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Idrovolanti Italiani da Ricognizione Marina e da Soccorsodi Sebastiano Tringali |
Cant.Z 501 "Gabbiano" |
NarrativaGli idrovolanti italiani furono protagonisti, durante l'ultima guerra, di centinaia di missioni in condizioni meteorologiche avverse con gli equipaggi intenti a scrutare il mare alla ricerca della flotta nemica o di un battellino di salvataggio con qualche sfortunato pilota, spesso queste missioni venivano interrotte dalla caccia nemica e l'aereo era costretto ad ammarare sotto i colpi degli Spitfire, dei Fulmar o degli Hurricane della caccia nemica, che decollati da Malta o dalle portaerei, controllavano tutto il settore meridionale del Mediterraneo. Un doveroso omaggio va quindi reso agli uomini, piloti ed avieri, che spezzanti del pericolo, volarono, combatterono e spesso morirono su questi aerei per dare ai comandi vitali informazioni sui movimenti del nemico o per recuperare qualche compagno abbattuto. L'industria italiana, prima della seconda guerra mondiale, aveva maturato una invidiabile esperienza nella costruzione degli idrovolanti portando l'Italia alla conquista di vari primati di distanza, si era però data maggior importanza allo sviluppo e alla progettazione di plurimotori a scarponi trascurando i grandi idrovolanti a scafo centrale che erano la regola nelle aviazioni straniere. Allo scoppio delle ostilità ci si ritrovò con macchine come il Cant.Z 501,che seppur affidabili, erano ormai di concezione superata e per le quali non erano stati studiati rimpiazzi adeguati o con altre come il Cant.Z 506 che seppur di concezione moderna venivano ostinatamente impiegate per compiti sbagliati come il bombardamento marittimo, solo successivamente assegnato ad altri tipi di aerei terrestri, tutto ciò portò gli idrovolanti ad essere impiegati per compiti spesso al di sopra delle proprie possibilità. |
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Progettato nel 1933, il Cant.Z 501 "Gabbiano" era un idrovolante monomotore, monoplano ad ala alta con struttura lignea dalla linea elegante ed armoniosa con quattro uomini di equipaggio ed armato con tre mitragliatrici da 7,7 mm montate su singole postazioni, l'armamento di caduta era invece costituito da due bombe, una per ala, per un totale di 640 kg. Il Cant.Z 501 fu desinato inizialmente alla ricognizione marittima a lungo raggio, già nel 1941 se ne contavano 26 squadriglie inquadrate nell'Aviazione per la Regia Marina, l'aereo possedeva infatti ottime caratteristiche di autonomia (2600 km) ed eccellenti qualità nautiche, ma era assai lento e poco difendibile in caso di attacco aereo nemico, a tutto ciò si aggiungevano i numerosissimi incidenti di volo. Soprattutto durante i violenti ammaraggi, infatti, per l'inesperienza del pilota o per fatalità, la struttura di sostegno dell'ala superiore del motore tendeva a cedere e l'elica, che si trovava proprio sopra la pedaliera, interferiva con la fusoliera provocando spesso l'amputazione delle gambe dei piloti. |
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| Durante il corso della guerra il Cant.Z 501 venne impiegato in molteplici ruoli, dalla sorveglianza costiera alla lotta antisommergibile fino alla scoperta delle mine. Come idrosoccorso poiché lo spazio a bordo non era sufficiente da poterlo considerare tale, normalmente il suo compito si sarebbe dovuto limitare alla scoperta dei naufraghi e alla loro successiva segnalazione alle unità navali, ma spesso esso si rese protagonista di difficili ammaraggi per recuperare naufraghi o piloti abbattuti. Il Cant.Z 501 fu anche impiegato per la ricerca di sbarramenti e campi minati in collaborazione con i dragamine o singolarmente mitragliando a bassa quota gli ordigni isolati per farli esplodere. Molto intensa fu anche l'attività di scorta ai convogli sostenuta dai 501 nell'intento di preservarli dai campi minati e dai sommergibili nemici, con questi compiti nell'estate del 41, affondarono il sommergibile H.M.S. Union danneggiando, nelle settimane seguenti, altre navi nemiche. Alla fine della guerra dei 454 Cant.Z 501 costruiti in totale ne rimanevano solo 24, impiegati fino al 1950 e successivamente demoliti. |
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Il 506 era un idrovolante a due scarponi, trimotore con struttura in legno e tela. Il progetto risaliva alla meta degli anni trenta e l'aereo era detentore di innumerevoli primati di durata. Con l'avvicinarsi della guerra era stata allestita una versione militare (Cant.Z 506 B) destinata alla ricognizione ed al bombardamento marittimo con cinque uomini di equipaggio ed armata con tre mitragliatrici da 7,7 mm ed una da 12,7 mm montata su una torretta dorsale. |
