English | Italiano Regia Marina Italiana

Battelli

di Cristiano D'Adamo


1940
Dopo un normale periodo di esercitazioni, il Da Vinci al comando del C.C. Ferdinando Calda partì da Napoli il 22 settembre 1940 alla volta della base sottomarini di Bordeaux. Dopo l'attraversamento dello Stretto di Gibilterra, che avvenne il 27 poco prima del novilunio del 30 settembre, il battello fu avvistato da due cacciatorpediniere britannici che lo costrinsero ad immergersi immediatamente, senza però altre conseguenze. Dopo aver raggiunto l'Oceano Atlantico, il 2 ottobre il Da Vinci attaccò un piroscafo armato (probabilmente un incrociatore ausiliario) di dimensioni notevoli e del quale non si sa il nome. In emersione, Il Da Vinci scoprì nelle vicinanze la vecchia portaerei britannica Argus ma sotto attacco d'artiglieria dovette immergersi rapidamente. L'8 ottobre è la volta di un altro attacco infruttuoso, questa volta contro una nave armata, probabilmente passeggeri. Dal 16 al 21 ottobre, il Da Vinci rimane in agguato a nord delle isole Azzorre dove conduce due operazioni di avvicinamento, che falliscono a causa della velocità superiore del nemico, per poi spostarsi a largo di Lisbona dal 21 al 27 ottobre. Finalmente, il 31 ottobre, il battello arriva a Betasom. Il Da Vinci era uno dei dodici battelli che arrivarono a Bordeaux nel corso del mese di ottobre (gli altri erano Emo, Tarantini, Torelli, Faà di Bruno, Otaria, Baracca, Giuliani, Glauco, Calvi, Tazzoli, Argo).

Dopo un periodo di permanenza alla base di meno di due mesi, il Da Vinci partì per la sua seconda missione atlantica il 21 dicembre 1940. Una settimana dopo, il 28, era già in agguato al largo delle coste Irlandesi. Il 30 ricevette un segnale con la posizione di un convoglio britannico che, a causa di un errore di navigazione, non riuscì ad intercettare. Qui continuò la perlustrazione in zona senza intercettare alcun naviglio nemico. Il 16, nuovamente in rotta per la base, attaccò senza successo un cacciatorpediniere nemico non identificato. La sera del 20 gennaio 1941 rientrò a Bordeaux.

1941
Ripartì dalla base Aquitana il 26 marzo, ma due giorni dopo dovette abbandonare la missione a causa di un'avaria ad un cuscinetto del motore elettrico principale. In pochi giorni il guasto fu riparato e il Da Vinci riprese il mare il 4 aprile. Dall'11 al 27 dello stesso mese rimase in agguato a ponente dell'Irlanda, ma a causa della mancanza di naviglio nemico, abbandonò l'infruttuosa missione per rientrare a Betasom il 4 maggio.

Il 18 giugno, il Da Vinci salpò da Bordeaux per una missione a ponente dello Stretto di Gibilterra. Il 24 avvistò una portaerei nemica scortata da cacciatorpediniere ma non riuscì a portarsi in posizione d'attacco a causa della reazione della scorta. Quattro giorni dopo, il 28 giugno, intercettò ed affondò la petroliera britannica AURIS di 8.030 t.s.l. colpendola con quattro degli otto siluri lanciati. Questa petroliera di costruzione Italiana (Cantieri Riuniti dell'Adriatico) era stata completata nel 1935 per la compagnia petrolifera Shell Oil. La posizione dell'affondamento è data a 34°27'N 11°57'W da fonti britanniche e 34°28'N, 11°59'W da fonti italiane. Trentadue uomini dell'equipaggio persero la vita mentre i rimanenti 27 furono salvati. Il 18 luglio, oramai al limite della sua autonomia, il Da Vinci lasciò la zona d'agguato per rientrare a Bordeaux.

