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La
Battaglia di Capo Teulaeda
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Strategie |
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L’Ammiraglio
Campioni aveva già deciso che un eventuale contatto col
nemico non avrebbe avuto luogo in condizioni favorevole agli italiani. Sommerville, da parte sua,
aveva problemi ben diversi; la sua missione era la difesa
del convogli, per cui un attacco contro gli italiani sarebbe
l'unico modo possibile di realizzare la sua missione. |
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| Alle 11:45 Sommerville fu informato della posizione della flotta italiana che a quel punto era a circa 50 miglia di distanza. La squadra britannica aveva il Manchester, Sheffield e Southampton di prora e la Renown in coda. Intorno alle 12:00, quando finalmente la Forza D arrivò, le paure di Sommerville di dissiparono. Da una posa difensiva, gli inglesi si trovarono improvvisamente pronti per un'azione offensiva. L’810 Squadrone (Swordfish) fu lanciato dall'Ark Royal col compito di cercare e distruggere le navi da guerra italiane. La battaglia era cominciata. |
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Gli Inglesi |
| A questo
punto Sommerville si preparò per lo scontro; il
Ramilles, più lento, fu lasciato indietro con il compito di mettersi ad
una velocità di 20 nodi mantenendo una rotta
parallela al
resto della formazione. Il Berwick ed i Newcastle furono
comandati a riposizionarsi con l'Incrociatore
dell’VIII Divisione al comando di Adm. Holland.
Quattro degli incrociatori erano armati con cannoni da
152mm, mentre il Berwick era il solo capace di
contrastare i 203mm italiani. Durante questa fase,
Sommerville ricevette notizie contraddittorie circa la
posizione della flotta italiana, ma decise di continuare.
Il suo resoconto di fine missione chiaramente dimostra
che lui riteneva di avere un vantaggio sugli italiani;
il sole era alle spalle degli inglesi, gli aerei
dell’Ark Royal avrebbero potuto ridurre la velocità
del nemico (vedi Matapan) e la Renown e la Ramillies
avrebbero potuto contrastare le due corazzate italiane. |
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| Gli incrociatori dell’ammiraglio Holand erano
pronti; lo Sheffield era in testa al Southampton,
Newcastle, Manchester e Berwick. Secondo i resoconti
della battaglia, gli ultimi due erano lievemente scaduti
rispetto al resto della formazione. La flotta italiana
fu avvistata alle 12.07; prima il fumo, poi gli alberi e
finalmente le familiari silhouette dei Trento e degli
Zara. La Renown procedendo a tutta forza alla velocità di 27.5 nodi era a circa 5 miglia
dagli incrociatori di Holand quando ebbe problemi
tecnici con uno degli assi principali e dovette ridurre
la velocità. Ora, il Ramillies e 10 cacciatorpediniere
erano già in formazione pronti a difendersi contro un
possibile attacco da parte dei cacciatorpediniere
italiani. L'Ark Royal, con la sua piccola scorta
consistente del cacciatorpediniere Jagua e Kelvin, era
invece in a posizione più meridionale rispetto alle
altre unità |
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Il diagramma della battaglia dimostra che le varie formazioni sono state organizzate in gruppi. Due incrociatori conducevano la formazione, a sud una nave da guerra e 4 cacciatorpediniere. Alcune miglia indietro, altri incrociatori, un incrociatore da battaglia e 5 cacciatorpediniere. Ancora più indietro e più al sud, la portaerei con la sua scorta ed a sud della portaerei il convoglio che era scortando da due incrociatori, il Despatch ed il Coventry, tre cacciatorpediniere (Hotspur, Duncan e Wishart) e quattro corvette, ormai ad una certa distanza. |
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Gli Italiani |
| Dopo il cambio di rotta che aveva avuto luogo
intorno alle 11.45 la flotta italiana era disposta
con il 1 gruppo (Pola, Fiume e Gorizia) con la loro
scorta (9 Squadriglia) 30 miglia da Capo Teulada per
206 gradi. |
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Gli altri incrociatori, Trieste, Trento e Bolzano e la 12 Squadriglia cacciatorpediniere a 3 miglia dal Pola a 270 gradi. Il gruppo delle corazzate, con la 13 squadriglia cacciatorpediniere erano a 12 miglia dal Pola per 75 gradi. |
| Continua: Parte II |
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