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I Mezzi Antisommergibiledi Cristiano D'Adamo |
Narrativa |
| Nel periodo tra le due guerre mondiali, tra gli armamenti in uso nella
Regia Marina, i mezzi antisommergibili furono quelli che beneficiarono di meno delle più
recenti innovazioni tecniche. Nel libro "Organizzazione della Marina durante il
conflitto", l'Ammiraglio Giuseppe Fioravanzo chiaramente dichiara che tra le due
guerre la Marina dedicò tutte le sue risorse allo studio delle armi balistiche.
Ovviamente, durante il conflitto, le armi balistiche furono le meno redditizie mentre
invece armi meno convenzionali, come i maiali, raccolsero i più grandi successi. All'inizio delle ostilità, l'attività dei sottomarini nemici fu così minima che non si dedicò nessuna risorsa al miglioramento delle armi antisommergibile. In pratica, la Regia Marina utilizzò solamente campi minati e missioni antisommergibile condotte da unità minori le quali utilizzarono bombe di profondità e torpedini a traino. L'unica unità specificatamente costruita per l'attività antisommergibile fu l'Albatros la quale fu impostata a partire dal 1934 nei cantieri navali di Palermo. La scoperta dei mezzi nemici, che fino agli anni trenta era basata solamente sull'uso d'idrofoni meccanici detti tubi c, fu migliorata con l'introduzione d'amplificatori elettronici e cuffie (auricolari). Successive installazioni consentirono di determinate la provenienza del segnale, caratteristica questa carente nei modelli iniziali. Nel 1931, alcune unità furono equipaggiate con ecogoniometri del tipo Lamghine-Florison. Modelli successivi di quest'apparato divennero equipaggiamento di base a bordo delle torpediniere e delle corvette. Quest'apparecchiatura aveva un raggio d'azione di circa 2000 metri con un errore fino ad un grado (1/360 o 0.3%). Dopo avvenuta la localizzazione del sottomarino nemico, l'attacco sarebbe stato condotto usando B.T.G. (bombe torpedine a getto). Queste armi potevano essere buttate o lanciate dall'unità persecutrice ed, una volta in acqua, affondavano immediatamente a causa del loro peso per poi esplodere ad una profondità prestabilita. L'innesco era attuato da un pressostato od una spoletta a tempo. I modelli più comuni utilizzati dalla Marina furono la B.T.G 100/1927 costruita dalla ditta Moncenisio ed equipaggiata con una carica da 100 Kg. ed una spoletta a pressione con graduazioni per 25, 50, 75 e 100 metri di profondità. Un altro modello, anche questo costruito dalla Moncenisio, fu la B.T.G. 50/1917 con una carica di soli 50 Kg. ed una spoletta a pressione con graduazioni per 20, 40, 70 e 100 metri. Va inoltre notato che ci sono delle referenze storiche circa un modello meno comune e denominato B.T.G. 50/1930, anche questo della Moncenisio e con una carica di 50 Kg. ed una circonferenza di circa 30 cm. Le bombe di profondità erano espulse utilizzando varie metodologie:
Nel caso delle tramogge multiple, le B.T.G. erano configurate con diverse spinte
negative (grado negativo di galleggiabilità) così che affondassero a velocità varie
coprendo un'area maggiore. |
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| Un'altra arma in uso per la lotta antisommergibile fu la torpedine a
traino, di cui ci furono diversi modelli tra i quali la TR 1917, 27, 26, 37 tutte aventi
peso e cariche esplosive varie. Queste armi erano trainate dall'unità antisommergibile ad
una profondità tra i 37 ed i 95 metri ed esplodevano a contatto con il bersaglio. Modelli
più avanzati furono equipaggiati con spolette magnetiche. Durante il conflitto, le carenze delle antiquate armi Italiane divennero molto evidenti e l'Italia cominciò ad importare armi tedesche. Queste bombe di profondità furono denominate W.B.D. ed avevano una carica di 125 Kg, mentre le W.B.F. ne avevano una di 60 Kg. Queste bombe potevano essere lanciate per mezzo di un lanciabombe costruito dalla Krupp, notoriamente piccolo in dimensioni e non prono ad inceppi ed azionato da una piccola carica pirotecnica. Durante la guerra, la ditta Laerte dell'Olio della Spezia ricevette un contratto per la
produzione di nuove cariche da 30, 100 e 150 Kg. Un'altra novità fu un lanciabombe
costruito dalla ditta Menon di Roncade ed usato per il lancio delle bombe tedesche del
tipo W.B., ma purtroppo, a partire dal 1942, queste bombe divenne molto rare a causa di
problemi con l'importazione dalla Germania. Altre ditte involte nella ricerca e lo
sviluppo delle armi antisommergibile furono la Pignone, la Bargiacchi e la già menzionata
Moncenisio. |
Galleria Fotografica |
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