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Battelli

Ammiraglio Attilio Duilio Ranieri


Il Smg. CORALLO era uno dei 10 battelli della serie “PERLA” (nome del primo battello, eponimo della serie), a sua volta appartenente alla classe “600” di sommergibili costieri. Questa serie, ben riuscita come tutta la classe “600”, era stata realizzata dai cantieri CRDA di Monfalcone (GO) (6 unità) e dai cantieri OTO di Muggiano (SP)(4 unità), fra il 1935 e il ’36. Il Smg. CORALLO (distintivo ottico: CO) apparteneva ai primi sei ed era stato impostato il 1° ottobre 1935, varato il 2 agosto 1936 e consegnato alla Marina il 26 settembre dello stesso anno.

Allo scoppio della 2ª G.M. esso risulta assegnato al VII° Gruppo Sommergibili (72ª Squadriglia) di base a Cagliari, e da questa base opererà per tutta la guerra. Tuttavia, l’inizio delle ostilità (per l’Italia: 10 giugno 1940) trova il CORALLO “ai lavori” a Monfalcone, presso il cantiere costruttore, e pertanto non può entrare subito in azione.

Approntato alla fine di agosto ’40, prima di rientrare a Cagliari, al comando del Cap. Corv. Loris ALBANESE, dal 3 al 18 settembre svolge la sua prima missione di guerra nel Mediterraneo orientale. Nel tardo pomeriggio del giorno 17, mentre è in agguato a 60 mg. a sud di Creta, intercetta una grossa formazione navale avversaria diretta ad Alessandria d’Egitto e, risolutamente, si porta all’attacco. Superata la scorta, da distanza molto ravvicinata (circa 1500 m) lancia due siluri contro una portaerei e subito si disimpegna in profondità per sfuggire alla reazione avversaria. Anche se, dopo circa un minuto, a bordo tutti odono due forti esplosioni, diverse da quelle delle bombe di profondità, l’esito di questo attacco non è mai stato accertato, poiché non trova riscontro nella documentazione inglese.

La violenta caccia nemica costringe il battello a scendere sotto gli 80 metri e a servirsi dell’”assetto silenzioso”, un sistema che usa aria compressa invece delle normali pompe per travasare acqua fra le casse di dosaggio e che comporta un progressivo aumento della pressione interna del sommergibile. Dopo tre ore, sfuggito alla caccia, il battello emerge. L’Uff. in 2ª, Ten. Vasc. Alfredo GATTI, si accinge ad aprire il portello della torretta a, forse per la concitazione del momento, non riesce a graduarne l’apertura per far sfogare lentamente la sovrappressione interna; il portello si apre repentinamente e l’Ufficiale viene violentemente sparato fuori. Nonostante lunghe ricerche, non sarà più ritrovato. Un altro uomo, il Capo Sil. Angelo BIANCHI, viene trovato morto in Camera Lancio AV, vittima forse di una fatale caduta quando il battello, sotto le bombe, aveva più volte perso il controllo dell'assetto. Poiché i danni subiti non sono riparabili con i mezzi di bordo, il battello dirige verso Tobruk, dove giunge il 18 settembre.

Dopo questo sfortunato esordio, nei successivi due anni di guerra il Smg. CORALLO opera quasi ininterrottamente, impiegato in estenuanti agguati in tutto il Mediterraneo, purtroppo non adeguatamente ripagati – come, del resto, per la maggior parte dei battelli operanti in questo mare, dove il traffico nemico, diversamente dall’Atlantico, è scarso e fortemente scortato – dai risultati conseguiti.

Il CORALLO (al comando del Cap. Corv. Gino ANDREANI, che ha rilevato il Com.te ALBANESE il 17.3.41) affonda a cannonate, dopo averne preso a bordo gli equipaggi:

Il 28.4.42, lungo la penisola di Bon, la goletta tunisina DAR EL SALAM (138 t) e lo sciabecco TUNIS (41 t).
Il 7.6.42, a levante de La Galite, il motoveliero tunisino HADY M’HAMED (26 t).
Fino al momento della perdita, il Smg. CORALLO avrà svolto complessivamente 48 missioni, stando in mare per un totale di 180 giorni e percorrendo 23.718 miglia.

Il 10 dicembre 1942 (al comando del Ten. Vasc. Guido GUIDI, che ha rilevato il Com.te ANDREANI a metà giugno ’42) il CORALLO salpa da Cagliari per portarsi in agguato sulle coste africane, fra Bona e Biserta. La “tabella ordini” prevede per la notte sul 13 una puntata offensiva nella rada di Bougie. Dopo la partenza, però, del battello non si hanno più notizie, né si hanno risposte alle chiamate radio, ripetute fino al 23 dicembre.

Della sua perdita si avrà conferma solo nel dopoguerra, dalle fonti ufficiali inglesi. Nella notte fra il 12 e il 13 dicembre, a circa 14 mg al largo di Bougie, il CORALLO viene scoperto da unità antisom inglesi e sottoposto ad intenso bombardamento. Costretto ad emergere, viene speronato dalla cannoniera ENCHARTRESS (che rimane essa stessa seriamente danneggiata) e affonda immediatamente nel punto 36°58’N – 05°07’E. Nessun superstite.



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