Il 15 agosto il Da Vinci è nuovamente in mare per una missione d'agguato a largo delle isole Azzorre. Il 19, alle 11.57, il battello fu attaccato in posizione 35°17'N, 10°37'W da un aereo tipo Consolidated Catalina. In zona, compì vari avvistamenti, ma non riuscì a raggiungere il contatto con il naviglio nemico a causa delle azioni delle unità di scorta, che non causarono alcun danno. Il 24 settembre diresse nuovamente alla base dove rimase in arsenale fino alla fine del mese d'ottobre per lavori di raddobbo. Durante questa pausa, il C.C. Calda lasciò il comando e fu sostituito dal C.C. Luigi Longanesi Cattani. L'azione appena conclusa contro il convoglio HG.73 era stata organizzata in collaborazione con il B.d.U e Donitz si complimentò con l'alleato italiano per la collaborazione prestata.

Finiti i lavori ed i necessari collaudi, il 19 novembre il Da Vinci era nuovamente in missione, questa volta per portarsi all'agguato a sud delle isole Azzorre. La partenza, come avverrà varie volte, non ebbe luogo da Bordeaux ma dal porto ausiliario di La Pallice, vicino La Rochelle. Il 2 dicembre il comandante fu costretto ad abbandonare la missione a causa di serie avarie ai timoni di profondità (timoni orizzontali) e rientrò a Bordeaux il 2 dicembre.

1942
Dopo lavori di modifica per aumentarne l'autonomia (a causa dei quali la riserva di spinta residua era scesa al 10%), il Da Vinci ripartì il 28 gennaio 1942; questa volta per la prima missione lungo le coste brasiliane che furono raggiunte dopo circa un mese di navigazione. Appena raggiunta la zona prestabilita a NE delle Antille, il battello constatò l'assenza di naviglio nemico e si mosse sulla rotta New York - Brasile.


Il 25 febbraio il Da Vinci affondò il p/fo brasiliano CADEBELO di 3.557 t.s.l., il quale aveva lasciato Philadelphia il 14, e che sarà seguito il 27 dello stesso mese dal p/fo lettone EVERASMA di 3.644 t.s.l. Il "Cadebello" era una vecchia carretta di costruzione tedesca del 1917 ed appartenente alla "Companhia de Navegacao Lloyd Brasilero"; non ci furono superstiti. La posizione di questo affondamento è data approssimativamente 16°N, 49°W. L'Everasma invece apparteneva alla "Francis Grauds" ed era stata costruita dai cantieri britannici Duncan nel 1920. Questa nave era parte del convoglio TAW12 e 15 membri dell'equipaggio furono salvati. La posizione di questo affondamento è data approssimativamente a 17°N, 48°W. Il giorno 11 marzo, il Da Vinci lasciò la zona d'agguato per rientrare a Bordeaux.

Il 9 maggio, il Da Vinci fu nuovamente in missione, questa volta tra Porto Natal e Bahia. Il 2 giugno, al largo delle coste Liberiane, affondò con il siluro lo schooner panamense REINE MARIE STEWART di 1.087 t al largo di Capo Palmas. La posizione di questo affondamento è data a 7°16'N, 13°20'W e non si hanno dettagli tecnici sull'imbarcazione affondata o su possibili vittime.

Il 7 affondò la M/n Danese CHILE, al servizio dei britannici, di 6.956 t., ed il 10 la M/n olandese ALIOTH di 5.483. La "Chile", costruita dai cantieri Burmeister & Wain's Maskin of Copenhagen nel 1915 apparteneva alla compagnia di navigazione "Ostasiatiske Compagni"; 5 uomini dell'equipaggio perirono ed i rimanenti 39 furono salvati. La "Alioth", una nave di recente costruzione (1937), apparteneva alla "Van Nievelt, Goudriaan & Co's" ed era stata costruita dai cantieri Deusche Werft AG di Amburgo. La posizione di questa affondamento è data alle coordinate 0.08°N, 18°52W dai Lloyd e 4°17'N, 13°17W dalle autorità italiane; una differenza notevole. Dell'equipaggio, 28 uomini perirono e 8 furono salvati.

Questa serie di successi continuò il 13 con l'affondamento del p/fo inglese CLAN MACQUARRIE di 6.471 t.s.l. in posizione 5°35'N, 25°45'W (5°30'N, 23°30'W a detta dei Lloyds). Questa carboniera, costruita nel 1913, apparteneva alla compagnia di navigazione "Clan Line Steamers Ltd" di Liverpool; solamente un uomo dell'equipaggio perse la vita, mentre i rimanenti 89 furono salvati. Il 20, il Da Vinci si incontrò con il Tazzoli a cui cedette 11 t. di nafta (il quale a sua volta la trasferì al Morosini) per poi rientrare alla base dove arrivò il 1 luglio, 1942 per celebrare un bottino di circa 20.000 t.s.l.

