rientro raggiungendo Bordeaux il 4 aprile. Al termine della missione, il C.C. Fraternale fu trasferito ed il comando del Morosini passò al T.V. Francesco D’Alessandro.


Il 2 giugno 1942, il Morosini partì da Bordeaux per una missione nei Carabi, più precisamente a nord-est dell’Isola di Porto Rico. Dopo il lungo trasferimento, il battello giunse in zona d’operazioni il 28, ed il 30 intercettò in posizione 25° 33’ N, 57° 33’ W la motonave olandese Tysa di 5.327 t.s.l. affondandola con il siluro ed il cannone. Questa nave, costruita nel 1938 dalla " P. Smith Jnr " di Rotterdam, apparteneva alla " Vrachtvaart’, NV Maatschappij "; i 43 membri dell'equipaggio vennero salvati.

Il 19, il sommergibile attaccò, senza successo, una piccola unità militare, possibilmente una cannoniera o una nave armata, la quale seguì il Morosini per poi allontanarsi. Il 29, come era avvenuto durante la missione precedente, il Morosini ricevette 25 tonnellate di nafta dal Finzi, unità questa di grande capacità. Il 31, avendo usato la riserva carburante, il comandante D’Alessandro cominciò il viaggio di ritorno. Il 5 agosto, il Morosini informò la base della sua posizione (41° 00’ N 33° 00’ W) dando il 10 alle 14.15 quale possibile data ed ora di arrivo. L’8, il sommergibile mandò un messaggio di ricevuta per le istruzioni ricevute circa le procedure d’approdo. Il 9 alle 23.00, Betasom inviò un altro messaggio informando il Morosini della presenza di un piroscafo tedesco e tre torpediniere, ma il battello non inviò il messaggio di ricevuta. Il Morosini non arrivò mai alla base e si presume che sia andato perduto tra 8° 80’ W e 3° 00’ W dopo le 14.50 dell’8 agosto, possibilmente affondato durante la navigazione notturna in superficie da un aeroplano equipaggiato con il radar.

(1) Il resoconto olandese cita solamente due siluri.

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