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Le Corvette ItalianeDi Salvatore Romano |
Narrativa |
| Il compito della scorta ai convogli che
divenne via via sempre più pressante, impegnativo e logorante durante il
corso della Seconda Guerra Mondiale fu affrontato assegnando a tale compito
sia i cacciatorpediniere di squadra, il cui numero era appena sufficiente
alla scorta delle navi maggiori, sia, ed essenzialmente, alle torpediniere
della classe “Spica” di cui negli anni tra il 1935 ed il 1938 ne erano
entrate in servizio ben 32. Furono proprio queste ultime unità a sostenere
l’oneroso compito della scorta ai convogli durante quasi tutta la guerra.
Le torpediniere “Spica”, nate come siluranti veloci, quindi con caratteristiche specifiche per l’attacco, non erano per autonomia, qualità nautiche, manovrabilità ed armamento per la caccia antisommergibile particolarmente adatte al compito loro assegnato. Ciò nonostante, svolsero il loro lavoro a costo di sacrifici immensi con abnegazione ed andando al di là di ogni elogio. Delle 30 unità in servizio all’entrata in guerra, ben 23 andarono perdute per eventi bellici ! Nacque pertanto la necessità di affrontare con decisione il problema
della costruzione rapida di unità adatte alla scorta dei convogli
equipaggiate adeguatamente per la caccia antisom.
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| Le qualità migliori furono, infine, trovate in
uno studio del Generale del G.N. Fea che in circa 660 – 670 tonn.
raggruppava quanto di meglio in armi ed apparecchiature potesse fornire
l’industria in quel periodo. Nacquero così queste unità di scorta “pure” la
cui costruzione può essere considerata, senz’ombra di dubbio, il miglior
successo nel campo delle costruzioni navali ottenuto dalla Marina italiana
durante la Seconda Guerra Mondiale. Senza alcun legame con le loro
“bisnonne” della seconda metà dell’800 (corvette a vela, pirocorvette a pale
e ad elica) queste nuove unità furono chiamate “Corvette Antisommergibili”.
Le loro prestazioni si dimostrarono ottime: ottime qualità marine ed
evolutive, ottimo armamento, in particolare quello antisom, elevata
autonomia, rapidità nell’approntamento operativo (“pronte a muovere” anche
in appena 10 minuti) ed, infine, relativa semplicità, tanto che la loro
costruzione poté essere affidata contemporaneamente a molti cantieri navali. Tutte le Unità erano dotate di ecogoniometro (sonar), la più moderna
apparecchiatura dell’epoca per la localizzazione dei sommergibili in
immersione.
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| Novità assoluta fu l’adozione sulle Corvette
della propulsione elettrica analoga a quella dei sommergibili, cioè
alimentata da batterie di accumulatori. Lo scopo era duplice: quello di
ridurre la rumorosità della nave in caso di attacco a sommergibile e quello
di ridurre i disturbi passivi all’ecogoniometro e quindi migliorare le sue
caratteristiche di scoperta e di attacco. L’armamento antiaereo ed antinave era costituito da un cannone da 100/47 a prora, da 3 mitragliere da 20/70 in impianti singoli nei settori prodieri, 4 mitragliere da 20/65 in due impianti binati sulla tuga a centro nave e da due tubi di lancio per siluri da 450 in impianti singoli laterali.
L’armamento antisom era veramente notevole. Era composto da 8 lanciabombe
pirici in impianti singoli, quattro per lato, e da 2 scaricabombe Gatteschi
a poppa. Le Corvette non avevano radar e non erano dotate di alcuna apparecchiatura particolare per il tiro o per il lancio. Anche se in contro-plancia esisteva una piazzola soprelevata per potervi appoggiare un telemetro, il tiro del cannone veniva diretto secondo le norme del “tiro senza strumenti” ed i comandi venivano impartiti con portavoce o telefono. Il tiro delle mitragliere era eseguito con punteria a vista da parte del mitragliere. Analogamente, per il lancio dei siluri non esisteva alcuna centralina. I dati cinematici del bersaglio venivano apprezzati dal Comandante ed il calcolo dell’Angolo di mira veniva eseguito o graficamente (rapportatore diagramma) o usando un semplice regolo calcolatore manuale (regolo De Pace). Gli attacchi antisom venivano eseguiti con la classica “curva del cane”. Quindi la semplicità era la caratteristica fondamentale di queste riuscitissime navi.
