Campini-Caproni

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Il Primo Aviogetto Italiano
Il Campini-Caproni

di Sebastiano Tringali

Narrativa

" I cinquecento chilometri all'ora ormai superatissimi, diverranno fra pochi anni comuni a tutti gli aeroplani. Noi ne siamo tanto convinti che guardiamo ancor più lontano…." (Italo Balbo, maggio 1931). Questa affermazione riassume perfettamente lo spirito che portò alla realizzazione, qualche anno più tardi, del primo aviogetto italiano.

Già dal 1931, l'ing. Secondo Campini aveva illustrato al Ministero dell'Aeronautica i suoi studi su un nuovo tipo di propulsore che prometteva di dare agli aerei velocità e quote molto alte. In sintesi lo schema proposto prevedeva la captazione e la compressione dinamica dell'aria che successivamente veniva ulteriormente compressa meccanicamente, riscaldata e fatta espandere in un ugello per generare spinta.Nel febbraio del 34 l'Aeronautica stipulò un contratto con l'ing. Campini per la fornitura di due aerei con "propulsione a reazione".

Per la costruzione delle sue macchine Campini si rivolse alla Aeroplani Caproni di Taliedo il cui proprietario aveva creduto fin dall'inizio al nuovo sistema di propulsione. La produzione dei due primi prototipi cominciò subito, ma numerosi ritardi nell'approvvigionamento dei motori aeronautici per azionare il compressore e il crescente aumento dei costi di produzione fecero si che il primo prototipo fosse completato nel giugno del 1940. I ritardi accumulati consentirono all'Heinkel He.178V1 tedesco di divenire, il 27 agosto 1939, il primo jet della storia dell'aviazione.

Il prototipo n.1 del Campini - Caproni prevedeva un sistema di propulsione capace di convogliare e comprimere dinamicamente l'aria grazie al moto relativo dell'aereo, successivamente l'aria subiva una seconda compressione ad opera di un compressore assiale a tre stadi accoppiato meccanicamente ad un motore a scoppio aeronautico (un Alfa Romeo Asso L.121 RC40 da 900 Hp), all'uscita del compressore l'aria veniva riscaldata mediante bruciatori esterni e successivamente fatta riespandere attraverso un ugello convergente-divergente a sezione variabile mediante una spina mobile tipo Pelton che generava una spinta pari a 750 kg.

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Il Campini Caproni n.1 in volo

In realtà il sistema di propulsione era ancora abbastanza rudimentale, poiché l'aria veniva riscaldata mediante una serie di bruciatori posti all'esterno dell'ugello di efflusso, per un rendimento ottimale infatti si sarebbe dovuto far bruciare la miscela di aria e combustibile all'interno della camera di combustione e non all'esterno. Un'altra notevole limitazione del rendimento era costituita dal fatto che il compressore assiale a tre stadi era azionato da un motore a scoppio ausiliario e non come è ormai regola da una turbina a gas direttamente accoppiata ed azionata dai gas caldi, scelta questa che però avrebbe determinato notevoli complessità dal punto di vista dei materiali da impiegare per la costruzione della turbina stessa.

Il prototipo che volo per la prima volta il 27 agosto del 1940, era un elegante monoplano biposto di costruzione interamente metallica ad ala bassa di forma ellittica. Dopo una serie di voli sperimentali e dimostrativi il primo prototipo fu trasferito nel novembre del 1941 da Milano al centro sperimentale di Guidonia vicino Roma.

I voli sperimentali continuarono fino al 1942, quando l'aereo fu abbandonato e successivamente fatto saltare dai tedeschi in ritirata; i relitto dell'aereo fu esaminato dagli inglesi, inviato in Inghilterra e demolito a guerra finita. Il secondo prototipo uscito dalle officine nel 1941 e con solo un volo all'attivo, sopravvisse alla guerra ed è attualmente conservato in ottimo stato presso il Museo Storico dell'Aeronautica di Vigna di Valle.

In conclusione il Campini-Caproni a reazione fu un aereo dalle prestazioni modeste per via dell'eccessivo peso e della soluzione motoristica adottata che non andò mai oltre lo stadio di prototipo ma che rappresenta la testimonianza di una scommessa tecnologica, affascinante anche nella sfortuna.


Specifiche Tecniche

Tipo

Campini-Caproni

Motori

Alfa Romeo Asso L.121 RC40

Potenza

hp 900

Apertura alare

m 14.32

Lungh. tot..

m 12.88

Alt. tot.

m 4.70

Superf. alare

m2 36.52

Peso a vuoto

kg 3460

Peso max

kg 4409

Velocità max

km/h 329 a 3000 m senza bruciatori
km/h 375 a 3000 m con bruciatori

Autonomia

km. 3520

Armamento

nessuno

Equipaggio

2

Esemplari costruiti

2 (C.C. n°1 e n°2) + una fusoliera di prova

 

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