I Lanciasiluri

Narrativa

Le apparecchiature per il lancio di siluri imbarcate sulle unità italiane che hanno partecipato al secondo conflitto mondiale erano sostanzialmente di due tipi: da 533 e 450 mm.

Ad impulso assiale:
Tubi lanciasiluri subacquei, non brandeggiabili, sui sommergibili
Tubi lanciasiluri da ponte, brandeggiabili e non, sulle unità di superficie e sulle motosiluranti.

Ad Impulso laterale
Mas, Vas e Motosiluranti (2’ serie).
 

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Un tubo da 533 mm con il riduttore da 450 mm.

Nei tubi lanciasiluri in dotazione ai sommergibili l'espulsione dell'arma avveniva a mezzo di aria compressa e sui battelli più moderni era possibile il «lancio senza bolla» con un dispositivo però che non funzionò mai perfettamente. Sui quasi tutti I battelli italiani i tubi erano suddivisi tra prora e poppa e non erano brandeggiabili; su alcuni tipi di sommergibili «tascabili», in luogo dei tubi lanciasiluri stagni muniti di «cappello» di chiusura esterno e «fondo mobile» interno, erano sistemate delle «gabbie di lancio» a libera circolazione d'acqua da cui il siluro usciva mosso dalle proprie eliche.

Nei tubi lanciasiluri in dotazione alle unità di superficie in genere l'espulsione dell'arma avveniva invece per effetto dei gas prodotti dalla deflagrazione di una piccola carica di polvere di lancio.
Essi erano normalmente del tipo da ponte, brandeggiabili, singoli o riuniti in complessi binati, tripli o quadrupli. Non mancavano però tubi fissi, non brandeggiabili, come ad esempio sulle motosiluranti, che ne avevano uno da 533 mm. su ciascun lato della prora, e sugli incrociatori pesanti classe «Trento» che avevano quattro impianti binati fissi da 533 mm. posti sul ponte di batteria, due per lato.

In linea di massima sulle unità di superficie i tubi lanciasiluri erano:


singoli su alcune torpediniere
binati sulle torpediniere, sui cacciatorpediniere antiquati e sugli incrociatori leggeri.
trinati sui cacciatorpediniere moderni, sugli incrociatori leggeri e sulle torpediniere classe «Ariete»
quadrupli solo sugli incrociatori leggeri classe «Capitani Romani».

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Unità trinata sull'Ariete
(Foto Elio Ando`)
In genere i lanciasiluri singoli era quattro, due per lato; quelli binati erano due, uno per lato su alcuni tipi di torpediniere e sugli in incrociatori leggeri e in posizione assiale sui cacciatorpediniere e sulle torpediniere più moderne; quelli trinati erano quasi sempre due, uno per lato sugli incrociatori e in posizione assiale sui caccia e sulle torpediniere, lo stesso per quelli quadrupli.

I lanciasiluri ad impulso laterale erano di tipo pneumatico. Ideati dal comandante Minisini, avevano la caratteristica di essere molto semplici e leggeri e quindi specificamente adatti per l'impiego sui veloci Mas di cui costituirono una particolarità in comune solamente con le P.Ts americane su cui nel 1943-44 fu introdotta un'arma chiaramente derivata dalla pratica ed efficiente apparecchiatura italiana.
I lanciasiluri in dotazione alle unità italiane erano costruiti da numerosi stabilimenti generalmente su progetto Whitehead, S.I., San Giorgio, Bargiacchi.
 
Adattato da "Le Armi delle Navi Italiane Nella Seconda Guerra Mondiale"
di Erminio Bagnasco Edizioni  Ermanno Albertelli - Parma 1978 e
"Naval Weapons of WW II" di John Campbell, edizioni Conway Marittime Press
 
 

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