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L'aviazione Navale Italianadi Sebastiano Tringali |
Specifiche Tecniche |
NarrativA |
| Dalla metà degli anni venti si cominciò a sentire l'esigenza di
istallare su tutte le maggiori unità della Regia Marina delle catapulte che permettessero
il lancio degli aerei con la nave in moto, anche in presenza di onde di altezza tale da
non permettere il decollo dalla superficie del mare. Nel contempo la catapulta cominciava ad uscire dalla
sua fase sperimentale e venivano prodotti i primi esemplari operativi. Si trattava in
genere di strutture a traliccio, brandeggiabili o fisse, sulle quali scorreva un carrello
di lancio al quale era fissato l'aereo, generalmente un idrovolante, il carrello era
accelerato mediante l'immissione di aria compressa all'interno di appositi cilindri di
espansione. L'effetto combinato della velocità del carrello e del vento contrario
prodotto dall'avanzamento della nave permettevano all'aereo di decollare.Dopo una serie di
prove con vari velivoli (Macchi M18, Piaggio P6 ter, Cant.25 ed altri), verso la seconda
metà degli anni trenta si era orientati verso un idrovolante, collaudato nel 34, ed ormai
prodotto in serie; si trattava del IMAM RO 43, biplano biposto a galleggiante centrale
dotato di non brillanti doti marine ma capace di raggiungere i 300 km/h e i 1000 km di
autonomia. |
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| Allo scoppio delle ostilità, dunque l'Italia disponeva di un sol tipo di caccia imbarcato, erano infatti pronti all'impiego sulle varie unità della Regia Marina ben 42 idrovolanti Ro 43. Nonostante successive prove per l'impiego di un bimotore catapultabile da destinare alle corazzate classe "Littorio", l'incalzare degli eventi bellici costrinse il Ro 43 ad un impegno durissimo che mise a nudo alcune sue deficienze strutturali e rese necessaria la costruzione di una 2° serie che portò il numero totale degli esemplari prodotti a 194. |
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| A guerra ormai inoltrata, ci si rese conto delle enormi limitazioni che l'uso di
questo tipo di aereo comportava. Il suo impiego si limitava esclusivamente
all'esplorazione ed all'osservazione del tiro, essendo infatti sprovvisto di un seppur
minimo carico bellico, non era possibile impiegarlo in alcuna azione di attacco contro il
naviglio nemico, inoltre l'idrovolante a missione conclusa doveva ammarare, condizioni
meteomarine permettendo, nelle vicinanze della nave ed essere recuperato, a nave ferma,
mediate apposite gru. La complessità di queste operazioni faceva sì che si preferisse
far rientrare gli aerei in un idroscalo costiero con successivo reimbarco con la nave in
porto, ciò praticamente consentiva, per ogni singola navigazione, l'utilizzo di ogni
velivolo imbarcato per un'unica missione. Quando, dopo la scontro di Capo Matapan, l'assenza di navi portaerei comincio ad incidere pesantemente sulle sorti della Squadra in mare aperto, si cerco di correre ai ripari affiancando all'idro Ro 43 un caccia terrestre catapultabile. La scelta cadde sul Reggiane Re 2000, dotato di buona velocità (530 km/h) e discreta autonomia. |
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| Dopo alcune prove di catapultamento sulla nave portaidrovolanti "G.
Miraglia", alla fine del 42 una serie di sei Re2000 opportunamente modificati
denominati Re 2000 "Catapultabile" comincio ad essere imbarcata sulle corazzate
classe "Littorio". Al 8 Settembre 1943, data dell'armistizio, i Ro 43 imbarcati erano 19 mentre 20 erano in forza alle Squadriglie Forze Navali, mentre i Re
2000 "Catapultabile" erano 6, la corazzata Roma ne aveva a bordo due, la
Vittorio Veneto e l'Italia (ex Littorio) uno ciascuna. |
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A compendio di questa breve descrizione sugli aerei italiani imbarcati durante la II G.M. va ricordato il seppur tardivo tentativo di riparare alla mancanza di protezione aerea in alto mare prevedendo la realizzazione della nave portaerei "Aquila", che la fine delle ostilità colse in fase di avanzata realizzazione nel porto di Genova. La nave doveva imbarcare circa 51 caccia tipo Reggiane Re 2001 modificati per il decollo e l'atterraggio sul ponte di volo. |
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Aeroplani | |
| Modello | IMAM RO 43 |
Reggiane RE 2000 |
| Motore | Piaggio P.X R |
Piaggio P.IX RC 40 |
| Potenza HP | 700 |
hp. 1000 |
| Apertura Alare | m. 11,57 |
m. 11 |
| Lurghezza | m. 9,71 |
m 7,99 |
| Altezza | m. 3,51 |
m 3,20 |
| Superficie Alare | m2. 33,36 |
m2. 20,40 |
| Peso | kg. 1.760 |
kg. 2.080 |
| Peso massimo | kg. 2.400 |
kg. 2.540 |
| Velocità | km/h 303 a 2000 m |
km/h 530 a 5000 m |
| Autonomia | km. 1.092 |
km. 840 |
| Quota di tangenza | m 7.200 |
m 11.200 |
| Armamento | 2 x 7,7mm (1 dorsale, back) |
2 x12,7mm |
| Equipaggio | 2 |
1 |
| Esemplari Costruiti | 194 (MM.22700 -22192) |
9 (MM. 8281-8290) |
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