Durante il periodo estivo, il Da Vinci è in bacino per lavori di modifica tali da permettere il trasporto di un sommergibile tascabile alloggiato sul ponte prodiero. Di questa operazione, il Comandante Borghese scrisse: "Dopo un anno di prove ed esperienze condotte sul lago d'Iseo dal sottotenente di vascello Massano, ad alcune delle quali avevo partecipato, era stato messo a punto il sommergibile d'assalto, il CA, adattandolo alle sue nuove funzioni; contemporaneamente a Bordeaux, ove frattanto il comando della base dei nostri sommergibili atlantici era stato assunto dal capitano di vascello Enzo Grossi, si erano concretizzate le possibilità, da me sperimentate, di servirsi di un sommergibile oceanico per il trasporto del CA in vicinanza della base nemica. Due operazioni erano in preparazione con questo mezzo : un attacco contro New York, risalendo col CA l'Hudson fino al cuore della metropoli; l'effetto psicologico sugli americani, che non avevano ancora subito alcuna offesa bellica sul loro territorio, superava di gran lunga, nel nostro proposito, il danno materiale, che si sarebbe inflitto (ed il nostro fu, a quanto mi risulta, l'unico piano praticamente realizzabile progettato per portare la guerra negli Stati Uniti). L'altra operazione prevedeva un attacco contro l'importante piazzaforte inglese di Freetown (Sierra Leone), sede della squadra navale del Sud-Atlantico. Le indubbie difficoltà che tali operazioni a vasto raggio presentavano erano in gran parte compensate dalla completa sorpresa; la comparsa dei mezzi d'assalto della Marina italiana, i quali avevano fino allora limitato la loro azione al settore Mediterraneo, non era certo prevista: misure difensive contro tale inatteso tipo d'attacco non erano presumibilmente in atto. L'azione contro New York, in stato di avanzata preparazione, era stabilita per il mese di dicembre."

Il 10 agosto, il C.C. Longanesi Cattani lasciò il comando al T.V. Gianfranco Gazzana Priaroggia il quale contribuirà enormemente alla fama del battello.


Il 7 ottobre il Da Vinci lasciò Le Verdon per un'altra missione. Tra il 25 ed il 30 condusse perlustrazioni al largo di Capo Verde, ma non avendo riscontrato traffico nemico si portò a largo di Capo San Rocco. Il 2 novembre affondò il P/fo EMPIRE ZEAL, britannico di 7.009 t.s.l. Il 3 lanciò ben 5 siluri contro il p/fo olandese "Frans Hals" mancando il bersaglio (Il piroscafo avrebbe reagito con le armi di bordo all'attacco del Da Vinci, riuscendo anche a danneggiare il sommergibile italiano) , ed il 5 affondò il P/fo greco ANDREAS di 6.566 t.s.l. in posizione 2°00'S, 30°30'W, seguito il 10 dal P/fo americano della classe Liberty MARCUS WHITMAN di 7.176 t.s.l. in posizione 5°44'S, 32°41'W (5°40'S, 32°41'W a detta dei Lloyds) . L'Andreas era una vecchia carretta costruita nel 1919 dai cantieri Harland & Wolff in Belfast, Irlanda, ed apparteneva alla compagnia greca "Ionian Steamship Co Ltd". Precedentemente era conosciuta come la Philadelphia nel 1919, e la New Mexico nel 1933. La nave Liberty era in rotta da Capetown alla Guayana Olandese senza carico. I 41 membri dell'equipaggio e gli 11 militi della "Naval Armed Guard" si salvarono raggiungendo, alla fine, le coste brasiliane in quattro lance di salvataggio, di cui una motorizzata.


