English | Italiano Regia Marina Italiana

Battelli

di Cristiano D'Adamo


Il sommergibile ACCIAIO era uno dei tredici battelli della serie “Platino” della classe “600”. Alcuni autori riferiscono alla serie “Platino” quale la serie “Acciaio” o “Metalli”, ma questo dovrebbe considerarsi erroneo dato che la denominazione corretta è appunto classe “600”, serie “Platino”.

L’ACCIAIO fu impostato il 21 novembre 1940 nei cantieri OTO del Muggiano, in prossimità della base navale della Spezia. Il battello fu varato il 22 gennaio del 1941 e consegnato alla Marina il 30 ottobre dello stesso anno. Considerando le difficoltà a seguito della mancanza di materiali ed i bombardamenti nemici, il battello fu completato in un periodo relativamente breve. Tuttavia l’autore ed esperto di sommergibili Alessandro Turrini fa notare che questa serie di battelli era obsoleta gia prima dell’ultimazione dei lavori. Infatti, la classe “600” inclusa la serie più aggiornata la “Platino”, mancava delle più avanzate migliorie tecnologiche nel campo della guerra sottomarina, inclusa l’assenza della centralina di tiro, dello snorkel, il radar, ed il lancio dei siluri senza la fuoriuscita dell’aria.

L’attività operativa dell’ACCIAIO fu intensa: 9 missioni di guerra e 15 missioni d’addestramento. Dopo la consegna alla Marina, il battello partecipò a cinque mesi di addestramento intensivo per preparare l’equipaggio ed il battello alla prima missione di guerra che ebbe luogo al largo della Pirenaica dal 29 marzo del 1942 al 4 aprile al comando del T.V. Ottorino Feltrami. Durante questa missione, i nuovi diesel da 700 cavalli di produzione FIAT svilupparono dei seri problemi che costrinsero il battello al rientro in cantiere per un periodo di lavoro che durò più di due mesi.

Il battello riprese servizio in giugno per una missione di guerra a largo di Capo Caxine sulla costa algerina dal 6 al 9, seguita da un’altra missione nella stessa zona dal 13 al 18. La terza missione di guerra, dal 24 luglio a 3 agosto, si sviluppò a largo delle isole Baleari. Durante la quarta missione, dall’8 novembre all’11, l’ACCIAIO attaccò un incrociatore al largo di Algeri mancando il bersaglio. Durante la quinta missione, dal 1 gennaio 1943, al 10 febbraio mentre il battello era in una posizione tra Capo Carbon e Capo Bougaroni, individuò ed affondò il peschereccio armato britannico HMT Terlani di 409 tsl. Questo fu l’unico successo conseguito dall’ACCIAIO.

Nuovamente, dal 18 al 29 febbraio, l’ACCIAO fu in missione al sudest della Sicilia per poi muoversi a largo del golfo di Philippeville fino al 20. Durante questo periodo, lo sbarco alleato sul continente europeo era imminente. Le forze dell’asse si erano gia arrese in Tunisia e il salto attraverso lo stretto di Sicilia era inevitabile. Sommergibili di Molti, incluso l'ACCIAIO furono mandati al sud in un disperato e futile tentativo di fermare gli alleati. L’ACCIAIO partì così per la sua ultima missione il 10 giugno dalla base navale della Maddalena, in Sardegna. La missione era semplice: attraversare lo stretto di Messina e pattugliare al largo delle coste orientali della Sicilia.

In quei giorni, mentre lo sbarco in Sicilia, operazione Husky, era in pieno svolgimento, i sommergibili italiani e tedeschi non erano i soli battelli in agguato nel Mediterraneo. Sommergibili britannici di base a Malta, la famosa 10° Flottiglia, erano molto attivi in operazioni antisommergibile e durante questo periodo molti battelli italiani andarono perduti a causa dei siluri nemici. In molti casi si è sospettato che i britannici fossero al corrente della presenza dei battelli italiani, ma nel caso dell’affondamento dell’ACCIAIO da parte del sommergibile H.M.S. UNRULY, questo non fu il caso. Infatti, H.M.S. UNRULY e H.M.S. ULTOR, assegnato ad una zona poco distante, furono mandati al largo della costa calabra per intercettare la forza da battaglia italiana che si pensava potesse intervenire in difesa della Sicilia. La flotta non lasciò mai gli ancoraggi, ma invece sommergibili italiani e tedeschi furono mandati in missioni inutili e suicida contro le preponderanti forze navali britanniche e statunitensi.

H.M.S. UNRULY era una battello di costruzione relativamente recente e faceva parte della classe “U”, un piccolo sommergibile di 630 tsl con 4 tubi lanciasiluri e 8 siluri. Dopo essere entrato in servizio il 3 novembre del 1942, nell’estate del 1943 UNRULY cominciò la terza missione di guerra che durò dal 1 al 24 luglio. I due battelli si incontreranno la notte del 13 luglio al largo di Capo Vaticano, un promontorio roccioso nel comune di Ricadi (provincia di Vibo Valentia) vicino la famosa cittadina di Troppa, in Calabria. Mancavano solo tre giorni al plenilunio del 16 luglio.

Come si è gia detto, UNRULY aveva lasciato il porto di Lazzaretto a Malta alle 16.30 del 1 luglio dopo aver ricevuto istruzioni previe ordini operativi S.10’s 143/05. Il comandante, T.V. Fyfe avrebbe dovuto attaccare solamente navi militari di larga stazza. Dopo alcuni giorni a mare, il battello raggiunse Capo Vaticano (poco a nord dello stretto di Messina) nelle prime ore del 6 luglio e si immerse a 8 miglia dalla costa per poi navigare fino a 3 miglia dal promontorio roccioso in immersione. Alle 11.25, l’equipaggio britannico avvistò un avviso scorta della classe “Orsa”. , e più tardi un peschereccio e un aeroplano da trasporto. Alle 21:41, il T.V. J.P. Fyfe diede l'ordine di emergere per batterie delle di ricaricare e riempire i serbatoi dell’aria.

