Gli ultimi biplani da caccia della FIAT

rai.jpg (2081 bytes)

Gli ultimi biplani da caccia della FIAT

di Sebastiano Tringali

Narrativa

Fiat CR.32
FIAT CR.42

I biplani CR.32 e CR.42 rappresentano una fase intermedia nello sviluppo di una nuova generazione di caccia. Mentre il Cr.32 operò nella prima fase della seconda guerra mondiale, dato che rappresentava la prima linea da caccia, il CR.42 fu presente su tutti i fronti operando con ruoli diversi. Ma presto l'esigenza di caccia veloci pur se meno manovrabili rese evidente a tutti che il ciclo del biplano volgeva al termine.
Fiat CR.32
Diretto successore dei CR.20 e CR.30, il CR.32, miglior prodotto dell'attività progettuale dell'ing. Rosatelli, si distingue dai suoi predecessori per le ridotte superfici alari e il minor ingombro aerodinamico. Il CR.32 e un caccia biplano a struttura interamente metallica con rivestimento di duralluminio e tela. Il motore Fiat A.30 da 600 hp muove un'elica bipala, mentre l'armamento era costituito da due mitragliatrici Safat da 12,7 mm poste sulla cappottatura motore. Superate le prove di valutazione, al prototipo seguono le prime ordinazioni della Regia Aeronautica, al maggio 39 i CR.32 consegnati sono ben 1052 nelle varie versioni "bis", "ter" e "quater". 

Il successo dell'aereo, intanto, non e solo italiano, la Fiat riceve ordinazioni da molti altri paesi europei e non (anche la Cina ne ordina 24 esemplari). L'appoggio italiano alle forze del generale spagnolo Francisco Franco, segnano l'entrata in guerra del CR.32 con l'Aviazione Legionaria Italiana. In Spagna il nuovo caccia coglie brillanti vittorie stabilendo una immediata supremazia aerea sopra l'aviazione nemica, dotata di un eterogeneo campionario di velivoli francesi ed inglesi di caratteristiche molto modeste. La situazione cambia notevolmente con l'arrivo con l'arrivo dei nuovi caccia russi sul teatro di operazioni, il CR.32 si difende bene ma è più lento e meno armato degli avversari così numerosi aerei vanno perduti. Dei 500 CR.32 schierati in Spagna ben 72 andranno persi.

Finita l'esperienza spagnola si comincia ad adattare l'aereo a nuovi ruoli; una versione con gli scarichi allungati viene sperimentata per la caccia notturna.  Con l'inizio delle ostilità, anche se ormai vecchiotto e in età avanzata, il CR.32 viene gettato nella mischia. Il primo impiego operativo con il 50° Stormo avviene in Libia come caccia assaltatore contro i mezzi meccanizzati e addirittura come bombardiere, sfruttando la precisione di tiro già sperimentata in Spagna.  I CR.32 vengono pure adoperati in Grecia (160° Gruppo), a Creta (163° Squadriglia) e in Sardegna (3° Gruppo Caccia), con compiti di intercettazione. Ma l'assottigliarsi della linea di volo e le alterne vicende italiane in Africa consigliano, dal maggio 41, di impiegare l'aereo solo nelle scuole di addestramento presso le quali gli ultimi esemplari rimangono anche dopo l'8 settembre. 

Fiat CR.42 “Falco”
Alla fine del degli anni trenta si manifesta palese la necessità di svecchiare le linee di volo della Regia Aeronautica dagli ormai obsoleti CR.32, ma mentre già sono in fase di avanzata sperimentazione i nuovi caccia monoplani come il Fiat.G50 o il Macchi C200, inaspettatamente si decide di dare spazio ad una nuova versione rinnovata e migliorata di un caccia monoplano il Fiat CR.42.
Ciò è dovuto in parte ad alcune convinzioni già superate sulla miglior manovrabilità dei biplani nel duello aereo, ma soprattutto sulla mancanza di messa a punto e di affidabilità dei concorrenti caccia monoplani del CR.42.

