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Biografie

Adattato dal Notiziario della Marina del gennaio 1977


Nato a Sanremo il 4 aprile 1889, a soli quindici anni entrò all'Accademia Navale di Livorno. Nominato Guardiamarina, partecipò nei primi anni di carriera alla campagna di Libia ed al primo conflitto Mondiale. Comandò la cannoniera “Carlotto” dislocata a Tien-Tsin, quando l'Italia partecipava al controllo delle concessioni in Cina, Al comando dell'incrociatore “Diaz” effettuò il giro del mondo. Rientrato in Italia con una solida preparazione professionale e di comando, percorse rapidamente i vari gradi della carriera, dando sempre chiare prove delle sue eccezionali qualità. All'inizio del secondo conflitto mondiale l'Ammiraglio Jachino comandava un Gruppo Navale e in breve volger di tempo ebbe il comando di una Squadra Navale e poi delle Forze Navali Riunite, comando che tenne fino all'aprile 1943. Per due anni e mezzo fu il protagonista di tutte le principali azioni navali italiane assumendo il ruolo di antagonista dell'Ammiraglio inglese Cunningham.

Durante tutto questo periodo, sebbene al comando di una forza navale inferiore di mezzi tecnici riuscì con coraggio e determinazione a guidarla in brillanti azioni tattiche, contrastando la potente flotta inglese. Sullo sfortunato e discusso scontro di Capo Matapan, (nel quale il 28 marzo 1941 perdemmo tre incrociatori pesanti), le recenti rivelazioni contenute nel volume Ultra Secret di Winterbotham sulla macchina Enigma con la quale gli inglesi, decifrando i messaggi tedeschi, venivano a conoscenza delle mosse della Marina Italiana, hanno dato l'avvio ad una totale revisione della storia e dei conseguenti giudizi, per cui la figura dell'Ammiraglio Jachino emerge ancora più limpida e più autentica, evidenziandosi maggiormente le sue doti di uomo coraggioso, pur se talvolta sfortunato, e di tattico insigne. Nel dopo guerra l'Ammiraglio Jachino ha scritto vari ed interessanti libri di carattere storico-navale, che costituiscono un valido contributo alla comprensione degli avvenimenti della guerra sul
mare. In essi vengono additati con franchezza e equilibrio gli errori commessi dai nostri comandi, nella fase di preparazione come in quella di esecuzione.

Nei suoi libri, tra i quali ricordiamo “Operazione mezzo giugno”, “Le due Sirti”, “Tramonto di una grande Marina “, “Gaudo e Matapan “, “La sorpresa di Matapan” ha sostenuto sempre che la nostra flotta si è trovata negli scontri con l'agguerrito avversario in condizioni di inferiorità sia per mezzi tecnici non adeguati, sia per la mancanza di navi portaerei, sia per la insufficiente collaborazione aeronavale, esaltando sempre il comportamento eroico dei marinai e degli aviatori

l'Ammiraglio d'Armata Angelo Jachino è deceduto a Roma Il 3 dicembre 1976 all'età di 87 anni.

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