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I Lanciasiluri |
Narrativa |
| Le apparecchiature per il lancio di siluri imbarcate sulle unità
italiane che hanno partecipato al secondo conflitto mondiale erano sostanzialmente di due
tipi: da 533 e 450 mm. Ad impulso assiale: Ad Impulso laterale |
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Nei tubi lanciasiluri in dotazione ai sommergibili
l'espulsione dell'arma avveniva a mezzo di aria compressa e sui battelli più moderni era
possibile il «lancio senza bolla» con un dispositivo però che non funzionò mai
perfettamente. Sui quasi tutti I battelli italiani i tubi erano suddivisi tra prora e
poppa e non erano brandeggiabili; su alcuni tipi di sommergibili «tascabili», in luogo
dei tubi lanciasiluri stagni muniti di «cappello» di chiusura esterno e «fondo mobile»
interno, erano sistemate delle «gabbie di lancio» a libera circolazione d'acqua da cui
il siluro usciva mosso dalle proprie eliche. In linea di massima sulle unità di superficie i tubi lanciasiluri erano:
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| In genere i lanciasiluri singoli era quattro, due per lato; quelli binati
erano due, uno per lato su alcuni tipi di torpediniere e sugli in incrociatori leggeri e
in posizione assiale sui cacciatorpediniere e sulle torpediniere più moderne; quelli
trinati erano quasi sempre due, uno per lato sugli incrociatori e in posizione assiale sui
caccia e sulle torpediniere, lo stesso per quelli quadrupli. I lanciasiluri ad impulso laterale erano di tipo pneumatico. Ideati dal comandante Minisini, avevano la caratteristica di essere molto semplici e leggeri e quindi specificamente adatti per l'impiego sui veloci Mas di cui costituirono una particolarità in comune solamente con le P.Ts americane su cui nel 1943-44 fu introdotta un'arma chiaramente derivata dalla pratica ed efficiente apparecchiatura italiana. I lanciasiluri in dotazione alle unità italiane erano costruiti da numerosi stabilimenti generalmente su progetto Whitehead, S.I., San Giorgio, Bargiacchi. |
| Adattato da "Le Armi delle Navi Italiane Nella Seconda
Guerra Mondiale" di Erminio Bagnasco Edizioni Ermanno Albertelli - Parma 1978 e "Naval Weapons of WW II" di John Campbell, edizioni Conway Marittime Press |
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