Vede cosi la luce un nuovo caccia biplano a carrello fisso con struttura interamente metallica spinto da un motore Fiat A.74 da 840 Hp.  La Regia Aeronautica ordina subito 200 esemplari del nuovo caccia e nel maggio del 39 i primi CR.42 giungono ai reparti di volo.
Il CR4.2, nel frattempo riscuote un discreto successo anche all'estero, tanto che la Fiat riceve cospicui ordini da Belgio, Ungheria e Svezia.
Allo scoppio delle ostilità i CR.42 partecipano alle incursioni nel sud della Francia ottenendo buoni successi negli scontri con i caccia francesi.

I Cr42 partecipano anche alla battaglia di Inghilterra, decollando infatti da aeroporti in Belgio compiono numerose missioni di scorta sui cieli della Manica, scontrandosi con Hurricane e Spitfire.
Ma l'impiego più massiccio avviene in Africa, dapprima in Somalia, dove i CR.42 giungono smontati all'interno dei trimotori da trasporto SM.82, con compiti di attacco al suolo e successivamente in Africa Settentrionale dove sono schierati oltre un centinaio di CR42. In settembre, con l'avanzata italiana in Nord Africa i CR.42 vengono diffusamente impiegati contro i automezzi e blindati nemici oltre che in compiti di scorta ai bombardieri SM79. Vengono anche effettuate promettenti missioni di caccia notturna dotando i CR.42 di serbatoi supplementari.

Le alterne vicende della guerra in Africa vedono i CR.42 sempre presenti nonostante le perdite, gli incidenti di volo e la scarsità di carburante e pezzi di ricambio.  Nell'ottobre del 42 il Cr.42 sono protagonisti dei violentissimi scontri in coincidenza della battaglia di El Alamein e del tentativo di Rommel di arrivare al delta del Nilo.Il nuovo anno e la ritirata delle truppe dell'asse vede i reparti di volo rischierati in Tunisia da dove gli ultimi 82 CR.42 vengono rispediti in Italia.

Un altro fronte che vede i CR.42 sempre presenti è il Mediterraneo, essi decollano dalle basi siciliane nell'offensiva contro Malta con compiti di scorta e attacco al suolo, sostituiti solo nel 42 dai più moderni MC202 e Re2001. Altra attività molto intensa e la scorta dei convogli italiani diretti in Libia, decollando dagli aeroporti delle isole di Pantelleria e Lampedusa. Il CR.42 viene anche utilizzato per in bombardamento in picchiata su obbiettivi navali, ottenendo buoni risultati in occasione della battaglia di "mezzo giugno" ed ancora più brillanti risultati durante la battaglia di "mezzo agosto".

Il proseguire degli eventi bellici vede gli ultimi CR.42 operare dalle basi siciliane con compiti di caccia notturna. L'armistizio dell'8 settembre vede pochi aerei superstiti al sud, mentre il numero maggiore di CR.42, molti ancora nuovi di fabbrica, presenti al nord cade in mano tedesca, parte di questi viene spedita in Germania e parte viene utilizzata direttamente dai tedeschi o rischierata con L'Aeronautica della Repubblica Sociale. Dopo la fine della guerra i pochi esemplari superstiti vengono avviati alle scuole di volo.
Si conclude così la gloriosa carriera dell'ultimo caccia biplano italiano, che seppur lento e superato seppe battersi con valore in tutti i teatri di guerra assolvendo ai compiti più diversi. 


Specifiche Tecniche

Tipo

Fiat CR.32

Fiat CR.42

“Falco”

Motori

Fiat A.30

Fiat A.74 RC.38

Potenza

hp 600

hp 840

Apertura alare

m 9,50

m 9,70

Lungh. tot..

m 7,45

m 8,26

Alt. tot.

m 2,71

m 3,30

Superf. alare

m2. 22,10

m2. 22,40

Peso a vuoto

kg 1.325

kg 1.720

Peso max

kg 1.865

kg 2.295

Velocità max

km/h 375 a 3.000 m

km/h 440 a 6.000 m

Autonomia

km 780

km 785

Armamento

2 mtg. SAFAT

 da 12,7mm

2 mtg. SAFAT

da 12,7mm

Equipaggio

1

1

Esemplari costruiti

1200  (daMM.2589 a MM.4667)

 

1.560 (daMM.4265 a MM.9917)

© 1996-2007 REGIAMARINA (TM) - Terms and Conditions