Questa serie di successi continuò l'11 con l'affondamento a cannonate (il Da Vinci aveva esaurito i siluri) del P/fo olandese VEERHAVEN di 5.291 t.s.l., costruito nel 1930 dalla NV Scheepvaart Maatschappij Noorze, in posizione 3°51S, 29°22W; tutti i 45 uomini dell'equipaggio furono salvati. Il 28 incontrò nuovamente il Tazzoli a cui cedette 30 t. di nafta, per poi rientrare a Bordeaux dopo 60 giorni di navigazione e l'affondamento di 4 navi per un totale di 26.042 t.s.l.

1943
Il 9 febbraio 1943 il battello uscì nuovamente, ma dovette abbandonare la missione a causa di un'avaria. Pochi giorni dopo, il 20, è di nuovo in mare. Il Da Vinci, sempre al comando di Priaroggia, ma con un nuovo direttore di macchine (il C.G.N. Giuseppe Battisti era sbarcato ed il C.G.N. Battaglini lo aveva sostituito) si avviò per una lunga missione nell'Atlantico meridionale e l'oceano Indiano. Questa missione fu condotta in collaborazione con il Finzi, battello al comando del T.V. Mario Rossetto. Il 14 marzo, il Da Vinci affondò con due siluri il transatlantico britannico "Empress of Canada" di 21.517 t.s.l. Questo è un triste episodio poiché oltre a 3000 soldati britannici ci sono a bordo 500 prigionieri di guerra italiani; ma è anche un record dato che si tratta della più grande nave mercantile affondata da sommergibili italiani nella Seconda Guerra Mondiale. Il sommergibile riesce a recuperare solamente il S.T. medico Vittorio Del Vecchio. La posizione dell'affondamento è data a 1°13'S, 9°57'W. Questo elegante transatlantico era stato costruito dai cantieri Fairfiled in Glasgow nel 1922 ed era di proprietà della Canadian Pacific Railway Co. Il 18 è la volta del "Lullworth Hill" di 7.628 t., nave questa precedentemente segnalata dal Finzi, e che fu affondata in immersione con il siluro, in posizione 11°00'S, 0°35'E (10°10'S-1°00'E a detta delle autorità britanniche). Il Finzi trasferì al Da Vinci 9 t. di nafta, 6 di lubrificanti, 10 di acqua, tre silurotti da 450 mm e viveri così da poter continuare la missione nell'oceano Indiano. In aggiunta, il Da Vinci trasferì il tenente medico Del vecchio ed il prigioniero di guerra marinaio mitragliere James Lesile Hull sul Finzi. Il Da vinci, oramai entrato in Oceano Indiano, continuò la caccia al largo di Durban. Il 17 aprile, affondò il p/fo olandese "Sembilan" di 6.566 t.s.l. in posizione 31°30'S, 33°30'E, seguito il 18 dal britannico 'Manaar" di 8.007 t.s.l in posizione 30°59'S, 33°00'E ed il 21 dalla nave Liberty "John Drayton" di 7.177 t.s.l. in posizione 32°03'S, 34°04'E. Il John Drayton era una tipica Liberty varata nei cantieri della Carolina del Nord nel 1942.

Il 25 fu la volta della "Doryessa", una petroliera britannica di 8.078 t.s.l ed ultima vittima della serie. La Doryessa apparteneva alla compagnia petrolifera Shell Oil ed era stata costruita nel 1938 dai cantieri Lesile. L'affondamento venne dato in posizione 32°03'S, 34°04'E, in pratica in vicinanza del John Drayton. Il 6 maggio il T.V. Gazzana Priaroggia venne promosso "per merito di guerra" al grado di C.C. e pochi giorni dopo, il 22 maggio, il Da Vinci lanciò l'ultimo segnale radio informando la base che il giorno seguente avrebbe cominciato la navigazione occulta. Il battello era atteso entro una settimana alla base di Bordeaux, ma non arrivò mai. Nel 1945, l'Ammiragliato inglese confermò che il 23 maggio 1943 alle ore 11.35 (T.M.G.) il cacciatorpediniere "Active" e la fregata "Ness" condussero un riuscito attacco al largo di Capo Finisterre. Non ci furono superstiti. (Le due navi appartenevano alle scorte dei convogli WS-30 e KMF-15 che il Da Vinci aveva incrociato quel giorno.)


Edizione italiana a cura di Pierluigi Malvezzi


Copyright © 1996-2018 REGIAMARINA (TM). All rights reserved.