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La Battaglia di Mezzo Giugno2-16 giugno, 1942 |
| Ancora una volta gli inglesi cercarono di provvigione l'isola di Malta.
Questa volta la strategia involse due convogli simultanei, uno originante da Alessandria
ed uno da Gibilterra. Il convoglio da Alessandria partì il 13 di Giugno ed era composto
di 8 incrociatori, 27 cacciatorpediniere di scorta a dieci navi mercantili. Avendo penduto
tutte le navi da battaglia (corazzate), gli inglesi cercarono di ingannare le forze
dell'Asse usando la vecchia nave bersaglio Centurion armata di cannoni di legno e torrette
di prezzolato. A differenza di altre occasioni, le forze aeree dell'asse furono in grado
di localizzare il convoglio inglese quasi immediatamente, causando l'affondamento di una
nave ed il danneggiamento di un'altra. Nel frattempo, la flotta italiana fu messa in
guardia. Il 14 Giugno, una squadra navale Italiano lascio la Sicilia, mentre una seconda
parti' da Taranto. Le corazzate Littorio e Vittorio Veneto, gli incrociatori Gorizia,
Trento, Garibaldi ed Aosta, scortati da dieci cacciatorpediniere si avventurarono nel
Mediterraneo. La mancanza di scorta, a questo punto nella guerra, era oramai cronica. Il
gruppo navale da Taranto fu prontamente avvistato da un sommergibile inglese.
Immediatamente, forze aree britanniche condussero numerosi attacchi. Durante uno di questi
attacchi l'incrociatore Trento fu immobilizzato da un siluro aeronavale. |
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| Susseguentemente, la squadra navale italiana fu soggetta ad ulteriori
attacchi, includenti la prima apparizione sul fronte Mediterraneo dei B-24 Liberator
(liberatore) americani. L'unico successo fu un colpo diretto ad una delle torrette della
Littorio che facilmente sostenne l'impatto. Le forze dell'asse affondarono il
cacciatorpediniere Hasty (U-Boat) e danneggiarono l'incrociatore Newcastle (E-Boat).
L'ammiraglio Vian, che aveva ritenuto che gli italiani erano in ritirata, realizzò che la
situazione era a sfavore degli inglesi ed immediatamente ordino una azione evasiva che in
pratica può essere considerata una ritirata. |
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| Il 16 di giugno, il Trento immobilizzato, fu affondato da un sommergibile
inglese che causò la perdita di gran parte dell'equipaggio. Forze aere dell'asse
affondarono le cacciatorpediniere Airedole e Nestar e danneggiarono l'incrociatore
Arethusa e Birmngham, mentre un U-Boat tedesco affondò l'incrociatore Hermione. |
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| A causa della ritirata britannica, la squadra navale italiana fu ordinata
in porto. la Littorio ricevette un colpo da parte di un siluro aeronavale, che non causò
perdita di velocità'. Sul Mediterraneo Occidentale, sul quella che è a volte menzionata
quale la battaglia di Pantelleria, gli inglesi lasciarono Gibilterra con due portaerei,
quattro incrociatori e dieci cacciatorpediniere in difesa di 6 navi mercantili. |
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| Il 14 Giugno, al prima nave mercantile fu affondata da forze aeree
dell'Asse, mentre l'incrociatore Liverpool fu danneggiato. Come di prassi, vicino alla
costa tunisina, le forze britanniche si divisero con la maggior parte della flotta
ritornando a Gibilterra. Nel frattempo, Supermarina mandò la VII divisione navale da
Palermo, comprendente l'Eugenio di Savoia ed il Montecuccoli e 5 cacciatorpediniere. Il 15
Giugno gli Italiani avvistarono gli inglesi poco al sud di Pantelleria. |
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| I resoconti bellici italiani ed inglesi sono diversi, soprattutto per
quanto riguarda la causa e lentità' delle perdite. Comunque le unita' navali
britanniche, ed in particolare i caccia HMS Bedouin e HMS Partridge, ricevettero numerosi
colpi a bordo ad opera degli incrociatori italiani. Il Bedouin fu poi affondato da un
aerosilurante S 79. La gran parte dei danni ai mercantili fu invece opera degli aerei
dell'asse, che danneggiarono la nave americana Kentucky ed affondarono la Chant. Il 16 di
giugno, solamente il Weshman, il Cairo e 4 cacciatorpediniere arrivarono a Malta con la
sola nave mercantile superstite, il Trailis. Molte delle perdite inglesi furono causate
dai campi minati italiani. Indubbiamente, la battaglia di mezzo-giugno fu' una vittoria italiana, anche se la flotta italiana utilizzo gran parte delle scarse risorse di combustibile. La mancanza di nafta, in gran parte dovuta alla erratica distribuzione tedesca, divento' cosi' drammatica che questo scontro navale vide l'ultimo impiego delle corazzate italiane. |
Edited by Cristiano D'Adamo & Marc De Angelis |
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