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| La velocità massima raggiungibile era di poco
superiore ai 18 nodi, raggiunti però soltanto alle prove, mentre la velocità
“normale” di 10 - 12 nodi era più che sufficiente per la scorta ai convogli
ed a tale velocità l’autonomia era di ben 3400 miglia. L’equipaggio era composto da 5 Ufficiali (+ 2
Complementi di guerra), 12 Sottufficiali, 93 Marinai.In conclusione, navi belle anche sotto il profilo architettonico, ben
riuscite sotto tutti i punti di vista. Basti pensare che, pur essendo state
costruite per un servizio bellico stimato mediamente in sei mesi, hanno
avuto un periodo di servizio lunghissimo e sono state preziosissime in una
molteplicità di compiti per oltre 25 anni. La loro costruzione iniziò verso
la fine del 1941, quando ne furono ordinate 60 distribuite fra vari cantieri
che ne impostarono fino a 6 contemporaneamente sullo stesso scalo. Le loro vicissitudini furono abbastanza diverse. Soltanto 28 unità poterono entrare in sevizio prima dell’armistizio, poterono svolgere attività operativa per pochissimo tempo e si fecero onore. Alcune unità affondarono per eventi bellici, altre furono autoaffondate, al momento dell’armistizio, altre ancora furono catturate dai tedeschi mentre erano in fase di allestimento od addirittura sugli scali. Alcune non furono nemmeno impostate. 19 Unità superarono indenni gli eventi armistiziali e ripresero quasi subito la loro attività operativa a fianco degli alleati.
Complessivamente, nel breve periodo bellico pre-armistizio le Corvette
effettuarono 278 missioni di caccia antisommergibili, 174 di scorta e
protezione del traffico, 6 di trasporto, 137 varie. |
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| Nel tempo le Corvette subirono molte modifiche
sia nell’apparato motore, dato che furono sbarcati i motori elettrici e le
relative pesantissime batterie di accumulatori, sia nell’armamento. Il
cannone da 100/47 fu eliminato, le mitragliere furono sostituite con altre
di calibro superiore. I lanciabombe laterali furono sostituiti con altri di
tipo più moderno e fu installato un “porcospino” prodiero di costruzione
americana per il lancio di bombe antisom dato che i criteri di attacco A/S
erano nel frattempo modificati. Gli scaricabombe Gatteschi furono sbarcati,
reimbarcati e sbarcati di nuovo a seconda delle necessità. Lo stesso dicasi
per i lanciasiluri laterali. Anche le sovrastrutture subirono radicali
modifiche. Tutte le unità furono dotate di radar e di C.O.C. Le
controplancie furono modificate. Insomma le Corvette furono modificate in
continuazione adattandole di volta in volta agli specifici compiti che erano
chiamate a svolgere, però l’attività che coinvolse intensamente tutte le
Corvette, anche se con i dovuti avvicendamenti, fu quella della Scuola
Comando ove si dimostrarono veramente idonee all’addestramento ed alla
preparazione dei giovani Comandanti.
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| Fonti dalle quali sono state attinte le
notizie sulle Corvette: - Esploratori Fregate Corvette ed Avvisi italiano Autore Bargoni Ed. U.S.M.M. 1974. - Almanacco storico delle Navi Militari Italiane 1861 – 1995 Autori Giorgerini - Nani Ed. U.S.M.M. 1996. L'autore, in epoche diverse e con incarichi e gradi diversi, ha trascorso oltre quattro anni della sua carriera di ufficiale della Marina a bordo delle corvette della classe Gabbiano. |
Dati Tecnici |
| Gabbiano | Alce Antilope Ape Ardea Artemide Baionetta Berenice Bombarda Calabrone Camoscio Capriolo Carabina Cavalletta Cervo Chimera Cicala Cicogna Clava Cocciniglia Colubrina Cormorano Crisalide Daino Danaide Driade Egeria Euridice Euterpe Farfalla Fenice Flora Folaga Gabbiano Gazzella Grillo Gru Ibis Libellula Lucciola Maggiolino Marangone Melpomene Minerva Pellicano Persefone Pomona Procellaria Renna Scimitarra Scure Sfinge Sibilla Spingarda Stambecco Strolaga Tersicore Tuffetto Urania Vespa Zagaglia |
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