Il 7 luglio, alle 4.38, con la luce del giorno prossima ad apparire dietro il profilo della costa, UNRULY si immerse. Durante quel giorno ci furono altri avvistamenti, e alle 20.25 il sommergibile prese contatto radio con H.M.S. ULTOR mentre era ancora in immersione, e alle 21.40 tornò in superficie. L’8 si svolse come il giorno precedente; il battello si immerse alle 04.32 per poi tornare in superficie alle 21.42. Quella notte l’equipaggio notò attività crescente con bengala e il brillio di una nave in fiamme all’orizzonte che durò tutta la notte. Era la M/N VALFIORITA di 6.200 tsl, un a nave italiana che era caduta vittima del T.V. Hunt, il comandante dell’ULTOR, 8 miglia a largo di Capo Milazzo.

Il 9 trascorse senza molto da riportare, ma il 10 alle 03.00 UNRULY avvistò un mercantile scarico scortato da due cacciatorpediniere che si dirigeva a sud, ma dato che gli ordini ricevuti prima della partenza indicavano al comandante Fyfe di attaccare solo navi cariche, così che il sommergibile si allontanò. Lo stesso giorno, l’ACCIAIO lasciò La Maddalena, probabilmente attraversando il Tirreno fino alla costa continentale per poi continuare verso sud. Con gli alleati in controllo totale dell’aria, il battello era costretto ad immergersi durante il giorno per poi navigare durante la notte, e le notti nel mese di luglio sono molto brevi.

L’11, alle 14.35, UNRULY avvistò un sommergibile italiano ma la posizione non era favorevole per l’attacco, così che il battello si limitò a segnalarne la presenza ad ULTOR in agguato più a sud. Poco dopo, alle 15.50, il sommergibile britannico avvistò quello che fu ritenuto fosse un sommergibile tedesco e cominciò a lanciare il primo siluro alle 16:05 e 52 secondi; altri tre seguirono. L’equipaggio udì un’esplosione, poi un’altra, ma gli ultimi due siluri non esplosero. Due delle armi fallirono il bersaglio ed andarono ad esplodere sulla costa, mentre le altre due non esplosero per nulla.

Alle 21.38 il battello britannico raggiunse la superficie per poi avvistare, due ore dopo, un piccolo convoglio. Una delle navi di scorta, probabilmente una corvetta, sparò tre proietti illuminanti che esposero in prossimità del battello costringendolo all’immersione. UNRULY riemerse alle 00.14 del 12 e alle 02.00 avvistò il faro di Capo Rasocolmo in prossimità di Milazzo. Passate le 04.00, come al solito, il battello si immerse nuovamente per poi rimanere in immersione per il resto della giornata. In tarda sera, alle 20.02, UNRULY avvistò quello che furono ritenuti due sommergibili tedeschi e condusse un attacco in simulazione dato che gli ordini ricevuti limitavano l’uso dei siluri alle sole navi militari di largo tonnellaggio, dagli incrociatori in su. Quella notte l’equipaggio notò intensa attività aerea sui cieli di Messina, e alle 22.15 con cifrato S.10’s 12.172 Malta rimosse le restrizioni sull’uso dei siluri.

Nuovamente, alle 04.33 del 13 UNRULY s’immerse; questo era il giorno in cui incontrerà l’ACCIAIO. Alle 20.36 l’equipaggio britannico avvisto un sommergibile in avvicinamento a Capo Vaticano che scambiava messaggi con la stazione semaforica. Allo stesso tempo c’era dell’attività da parte di un’unità di superficie che diede al comandante britannico l’impressione di essere stato avvistato. Alle 20.44 i due battelli si stavano avvicinando e i britannici cambiarono il primo piano d’attacco per un secondo. Alle 20.49 e 8 secondi il primo siluro guizzò dallo scafo dell’UNRULY, seguito a breve distanza da altri tre.

Quello che seguì fu devastante per il battello italiano: alle 20:51:08, due minuti dopo il lancio, la prima esplosione. A questa ne segui un’altra alle 20:52:59, ed ancora alle 20:53:03, ed infine alle 20:53:14. Considerando che il primo siluro esplose dopo solamente due minuti dopo il lancio e gli altri dopo più di tre, si deve assumere che il primo raggiunse il bersaglio inteso, mentre gli altri andarono ad esplodere contro la costa.

La perdita dell’ACCIAIO fu immediata. Il battello si inabissò su fondali di oltre 300 metri lasciando alle spalle rottami e diesel portandosi con se i 46 membri dell’equipaggio. UNRULY rimase in zona ancora due giorni e poi il 15 gli fu ordinato di dirigere su Biserta. Come descritto dal capitano dell’UNRULY, il lancio dei siluri causò la perdita di quota e così l’attacco non potette essere osservato dal periscopio. Dopo aver esaminato il giornale di bordo, il comandante della 10 flottiglia sommergibili redisse un promemoria in cui scrisse : “…i siluri furono lanciati contro un sommergibile italiano e mancarono il bersaglio…”. Sfortunatamente, il redattore era alquanto in errore. Per accertare l’ora esatta dell’attacco va considerato che il giornale di bordo indica le 20.49, mentre il resoconto redatto il 13 ottobre dal comando sommergibili indica le 18.49 (probabilmente l’ora di Londra).


Copyright © 1996-2022 REGIAMARINA (TM). All rights reserved.