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| Allo scoppio delle ostilità vi erano 57 Cant.Z 506 B in forze alle squadriglie da bombardamento marittimo e 28 presso le squadriglie da ricognizione. Dalla Sicilia, nel contempo, cominciò ad operare una squadriglia di idrosoccorso che nei primi mesi di guerra effettuò 67 missioni recuperando 25 naufraghi italiani ed inglesi mentre una analoga squadriglia dislocata a Lero (Mar Egeo) in 57 missioni di ricerca, recuperò 37 naufraghi. Frattanto i 506 da bombardamento marittimo si distinsero in numerose azioni di attacco contro i convogli nemici, partecipando agli scontri di punta Stilo e Capo Teulada. |
| Furono queste le ultime azioni della specialità Bombardamento Marittimo, i 506 infatti pur essendo moderni erano comunque più lenti dei bombardieri della stessa generazione e avevano un minor carico bellico, si decise così di sciogliere il gruppo e trasferire i 506 all'Aviazione di Marina con il compito di ricognitori. |
| Gli equipaggi della Ricognizione Marittima decollavano ogni giorno setacciando il
Mediterraneo con missioni lunghissime, affrontando sacrifici e rischi molto gravi; il loro
aereo era generoso, dotato di eccellenti qualità nautiche, assorbiva bene i colpi ma era
sempre terribilmente esposto alla caccia nemica, il numero delle perdite fu elevatissimo
per la natura delle missioni che portavano gli aerei isolati nelle vicinanze di munite
basi navali o grosse formazioni navali ove era regola incontrare la caccia nemica. Alla fine della guerra dei 315 Cant 506 costruiti ne rimanevano solo 36 che vennero impiegati fino al 1959. L'unico esemplare di Cant 506 B conservato ai giorni nostri si trova presso il Museo dell'Aeronautica di Vigna di Valle. |
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Nato nel 37 per rispondere ad una specifica per un aereo da ricognizione strategica marittima da affiancare al Cant.Z 506 e sotituire il Cant.Z 501, l'RS.14 era un idrovolante bimotore a scarponi con struttura interamente metallica armato con tre mitragliatrici Breda-Safat da 7,7mm ed una dorsale da 12,7 mm. Una lunga messa a punto ed una serie di incidenti dovuti al cedimento dei montanti degli scarponi ne ritardarono l'entrata in servizio, solo tra la fine del 1941 e l'inizio del 1942, i primi RS.14 vennero consegnati ai reparti operativi di Augusta e Marsala in Sicilia. Questi aerei parteciparono alla battaglia navale di Mezz'Agosto e successivamente vennero impiegati per compiti di ricognizione marina e scorta ai convogli. Solo in casi eccezionali l'RS.14 effettuò azioni dirette di soccorso non possedendo elevate caratteristiche nautiche per gli ammaraggi in mare aperto. |
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| Pur essendo un aereo molto diverso dai predecessori, l'RS.14 finì per integrare i Cant.Z 501 nelle scorte ai convogli ed i Cant.Z 506 nella ricognizione marittima rispetto al quale risultava più manovrabile ma con minori qualità nautiche. Nei primi mesi del 1943 gli RS.14 operativi erano circa 50, molti di quali furono danneggiati perché non cadessero in mano nemica durante l'invasione della Sicilia, gli aerei superstiti, dopo l'armistizio dell'8 settembre, continuarono a volare dalle basi della Sardegna fino alla fine della guerra. Sopravvissero alle vicende belliche solo 9 RS.14 successivamente demoliti nel 1950. |
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Idrovolanti | ||
| Modello | Cant.Z 501 "Gabbiano" |
Cant.Z 506 B "Airone" |
FIAT RS.14 |
| Motore | Isotta Fraschini "Asso" 750R |
Alfa Romeo 126 R.C.30 |
FIAT A.74 Rc.38 |
| Potenza HP | hp. 750 X 2 |
hp. 750 X 2 |
hp. 840 X 2 |
| Apertura Alare | m.22.50 |
m. 26.5 |
m. 19.54 |
| Lurghezza | m. 15 |
m. 19.45 |
m. 14 |
| Altezza | m. 4.43 |
m. 7.46 |
m. 5.51 |
| Superficie Alare | mq. 62 |
mq. 92,8 |
mq. 50 |
| Peso | kg. 3,500 |
kg. 8,300 |
kg. 5,410 |
| Peso massimo | kg. 5,950 |
kg. 12,300 |
kg. 8,470 |
| Velocità | km/h 275 |
km/h 373 @ 4000 m |
km/h 382 @ 4500 m |
| Autonomia | km. 2,600 |
km. 2,000 |
km. 1,900 |
| Quota di tangenza | m. 7,000 |
m. 7,870 |
m. 6,300 |
| Armamento | 3 x 7.7 mm |
3 x 7.7 mm |
2 x 7.7 mm |
| Equipaggio | 5 |
5 |
5 |
| Esemplari Costruiti | 454 |
315 |
186 |
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