slc.jpg (7967 bytes)

Siluro a Lenta Corsa

di Cristiano D'Adamo

Narrativa

Il Siluro a Lenta Corsa fu il più noto mezzo d'assalto della Regia Marina durante le seconda guerra mondiale. Il nuovo siluro denominato maiale, al contrario di quello di Rossetti della prima guerra mondiale, era dotato, tra le altre cose, anche di timoni di profondità, casse di allagamento e bombole di aria compressa per lo svuotamento. per navigare in immersione completa così come I sommergibili.

tesei.jpg (6780 bytes)

L'Ideatore dell'SLC, il Ten. Genio Navale Teseo Tesei
Negli esemplari costruiti dopo il prototipo dei 1936 vi fu un incremento della potenza motrice, portata da 1,0 a 1,6 HP, e della capacità delle batterie di accumulatori, da 150 ampère/ora. Particolari sforzi furono inoltre compiuti per migliorare l'attrezzatura. La bussola magnetica, per esempio, che venne preferita alla girobussola a causa delle difficoltà incontrate nella realizzazione di una bussola giroscopica di dimensioni adatte, venne progressivamente perfezionata, rendendola sempre meno sensibile ai disturbi magnetici.

maiale1.jpg (16556 bytes)

SLC
Anche per gli autorespiratori degli operatori furono compiuti progressi notevoli: constatata infatti la scarsa affidabilità dei cappucci tipo Dovis in dotazione ai sommergibilisti, si studiarono, fin dal gennaio dei 1935, appositi respiratori con ampia autonomia e capaci di garantire un'assoluta sicurezza.

Per evitare che le bolle d"aria, salendo in superficie, rivelassero la presenza del mezzo subacqueo, vennero usati degli speciali apparecchi a circuito chíuso (prodotti espressamente dalla Pirelli) alimentati non con aria compressa, ma con ossigeno puro. L'uso dell'ossigeno puro non comporta infatti la fuoriuscita di bolle d'aria, perché il gas si purifica dell'anidride carbonica prodotto dalla respirazione passando attraverso un filtro di calce sodata; quindi viene riutilizzato per la respirazione in un circolo chiuso che si esaurisce solo quando la calce, ormai satura, non è più in grado di purificare l'ossigeno. L'autorespiratore ad ossigeno (ARO) eliminava anche il rischio di embolia, tipico di chi usa autorespiratori ad aria (ARA) e le fastidiose tappe di decompressione nella risalita in superficie.

aro.jpg (6965 bytes)

ARO
Oggi però sappiamo che la respirazione di ossigeno puro sottopone il sistema nervoso centrale ad uno stress che può portare a crisi epilettiche, ma nessuno ricorda casi di epilessia durante gli allenamenti dei piloti di maiali. Per questo oggi si ritiene che l'ossigeno che veniva usato allora non dovesse essere puro al 100%; infatti si riscontrava spesso negli operatori dei mezzi d'assalto un «affanno», cioè intossicazione da anidride carbonica. Comunque i piloti dei siluri subirono anche malori per avvelenamento causato dalla respirazione di ossigeno a certe profondità: l'immersione con ARO non dovrebbe infatti superare i -15 m. mentre quegli uomini scendevano anche a -30 m.

Liberamente adatto da: Immagini di Storia - Decima MAS: I mezzi d'assalto della Marina Italiana - N7 gennaio 1995
 

Specifiche Tecniche

Cantiere

Officine San Bartolomeo La Spezía

Anni di costruzione A partire dal 1935
Lunghezza 6,70 metri
Larghezza 533 mm
Profondità -15 ~ -30 metri
Apparato motore Un motore elettrico da 1.6 HP
Velocità

massima 4,5 nodi - normale 2,3 nodi

Autonomia 4 miglia alla massima velocità, 75 miglia alla velocità di crociera
Armamento Prima versione: carica esplosiva da 220 kg
successivamente: carica esplosiva da 250 kg
ultima versione: carica esplosiva da 300 kg
Equipaggio 2

 

© 1996-2007 REGIAMARINA (TM) - Terms and Conditions