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La Notte di Taranto

di Cristiano D'Adamo


La notte ell'11 novembre, non troppo lontano dall'isola di Cefalonia ed a circa 170 miglia da Taranto, la Illustrious lanciò i suoi aeroplani Swordfish che arrivarono su Taranto in due ondate di 12 e 9 aeroplani ciascuna. A causa di un errore di navigazione, uno degli apparecchi della prima ondata arrivò sulla città con circa 15 minuti d'anticipo scatenando così la difesa antiaerea.

La Prima Ondata

Bengala e bombe

Alle 10,58 i due bengalieri cominciarono la loro azione. I due Swordfish (Kiggell, L4P and Lamb L5B), dopo aver sorvolato Capo San Vito si diressero sul lato meridionale del Mar Grande cominciando a sganciare bengala dove la diga della tarantola raggiunge terra. Ogni aeroplano sganciò nove bengala provvedendo così ad una buona illuminazione per i lanciasiluri in avvicinamento. Lo sganciò cesso alla fine della barriera dei palloni frenanti, poco a nord della corazzata Doria. Dopo una virata molto stretta, i due apparecchi continuarono a zigzagare verso il deposito carburante dove condussero un attacco ma senza riuscire a colpire il bersaglio. Alla fine, si sganciarono tornando verso il mare.

Siluri

Williamson-Scarlet, L4A

Alle 23.14 l'equipaggio del cacciatorpediniere Fulmine fu testimone dell'abbattimento dell’apparecchio di Williams-Scarlet. Questo equipaggio, dopo aver perso quota a motore spento lanciò un siluro contro la Cavour per poi essere distrutto dal fuoco contraereo della corazzata stessa. i due avieri furono in seguito salvati dal personale portuale e consegnati alla Marina. Il piano di volo li aveva portati sopra l'isola di San Pietro, l'isolotto di San Pietro per poi attraversare il Mar Grande verso la diga della tarantola ed attraversare i palloni frenanti. Il siluro evitò di poco sia il Fulmine che il Lampo.

Maculay-Wray L4R and Sparke-Neale L4C

Quest’equipaggio seguì la stessa rotta d’avvicinamento del capo squadra, Williams. Invece che lanciare alla Cavour, la quale era stata già colpita, si diressero verso la Doria. L'aeroplano volò tra il Lampo ed il Baleno per poi tornare sulla rotta di provenienza verso il mare. Alle 23.15 l’equipaggio della Doria vide due esplosioni a prua della nave e sospettarono che fossero state causate da bombe, ma è prudente pensare che fosse invece il siluro venuto a contatto con il fondale. Questo equipaggio britannico avrebbe potuto molto più facilmente mirare alla Vittorio Veneto che era in fondali più profondi.

Kemp-Baley L4K

In ordine cronologico, quello che seguì fu l'attacco condotto dall'equipaggio del Tenente N.M. Kemp. Quest’equipaggio volò a nord dell'Isola di San Pietro, a nord dei palloni frenanti a protezione degli incrociatori per poi virare bruscamente a sud in direzione delle corazzate. L'altitudine iniziale, che era di circa 1.200 metri, diminuì fino a pochi metri dal livello del mare prima del lancio del siluro. L'arma si avviò velocemente verso la Littorio colpendo la corazzata a sinistra a prua. L'equipaggio britannico immediatamente lasciò il Mar Grande, infestato come era dal fuoco contraereo, sorvolando Capo San Vito.

Swayne-Buscall L4M

Condussero una manovra differente da Kemp-Bailey, ma raggiunsero lo stesso risultato riuscendo a piazzare un siluro a poppa della Littorio. Il piano di volo portò l'apparecchio a nord dell'Isola di San Pietro, a sud della Secca della Sirena per poi fare una virata di 180 gradi verso la Littorio. L'equipaggio lasciò il Mar Grande volando verso l'Isola di San Pietro per poi dileguarsi nel Golfo di Taranto.

Maud-Bull E4F

Questo era l'ultimo equipaggio a condurre l'attacco. Dopo aver sorvolato Punta Rondinella a nord degli incrociatori, l'apparecchio sgusciò tra la Duilio e la Littorio per poi dirigersi verso la Vittorio Veneto. Il siluro entrò in acqua ma poi esplose a contatto con il fondale, probabilmente vittima di un sacco eccessivo. L'aereo si allontanò sorvolando l'Isola di San Pietro.

Mar Piccolo

Alle 23.15 l'equipaggio Patch-Goodwin E5A condusse un attacco contro il cacciatorpediniere Libeccio colpendo il bersaglio con bombe, ma causando pochi danni a causa della mancata esplosione dell'ordigno. L'aeroscalo fu attaccato dall'equipaggio Sarra-Bowker L4L il quale riuscì a distruggere due idrovolanti oltre a causare un incendio che, però, fu spento in quindici minuti.

La prima ondata era finita, i danni erano seri, ma sarebbe diventati peggiori. La Littorio aveva incassato due siluri e aveva cominciato ad affondare di prua, mentre la Cavour stava imbarcando tonnellate d'acqua. Mentre alcuni aerei della prima ondata stavano conducendo l'attacco in Mar Grande, altri armati di bombe si diressero su Mar Piccolo.


Tra gli attacchi

La contraerea si acquietò tra le 23.20 e le 23.35, ma poi gli aerei della seconda ondata cominciarono a raggiungere il cielo di Taranto. Altri apparecchi sganciarono bombe tra le 23.30 e le 23.40 mancando il bersaglio di 20 o 30 metri. Questi attacchi sono probabilmente quelli degli equipaggi Mardeal-Ferreira e Murray-Paine. Dei due apparecchi, il primo ritentò l'attacco a causa del malfunzionamento del sistema di sgancio delle bombe.

La seconda ondata

Bengala e bombe

Hamilton-Weekes L5B and Skelton-Perkins L4F

Alle 23.35, vari aeroplani furono nuovamente avvistati sul cielo di Taranto ed intorno alle 23.50 sette o otto nuovi bengala furono lanciati da due bengalieri nel punto dove gli equipaggi precedenti avevano cominciato, ma terminando poi più a nord. Dopo il lancio dei bengala, questi aeroplani condussero un attacco infruttuoso contro i depositi di nafta dell'arsenale navale.

Siluri

Lea-Jones L5H

Alle 23.55 questo equipaggio discese da Punta Rondinella a motore spento per poi lanciare un siluro verso la Duilio, la prima delle corazzate in Mar Grande. Intorno alla mezzanotte, la nave fu scossa da una esplosione violenta a seguito di un colpo vicino la prua.

Hale-Carline L5A or Torrens Spence-Button L5K

Un minuto dopo la mezzanotte, un siluro lanciato da uno di questi aerei colpì la Littorio per la terza volta, ma non si può accertare quale equipaggio sia riuscito a centrare il bersaglio.

Wellham-Humphreys E5H

Quasi allo stesso tempo dei due equipaggi precedenti, quest'aereo condusse un attacco contro la Vittorio Veneto ma senza riuscire a colpirla.

Bayley-Slaughter E4H

Quest'aereo fu uno dei due colpiti dalla contraerea, causandone la perdita. Il corpo del comandante fu trovato e gli furono dati gli onori militari, mentre il navigatore non fu mai trovato.

Mar Piccolo

Oltre a lanciare i bengala, Clifford-Going L5F condussero un attacco contro il Trento e la Miraglia. Una delle bombe colpì il Trento vicino il cannone prodiero da 10 mm, ma ancora una volta, senza esplodere.

Alle 1.22 l'allarme finì e gli equipaggi iniziarono immediatamente l’opera di soccorso.


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