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Seconda Battaglia della Sirte22 marzo, 1942 |
| Mentre il blocco navale imposto dalle forze dell'asse su Malta stava
maturando, il 20 marzo, 1942 dal porto di Alessandria gli inglesi salparono con un
convoglio di quattro navi da carico scortate dall'incrociatore antiaereo Carlisle e sei
cacciatorpediniere. Successivamente, una seconda formazione di tre incrociatori e quattro
cacciatorpediniere comandata dall'ammiraglio Vian, lasciò la stessa base. Altri sette
cacciatorpediniere furono mandate da Tobruk. Il 21, le forze britanniche lanciarono un
attacco per confondere i piani di ricognizione dell'asse. Inoltre, la Royal Navy lanciò
un attacco di unità minori vicino Tunisi ed una formazione, comprendente una
portaerei, lanciò un attacco vicino alle isole Baleari. Le unità minori che
attaccarono Tunisi furono successivamente intercettate vicino Capo Bon ed una unità fu
affondata da aeroplani ed una seconda catturata. Il 21 l' incrociatore Cleopatra
facente parte la forza di Vian, fu avvistato da un sommergibile e Supermarina diede
l'allarme. La IIa divisione che includeva gli incrociatori Gorizia, Trento e Bande Nere
con quattro cacciatorpediniere, si uni` alla Littorio scortata da quattro
cacciatorpediniere |
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| Il 22, l'incrociatore Penelope ed una cacciatorpediniere lasciarono Malta
in direzione est. A questo punto, tutte le forze britanniche erano a mare. Il gruppo della
Littorio fu' avvistato da un sommergibile britannico in perlustrazione nel golfo di
Taranto, che immediatamente diede l'allarme. A causa di una mareggiata, la formazione italiana non potette fare più di 22 nodi ed una delle scorte dovette lasciare a causa di una avaria ai motori. Nel pomeriggio, la terza divisione avvisto' i britannici che identificarono gli incrociatori italiani come corazzate. La formazione italiana allora manovrò cercando di portare gli inglesi verso il Littorio. Per più d'una ora le due formazioni si inseguirono mentre il vento si è sviluppo'
ancora più forte. Alle 16:00, la Littorio aprì il fuoco, inducendo i Britannici a
ritirarsi rapidamente dietro una cortina fumogena. Le cacciatorpediniere britanniche
attentarono diversi attacchi disperati contro la Littorio, ma i cannoni da15 della
corazzata inflissero danni gravissimi. La Littorio, a sua volta, ricevette alcuni colpi
che non inflissero danni seri. |
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| Con l'avvicinarsi dell'imbrunire, l'ammiraglio Iachino al comando delle
forze italiane decise ti interrompere l'aggancio. Secondo i resoconti britannici, il
Cleopatra ebbe una delle torrette demolita dalle Bande Nere. L'Havock, per un certo
periodo, fu immobilizzato da un colpo diretto. Il cacciatorpediniere Sikh fu ugualmente
colpito, cosi come il Lively, Legion, Lance ed il Kingston. Inoltre gli incrociatori
Euryalus e Penelope furono considerevolmente danneggiati . |
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| La flotta Italiana, oltre ai danni minori alla Littorio, perse le cacciatorpediniere
Scirocco e Lanciere che affondarono a causa di un fortunale. |
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| Nei giorni seguenti, le aeronautiche tedesca ed italiana iniziarono una
serie di incursioni che si conclusero con l'affondamento della Clan Campbell e il quasi
affondamento della Breconshire. Inoltre, durante il tentativo di salvataggio della
Breconshire, la cacciatorpediniere Southworld entro' in un campo minato Italiano ed
affondo'. I giorni seguenti, a causa dei bombardamenti continui, la cacciatorpediniere
Legion e le navi da carico Breconshire, Pampa e Talbot furono ugualmente affondate. Delle
quasi 26.000 tonnellate di carico in rotta per Malta, solo circa 5.000 raggiunsero la
destinazione. Il dibattito è ancora aperto se l'ammiraglio Iachino avrebbe potuto realizzare un successo più notevole. In sua difesa, va detto che le condizioni del mare erano tali che ogni successo dell'artiglieria era più dovuto alla fortuna che alla mira. Gli inglesi, a loro volta, riuscirono in parte a raggiungere Malta, male forze aeree e navali dell'asse riuscirono ad impedire il completo rifornimento di Malta, così continuando il suo relativo isolamento. |
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